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 Anno VII n° 12 DICEMBRE 2011    -   IL MONDO - cronaca dei nostri tempi


Considerazioni sulla ricerca "Prima delle leggi" del Censis
Cosa pensano gli italiani di questa Politica?
Giovani e anziani rifiutano oggi le appartenenze politiche e si affidano alla propria capacità di discernimento. La "politica" ha perso credibiità
Di Francesca Bisbano


Prima di regole, leggi, precetti, disposizioni, prima ancora di un complesso apparato normativo, che bilanci la moltitudine di interessi contrastanti al fine di assicurare una convivenza civile fra gli uomini, esistono valori, idee e sentimenti fondamentali per ritrovare il senso del vivere insieme, all'interno della collettività locale, regionale o statale. Principi necessari, da tempo dimenticati, temi, che oggi sono principalemte rivendicati dagli italiani over 50 in un rifiuto generale dell'attuale politica nazionale.

Non a caso i risultati regisrati dal Censis nella ricerca "Prima delle Leggi", mostrano come su 1200 intervistati il 66,3% dichiara di farsi guidare nelle scelte della vita, dalla propria testa; l' 8,8% dal cuore e il 7,2% dai desideri. Ancora il 44,6% sostiene che la propria identità si basi sull'esperienza personale, il 43,2% sull'eredità culturale familiare e il 42,3% sul carattere, per cui poco contano l'appartenenza politica, quella ad una classe sociale o ad un gruppo etnico-religioso, che raggiungono percentuali di aggregazione minime. Diffidano nei vertici, ma si aprono sempre più agli altri, perchè convinti che da soli non si vada avanti: bisogna fidarsi della propria ragione, lasciare la porta aperta all’altro, chiunque egli sia, un amico o un amore, in quanto questo costituisce valido aiuto nelle situazioni più critiche.

Confrontarsi significa maturare ed acquistare fiducia in se stessi, nonchè dare un fondamento ai propri valori e costruire una base su cui imperniare la propria personalità. Basta con le false promesse o le inutili aspettative! Anche gli anziani chiedono di più: vogliono una guida, che non sia carismatica, bensì una persona onesta, un leader, che sia più vicino ai bisogni della gente e garantisca così il rispetto dei diritti e dei principi dei suoi concittadini!

Un ripiego soggettivo? No. Gli intervistati sembrano avere le idee molto chiare, allora perchè si stringono in un generale sentimento di antipolitica, se così la si può definire? Cos'hanno fatto di quelle convinzioni e di quelle dottrine, che negli anni di piombo li vedevano perfino disposti a farsi la guerra per difenderne la santità? Perchè preferiscono fidarsi più di se stessi, che degli eredi dei grandi partiti?

L'old generation appare sempre più critica nei confronti del presente e scettica verso il futuro, non perchè sia cessato il tempo delle grandi riforme, nè perchè questa ha mutato il proprio sentire. Le idee rimangono, ma lo spazio si restringe e tutto perde senso. Ancora qualcuno ricorda gli antichi valori, crede nella bontà dei principi di destra e sinistra storica, ma, rispetto al passato, ora si pone in modo diverso difronte alla realtà. Perchè? Negli anni è cresciuta la distanza tra vertice e cittadino. Il voto stesso ha perso valore e la politica spesso si è ridotta a mera prassi amministrativa, una rappresentanza quasi simbolica d'interessi personali e di conflitto in un paese ove le grandi riforme si combattono solo sul piano dottrinale-giuridico e le sorti del popolo dipendono dalle scelte della grande finanza. Non c'è più un regime formale da abbattere, nè una dittatura visibile da estirpare, ma nemmeno una diffusa coscienza di massa, pronta a rivendicare i tanto agognati principi democratici. Due generazioni hanno assistito alla nascita della Repubblica e contempo al crollo della fiducia degli italiani nei risultati ottenuti col sangue. Motivo?

Le false promesse dei rappresentanti politici? La perdita di utilità del voto, visto che dieci anni fa dieci voti erano un posto fisso al comune e oggi venti, rappresentano solo la possibilità di un impiego per tre mesi, forse rinnovabile? Le leggi ingiuste, considerato che l'ultima legge elettorale ha ostacolato fortemente la libertà di scelta degli elettori, con la previsione delle liste bloccate e dunque incrementato la sfiducia nelle maggioranze governative? La credulità dei cittadini, pronti a prestar fede all'informazione di massa?

Sicuramente tutte, ma rimane pur sempre fermo il fatto che non va anche sottovalutata la crescita di quell'atteggiamento "grillino", che il più delle volte porta nuove e vecchie generazioni ad accusare e incriminare tutti e su tutti i fronti, nonchè a dichiararsi subito pronti ad agire da soli, per combattere una causa, che esula dal significato legale del vivere democratico.



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