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 Anno VII n° 11 NOVEMBRE 2011    -   IL MONDO - cronaca dei nostri tempi


Da Baia Mare (Romania)- 26 Settembre al 2 Ottobre scorso
“Creating New Bridges”: un progetto fatto dai giovani per i giovani
Workshop, dibattiti, seminari, tavole rotonde, ma anche giochi, viaggi e visite guidate alla scoperta della mitica “terra di Dracula”, hanno coinvolto i rappresentanti di dieci associazioni giovanili nazionali nella concretizzazione di un interesse collettivo, che si estende verso forme sovranazionali di concreta adesione alla vita democratica e sociale
Di Francesca Bisbano


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Creare nuovi ponti; istituire una connessione fra volontari e lavoratori del settore giovanile; riunire diverse culture, perché nasca e si rafforzi fra loro uno spirito di solidarietà e rispetto reciproco; incentivare la mobilità transnazionale per abbattere le barriere e gli ostacoli, che si frappongono alla volontà di espressione dei giovani; promuovere la cittadinanza attiva con lo scopo di offrire alle nuove generazioni la possibilità di una reale cooperazione a livello internazionale, nonché una partecipazione più diretta alla vita comunitaria, sono i temi attorno ai quali si è articolato lo scambio giovanile “Creating New Bridges” in Romania dal 26 Settembre al 2 Ottobre scorso.

Un'esperienza particolare, durante la quale la città di Baia Mare, capoluogo del distretto di Maramureş nella regione storica della Transilvania, ha ospitato circa trenta giovani, fra volontari ed animatori, provenienti da nove paesi diversi, tra cui Italia, Spagna, Polonia, Repubblica di Moldova, Turchia, Azerbaijan, Romania e Bosnia Erzegovina.
Workshop, dibattiti, seminari, tavole rotonde, ma anche giochi, viaggi e visite guidate alla scoperta della mitica “terra di Dracula”, hanno coinvolto i rappresentanti di dieci associazioni giovanili nazionali nella concretizzazione di un interesse collettivo, che si estende verso forme sovranazionali di concreta adesione alla vita democratica e sociale.

Tra queste rientrano:

  • Human Right Youth Organization (associazione no profit, ispirata ai valori ed ai principi contenuti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'uomo) e Together Italy (gruppo di mediazione giovanile, nato al fine di coinvolgere quanti più ragazzi possibile nel programma Gioventù in Azione) per l'Italia;
  • Libertas Intenational (associazione giovanile che promuove il dialogo interculturale e lo sviluppo di pari opportunità di genere e razza a livello globale) per la Spagna;
  • Spark (associazione non governativa, basata sul dialogo inter-religioso fra i popoli della regione e quelli dell'area euro-mediterranea) per Israele;
  • AGAT / IAYTE (acronimo di Integration of Azerbaijan Youth to Europe Organization, istituto privato che incentiva lo sviluppo delle relazioni scientifiche, culturali, sociali e pubbliche tra l'Azerbaijan, l'Europa e altri paesi) per l'Azerbaijan;
  • il Gruppo Studentesco per l'educazione Psicologica (istituito presso l'università di Sarajevo) per la Bosnia-Erzegovina;
  • quello dei professionisti di Challenge for a New Generation (consulenti, facilitatori e mediatori nell'ambito dei diritti umani) per la Repubblica di Moldova;
  • Mugla Youth Center (gruppo informale giovanile, che offre ai ragazzi una molteplicità di opzioni per trascorrere il proprio tempo libero e spazi adeguati, ove poter esprimere idee e proposte circa la realizzazione di nuovi progetti) per la Turchia;
  • Yellow Shirt direttrice del progetto, (organizzazione non governativa, che sostiene ed aiuta i giovani ad integrarsi nella comunità) per la Romania;
  • Happy Team (gruppo informale di giovani scouts con l'obiettivo di conoscere e porre in relazione fra loro gente proveniente da altri paesi) per la Polonia,
chiamate a confrontarsi principalmente con lo scopo di incontrare potenziali partner e dunque avviare una collaborazione infrastrutturale durante lo svolgimento delle attività.

Lavoro, divertimento, impegno e dedizione, ma anche tanta voglia di fare hanno costituto un ottimo collante per la creazione di un team vincente, un gruppo interculturale, dove ognuno ha contribuito alla ricerca delle migliori soluzioni possibili nell'elaborazione di progetti futuri, che si basano principalmente sui metodi di apprendimento non formale e sulle esperienze condivise dei partecipanti.

A cosa servono gli scambi giovanili?
Perché sono importanti?
Certamente l'adesione a tali progetti comporta una crescita e un arricchimento culturale unico, che si può apprendere solo venendo a contatto con realtà diverse da quella in cui viviamo. Uno scambio culturale non è solo una vacanza fra giovani, ma un confronto fra membri di una stessa generazione, un dialogo tra chi fra vent'anni e forse meno sarà chiamato a scrivere le pagine della storia e ancora un'occasione per prendere coscienza del valore dell'essere cittadini europei, muovendo verso una reale integrazione fra i popoli.

In ultimo è importante che i giovani conoscano, anche attraverso l'opera di forum ed associazioni, i progetti loro destinati dalla Commissione Europea non solo per sostenere altri giovani in nome di un intervento globale senza discriminazioni di sorta, ma anche per costruire insieme un'alternativa socio-politica-economica allo strapotere esercitato da “partitelli” locali, che, pur agendo in nome del bene collettivo, da sempre sacrificano le iniziative e gli interventi giovanili nella vita democratica del paese.

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