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 Anno VII n° 11 NOVEMBRE 2011    -   PRIMA PAGINA



Spigolature sportive
Anche questo mese sono costretto ad evidenziare lo schifo che regna nello sport italiano
Di Silvano Filippini


Calcio: Il mondo del pallone è in fermento non solo per l’incidente cardiaco che ha colpito Cassano, ma anche per alcuni eventi su cui la magistratura indaga da tempo e per le novità che riguardano lo status dei calciatori.

Infatti la procura di Napoli ha indagato Cuper, il tecnico argentino che sedeva sulla panchina dell’Inter, in riferimento al calcio scommesse e camorra in quanto in quel periodo risultano flussi anonimi di denaro su 150 partite tra cui alcune Spagnole e Argentine. Per il momento è stata inoltrata la richiesta di rogatoria alla Spagna dove si trova ora il tecnico.

L’altro fatto riguarda il processo penale su Calciopoli che ha visto 16 indagati di cui 8 condannati dal tribunale di Napoli. La giustizia ordinaria è sicuramente più lenta ma, quando decide, lo fa emettendo condanne esemplari: 5 anni e 4 mesi di reclusione per Moggi in quanto capo della “cupola” che per anni ha condizionato l’esito dei campionati di calcio. Per i designatori Bergamo e Pairetto sono stati inflitti 3 anni e otto mesi oltre alla condanna di 15 mesi inflitti ai fratelli Della Valle (Fiorentina) e a Lotito, presidente della Lazio, che hanno già annunciato ricorso in appello. Coinvolti anche il presidente della Reggina, Pasquale Foti (1 anno e 6 mesi) e l’ex dirigente arbitrale del Milan, Leonardo Meani (1 anno) Tra l’altro a Moggi sono stati inflitti dal tribunale di Roma, a distanza di pochi giorni, altri quattro mesi e un risarcimento di 5.000 euro per minacce a pubblico ufficiale in quanto nel 2008 aveva minacciato Franco Baldini, all’epoca team manger della nazionale inglese. Tutto ciò ci evidenzia quale marciume dilagante c’era nel mondo del calcio: uno schifo! Siccome Moggi, prima di essere direttore sportivo di società calcistiche, era dirigente nelle Ferrovie ed è andato in pensione a quarant’anni nel periodo delle baby-pensioni, nell’ambiente gira già la battuta: “dopo i quindici anni di lavoro il giudice gli ha dato altri cinque anni in modo da arrivare almeno a vent’anni per giustificare la pensione”

E’stata aperta un’inchiesta dalla procura di Torino sul nuovo stadio della Juventus in quanto pare che le forniture dell’acciaio dei pennoni alti 86 metri non siano conformi alle indicazioni contenute nell’ordinativo. Tra l’altro l’acciaio in questione proviene dal gruppo Marcegaglia (To, chi si rivede!) e ora la domanda nasce spontanea: ci saranno pericoli per la sicurezza? Secondo l’ingegner Garbaccio, che ha seguito i lavori, non dovrebbero esservi pericoli avendo egli stesso fatto verificare alcuni campioni del materiale in questione. Staremo a vedere!

L’ultima novità riguarda l’idea rivoluzionaria dei presidenti delle squadre di serie A che hanno proposto in Lega di modificare la legge 91 sul professionismo dei calciatori. Dovrebbe nascere la figura autonoma e specifica del “professionista sportivo” sia per i calciatori che per dirigenti, allenatori e medici.
Ciò che appare più lesivo, secondo gli atleti, è la possibilità di cessione prima della scadenza del contratto, senza il consenso del lavoratore sportivo, quando la nuova società garantisca di mantenere il medesimo livello di retribuzione.
Molte altre sono le novità della Lega, ma le più innovative riguardano l’amministrazione dei proventi televisivi (oggi è di un miliardo di €) e il ridimensionamento della giustizia sportiva a favore di quella ordinaria. In pratica i contenziosi tra calciatore e club andrebbero ad un collegio arbitrale disciplinato dal codice di procedura civile. A questo punto crollerebbe definitivamente la clausola compromissoria che ha regolato i rapporti tra società e atleti per tanti anni e che consentiva di dirimere in tempi brevi le questioni. Anche i procuratori (agenti) dei calciatori avranno forti vincoli contro parentele e concentrazioni, proprio per evitare il ripetersi del caso GEA capitanata dal figlio di Moggi.


