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 Anno VIII n° 2 FEBBRAIO 2012    -   FATTI & OPINIONI


Possiamo affidare il governo dell'Italia a questi uomini?
Caso Lusi: Rutelli e i suoi amici devono andare via dalla politica
La classe politica è evidentemente incapace di capire cosa succede attorno ad essa, se qualcuno si può appropriare indisturbato di 13 milioni di euro
Di Il Nibbio


La notizia dell'accusa al senatore Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita, di appropriazione indebita di ben 13 milioni di lire lascia tutti stupiti, ancor più perché il senatore è oggi membro della Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari del Senato.

Che la nostra classe politica sia corrotta non è certo una novità, che le Commissioni Parlamentari, chiamate a decidere sull'ammissibilità delle procedure giudiziarie di loro competenza a carico dei parlamentari, si pronuncino non secondo giustizia, ma secondo opportunità, è da sempre chiaro, ma questo caso credo metta ben in evidenza che questo sistema è sbagliato. Le procedure giudiziarie pongono, in alcuni casi come l'arresto e le intercettazioni, delle situazioni di conflitto tra i vari poteri dello Stato e quindi competente dovrebbe essere la Corte di Cassazione e non il Parlamento.

Detto questo però il caso Lusi pone anche un altro problema molto più grave.
In qualunque impresa un Direttore Amministrativo che si appropria di ben 13 milioni di euro è certamente scoperto. I meccanismi di controllo, che rispondono al CdA, sono tali da impedire un simile scempio. Perché in politica questo non avviene e solo la Banca d'Italia si accorge che c'è qualcosa di strano nei movimenti amministrativi della Margherita?

Le illazioni che si possono fare sono tante, ma non è nostra abitudine dare spazio alle supposizioni; il ragionamento che voglio proporre è diverso.

La domanda che mi pongo è: se un direttivo di un partito non riesce a gestire e tenere sotto controllo correttamente i soldi della sua cassa come potrà proporsi di gestire il Paese? Questi politici sono troppo occupati a fare i loro affari, senza pensare male, anche se per quello che continua ad emergere si dovrebbe, sembra che la loro occupazione principale sia fare accordi per stare al potere.
Se non hanno l'occhio per accorgersi di quello che non funziona e non sanno attivare procedure di trasparenza, è evidente che sono dei pessimi governanti: non risolvono i problemi perché non sanno come fare. I problemi si accumulano e l'Italia entra in crisi, crisi che solo un Governo fatto da “professori” e non da politici può affrontare.

Il caso Lusi è la ciliegina su una situazione ormai evidente agli elettori: la classe politica in Parlamento è inaffidabile.

Rutelli si è detto meravigliato, ma meravigliati siamo noi. Se fosse una persona seria, dovrebbe dimettersi dal Parlamento e lasciare la politica come segno tangibile della sua meraviglia, ma non lo farà. Lui e i suoi soci non si accorgono delle cose eclatanti: la sottrazione di 13 milioni di euro e la perdita di consenso che affligge tutti i partiti e che ormai, credo, superi il 50% degli elettori, anche se qualcuno ancora vota, tappandosi il naso, quello che ritiene il meno peggiore.

La situazione si fa sempre più instabile e potrebbe diventare drammatica. Un esempio l'abbiamo avuto dalla “rivolta dei forconi” in Sicilia, che ha riscosso un grande consenso nella popolazione, non solo nella destra, che l'ha organizzata, ma perfino in persone che si dichiarano di estrema sinistra.

E i politici che contano continuano a pensare alle alleanze. Come potremo fare loro cambiare idea o mandarli a casa?



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