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 Anno VIII n° 2 FEBBRAIO 2012    -   FATTI & OPINIONI


Dura la Coldiretti sulla situazione in Sicilia
Grava il sospetto di infiltrazioni mafiose nei trasporti di frutta e la “rivolta dei forconi” fa molti danni agli agricoltori
Ecco il conto dei danni: dal latte all’ortofrutta fino ai fiori sono stati andati persi milioni di euro al giorno
Di G.G.


La Coldiretti spiega che le agromafie investono i loro ricchi proventi in larga parte in attività agricole, nel settore della trasformazione alimentare, commerciale e nella grande distribuzione.

Dai dati Coldiretti/Eurispes, contenuti nella prima relazione sulla contraffazione e pirateria nell’agroalimentare, elaborata dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta, emerge che il volume d’affari delle agromafie che ammonta oggi a 12,5 miliardi di euro (il 5,6 per cento dell’intero business criminale) e il sequestro da parte della questura di Trapani di beni immobili e terreni per un valore di 25 milioni di euro a Michele Mazzara, 52 anni, indicato dagli investigatori come fedelissimo del boss Matteo Messina, conferma l’interesse della criminalità organizzata per l’agroalimentare

Le imprese agricole e i consumatori – precisa la Coldiretti - subiscono l'impatto devastante delle strozzature di filiera, su cui si insinua un sistema di distribuzione e trasporto gonfiato e alterato troppo spesso da insopportabili fenomeni di criminalità, che danneggiano tutti gli operatori. L'effetto è un crollo dei prezzi pagati agli imprenditori agricoli, che, in molti casi, non arrivano a coprire i costi di produzione e un ricarico anomalo dei prezzi al consumo, che raggiungono livelli tali, da determinare un contenimento degli acquisti.
I prezzi della frutta triplicano dal campo alla tavola, anche per effetto delle infiltrazioni della malavita nell’attività di trasporto, messe spesso in luce nell’attività investigativa.


La Coldiretti afferma che le agromafie investono i loro ricchi proventi in larga parte in attività agricole, nel settore della trasformazione alimentare, commerciale e nella grande distribuzione, con il rivestimento dei proventi illeciti. Questo ha come corollario il condizionamento della libera iniziativa economica e la concorrenza sleale. Inoltre, le associazioni criminali, attraverso le suddette pratiche estorsive, finiscono per determinare l’aumento dei prezzi dei beni al consumo.

A rischio – prosegue la Coldiretti - è anche la qualità e sicurezza alimentare con la vendita di prodotti alimentari “spacciati” come Made in Italy, ma ottenuti in realtà con materie prime importate, speso di bassa qualità.

La Coldiretti, in riferimento al blocco dei Tir in Sicilia, in occasione della presentazione della prima relazione sulla contraffazione e pirateria nell’agroalimentare elaborata dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta, afferma: “Le infiltrazioni mafiose nei trasporti sono confermate dalle recenti operazioni di polizia nel commercio dell’ortofrutta, i cui prezzi triplicano dal campo alla tavola anche per effetto delle “strozzature” e “anomalie” lungo la filiera.

Per effetto del blocco tonnellate di frutta e verdura siciliane stanno marcendo, perché non riescono a raggiungere gli scaffali dei negozi che, a causa del blocco, sono sempre più vuoti con gravi disagi per i consumatori e danni per milioni di euro ai produttori. Anche le vasche di raccolta del latte, ormai piene, rendono impossibili nuove consegne dalle stalle. In un momento economico già difficile, ai danni immediati – pone l’accento la Coldiretti - si sommano quelli futuri, perché ci sono accordi commerciali che rischiano di saltare per la mancata consegna, a vantaggio delle importazioni. Bisogna trovare una soluzione che nell’ambito delle reali possibilità - conclude la Coldiretti - garantisca lo svolgimento del lavoro.

Ecco il conto dei danni

Il latte fresco manca dagli scaffali dei supermercati perché decine di migliaia di litri sono bloccati nelle stalle, nei caseifici e nelle autocisterne e dovranno essere buttati, con danni enormi per gli allevatori, che devono assumersi anche il costo dello smaltimento. ” Così inizia l’elenco dei danni fatti dallo sciopero dei forconi.

Rileva anche le grosse perdite subite dal comparto ortofrutticolo, con tonnellate di frutta e verdura siciliane che stanno marcendo, perché non riescono a raggiungere il mercato.

Perdite consistenti, stimate complessivamente in milioni di euro al giorno per l’agroalimentare si registrano – continua la Coldiretti - per tutti i prodotti deperibili come i fiori, con l’impossibilità di effettuare le spedizioni necessarie per raggiungere i clienti fuori dell’isola. Al danno economico immediato si aggiunge la perdita di credibilità con la grande distribuzione europea, pronta a sostituire il prodotto Made in Italy con quello proveniente da Paesi come la Spagna e Israele, diretti concorrenti della produzione siciliana nell’ortofrutta.

La Coldiretti conclude: “La situazione di difficoltà delle aziende agricole siciliane, evidenziata dalla protesta è reale ma la crisi in queste condizioni rischia di aggravarsi. Occorre agire subito e con responsabilità avviando un tavolo permanente tra Governo, Regione e rappresentanti di categoria.



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