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 Anno VIII n° 1 GENNAIO 2012    -   IL MONDO - cronaca dei nostri tempi


Sessantun'anni mal portati
Oggi a San Remo non si canta più per il progresso
Quest'anno arriva il “social”: posti il tuo pezzo su Facebook e speri, ma questo basterà?
Di Francesca Bisbano


Correva l'anno 1951. In America impazzava il rock'n'roll e per la canzone Italiana era giunto il momento d' affermarsi e conquistare così il cuore di migliaia d'Italiani. Tutto ebbe inizio lì, nel Casinò di San Remo, la sera del 29 gennaio, quando Nunzio Filogamo in apertura del più grande evento canoro mai ricordato, salutava gli ascoltatori alla radio dicendo:“ Cari Amici, vicini e lontani buonasera, buonasera ovunque voi siate”!

Così quasi per caso nasceva il festival della Canzone Italiana: il Festival di Sanremo! Un evento unico e irrinunciabile ormai da più di sessant'anni.
Da allora come dimenticare i grandi successi? “Grazie dei Fiori” di Nila Pizzi, che vinse l'edizione del '51; “Vola colomba vola” con chiaro riferimento al destino di Trieste, tralasciato dagli accordi internazionali post bellici; “Papaveri e papere” con i suoi molteplici significati allegorici, per cui l'altezza dei fiori fu vista come chiara accusa allo strapotere della DC in quegli anni (si pensi alla legge truffa del 1953, che aveva modificato il sistema elettorale proporzionale del '46 in maggioritario), mentre la “paperina” fu additata come simbolo della condizione della donna nel secondo dopoguerra, brani con cui la Pizzi vinceva le successive edizioni del 1952 e del 1953; o “Nel blu dipinto di Blu”, che nel 1958 otteneva il primo posto, segnando tanto il successo di Modugno, padre dei cantautori italiani, quanto un' inversione di gusto e tendenza nella canzone italiana. Il tema politico-sarcastico cedeva il passo a quello amoroso-sentimentalistico, sempre più apprezzato da un numero crescente di appassionati italiani.

Satira, storia, tematiche ora scottanti, ora comuni alla vita di tutti i giorni, filtrate attraverso una riscoperta del gusto musicale, vivevano tramite la canzone italiana, vivevano con Sanremo, che seppure negli anni non sarà stato perfetto, conserva pur sempre qualche nota di merito.
Lode al Festival, che nel 1971 faceva conoscere agli italiani la voce di Nada e più tardi nel '78 apriva la strada del successo a Rino Gaetano! Onore alla sua ricorrenza, perché nel 2002, con l'allora “Accademia di Sanremo”, rappresentava ancora una speranza per artisti in erba come Andrea Febo, che quell'anno calcava il palco dell'Ariston, aggiudicandosi il primo posto nella categoria giovani, lo stesso Febo, il cui video di protesta è divenuto negli ultimi giorni simbolo del rammarico dei ragazzi, nonché dell'accusa rivolta ad un sistema, che ha stravolto forse l'intera essenza dell'evento canoro più famoso al mondo.

Oggi a San Remo non si canta più di progresso, né d' industria, lavoro e successo. Non si canta nemmeno d'amore. Si canta di pura banalità, che, se non in rare eccezioni, da un lato vede i temi impegnati soppiantati dalle ballate scandalistiche, dall'altro i motivi amorosi ridotti a nenie depresse. Mutano i contenuti, muta il modo d'intendere e percepire l'evento. Perché?
Colpa del nuovo costume? Del metro di giudizio, usato verso gli artisti? Colpa delle selezioni? Chissà, forse sono tempi in cui la protesta è meno sentita, tempi in cui per comporre o interpretare un brano si tende a far sempre maggiore affidamento sulle straordinarie potenzialità della tecnologia digitale, chissà! Forse è arrivato il momento, in cui la voglia di render protagonisti i ragazzi si torce a loro svantaggio. Poco conta la qualità, lo studio o l'esperienza, la pratica o la scienza.

Tutti possono diventar delle star, perché quest'anno arriva Sanremo social, il modo più democratico, veloce e divertente per lanciare i giovani nel mondo della musica: t' iscrivi, posti il tuo pezzo ed incroci le dita, affinché gli altri utenti facebook ti votino! Semplice no? Chissà, però se il sistema funzionerà o se tra i dieci fortunati selezionati non finiranno, come al solito, gli Amici di Maria o le ex-miss, scartate a Salsomaggiore?!! Chissà, chissà che non sia tutta una trovata pubblicitaria, come sospetta Febo o se Sanremo ormai non sia diventato solo un grande varietà?



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