Ciclismo: Il commissario tecnico della nazionale non pagava le tasse (Che novità!). Non contento di essere appena stato indagato per aver avvertito del controllo antidoping un corridore della nazionale, ora si è fatto pizzicare per aver omesso i pagamenti delle tasse dal 2004 al 2008. In un paio di anni non ha presentato la dichiarazione dei redditi e negli altri due ha dichiarato meno di quanto percepito, contando sul fatto di essere residente a Montecarlo, anche se in realtà abitava a Ripabella in provincia di Pisa. Mai come in questo caso si addice il proverbio;”tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino”. Comunque vada la faccenda, si tratta di un altro colpo alla credibilità dello sport in quanto chi sta al vertice dovrebbe essere di esempio per tutti gli altri.

Basket: L’americano Thomas, ex giocatore di Avellino ora a Siena, nella passata stagione avrebbe consegnato documenti falsi per entrare in Italia con un passaporto sloveno e giocare con lo status di comunitario. Il giocatore è riuscito a dimostrare davanti alla procura di Civitavecchia che non ha comprato il passaporto, ma ha pagato un servizio reso da due agenti FIBA (federazione internazionale) che ora sono indagati per raggiro. Evidentemente il sistema era diffuso e collaudato anche in virtù dei numerosissimi statunitensi con passaporto comunitario che giocano in Europa.
Assolto dalla giustizia ordinaria, ora dovrà affrontare quella sportiva in quanto ha violato il principio di lealtà sportiva sanzionabile con una pena da tre mesi a un anno di squalifica. Infatti dal suo falso status un club (Avellino) ha tratto vantaggio e attualmente anche Siena ne usufruisce.

Nel frattempo i club chiedono alla FIP la riapertura immediata della discussione sugli stranieri per il prossimo campionato, proponendo 5 stranieri senza distinzione tra comunitari e non + 5 italiani di formazione per ogni squadra. Era ora che si arrivasse ad una simile proposta, perché per troppi anni in molti hanno giocato sulla facile acquisizione della nazionalità europea: attualmente in serie A ci sono 11 giocatori statunitensi con cittadinanza in paesi europei. Ma li troviamo anche nelle altre nazioni: 4 in Spagna e Russia, 3 in Turchia e 2 in Grecia. Pure le nazionali ne usufruiscono: ben 10 rappresentative all’ultimo europeo schieravano un “passaportato”.

Doping: Tempo addietro, in uno dei nostri appuntamenti mensili sullo sport, avevo evidenziato la situazione assurda di quella madre comasca che ordinava farmaci proibiti per la figlia quindicenne affinché potesse vincere le gare di nuoto a livello giovanile.

Evidentemente il caso ha fatto scuola perché dobbiamo registrare altri casi analoghi:

    -il primo si è verificato in Brianza, dove un papà ha imbottito di Epo (l’ormone eritropoietina) il figlio quindicenne per vincere le gare di ciclismo.
    -il secondo riguarda sempre un padre che ha chiesto al medico compiacente un cocktail infernale di anabolizzanti (tra cui l’ormone delle crescita) per i suoi due figli tennisti.
    -il terzo vede protagonista un altro genitore, appassionato di ciclismo, che ha somministrato al figlio del testosterone e alla figlia l’Epo in modo che ognuno avesse il suo doping su misura.

Ma che genitori sono questi? Dovrebbero dare il buon esempio insegnando non solo i valori dello sport, ma anche quelli della vita ed invece sono”schiavi” della vittoria a tutti i costi a rischio di minare la salute dei loro pargoli. In pratica si tratta di una vera e propria catastrofe educativa messa in atto da genitori a loro volta educati male.
Loro, si, meriterebbero il carcere per sottrarre i figli dall’influenza nefasta di genitori “orchi” che insegnano l’amorale favola che ogni scorciatoia è lecita pur di raggiungere il risultato. Compresa quella del “bunga-bunga”!



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