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 Anno VIII n° 2 FEBBRAIO 2012    -   TERZA PAGINA


Divagazioni tra santi, streghe e alchemici
Il Miracolo e la Truffa, un legame da capire

Di Giovanni Gelmini


Ci vuole un miracolo!
Quante volte lo diciamo, anche se non è che in genere lo si aspetti davvero, ma in un angolino di noi, forse, c'è l'idea che un miracolo possa risolvere i problemi che abbiamo, magari anche in chi sostiene che i miracoli non esistono. Altrimenti è difficile spiegare come tante persone cadano vittima di raggiri di vario tipo, truffe che hanno sempre al centro l'idea di un intervento “miracoloso”.
È cronaca recente l'ennesimo imbroglio dell'acqua “miracolosa” e “santa”, perché sul sito che la presentava c'era scritto “agisce su di noi come su ogni organismo vivente, e ricollega l'uomo al suo ambiente, riconducendolo a Dio”; peccato che fosse semplice acqua del rubinetto.

Quando si parla di cose “miracolose” c'è sempre un collegamento alla religione, ma le religioni, in genere, sanno bene quante truffe vengono spacciate per “miracoli” e sono molto attente a riconoscere l'evento miracoloso e non impongono di credere ai miracoli. Per comprendere bene questa ritrosia a riconoscere gli eventi, che la gente crede miracolosi, vediamo quanto succede in una località che personifica il miracolo: Lourdes.

Al santuario di Lourdes ogni anno accedono centinaia di migliaia di malati. Negli archivi del santuario sono registrati oltre settemila casi di persone che si sono dichiarate guarite, ma solo 67 casi sono riconosciuti come effettivi miracoli dalla Chiesa cattolica.
A questa attenzione ad evitare di dar credito a possibili falsi, si contrappone la credulità popolare: ogni paese, ogni agglomerato di case ha il suo miracolo, la sua apparizione, il suo santo a cui ci si può rivolgere per qualche grazia. Pensiamo al marmo consumato nelle chiese dalle mani che vogliono il contatto con “la santità”. Ecco la misura della necessità della gente di credere ad una possibilità o di avere l'attenzione e se non proprio un gran miracolo, almeno che l'affare vada bene, che a fine anno arrivi la promozione.

Per altri tipi di problemi non si ricorre al “Santo”, ma all'altra branca della “religione”, quella diabolica con le fattucchiere e gli stregoni; ecco così le pozioni magiche per l'amore, per la maternità e per guarire. Le fattucchiere oggi sono un'altra origine di truffe, anche di grandi dimensioni, perpetrate nel mondo.

Nel passato gli uomini di scienza erano “stregoni”, ma erano quelli che cercavano di guarire le persone dalle malattie; lo studio della medicina e delle scienze in genere non era ben vista dalla gente e spesso chi si applicava a medicina e chimica, allora detta alchimia, era considerato uomo del diavolo.
Eppure sono loro che hanno posto le basi per quello che oggi abbiamo: una medicina, che ci ha allungato la vita e ci permette di vivere in salute, e tanti materiali nuovi e prestigiosi che hanno permesso la realizzazione di cose impensabili solo un secolo fa. Consideriamo le materie plastiche, internet, i trapianti degli organi dei miracoli sono il prodotto di magie? No certo! Quale è allora la differenza tangibile tra la scienza e la magia?

Oggi siamo in grado di porre delle distinzioni precise tra pratiche con un supporto scientifico e pratiche empiriche. Solo che oggi disponiamo di spiegazioni scientifiche e possiamo distinguere se non sono “miracoli” o magie, ma lo sfruttamento di proprietà naturali.

Se oggi disponiamo di tante conoscenze e di tanti mezzi per affrontare le difficoltà che incontriamo, perché crediamo a chi ci promette il miracolo?

È una domanda che continua a girare su se stessa; la risposta è nella nostra irrazionalità: anche se sappiamo quale è la realtà, ci rifugiamo nel sogno.

C'è anche null'altro modo di sperare nel miracolo: giocare al lotto o ad altro gioco simile sperando di vincere. Anche in questo caso la scienza ci dice che è un sogno quasi impossibile, ma quel quasi conforta la nostra speranza.

Per difenderci dalla truffe occorre che le nostre illusioni siano poste sotto controllo dalla parte razionale del cervello, ma non posiamo essere onniscienti e non sempre abbiamo conoscenze sufficienti per discernere tra proposte possibili e pure invenzioni-truffa.

Per i “miracoli” dobbiamo ricordarci sempre di una cosa: non si comprano. Su questo punto sembra esserci una precisa convergenza delle opinioni di chi ci crede. C'è però da osservare come anche la stessa Chiesa utilizzi i luoghi o la memoria per farne commercio. Anche le “magie” non sembra che siano cosi producibili a comando e comunque comportino sempre una grande fatica per il medium; quindi chi ci propone acque miracolose o polveri magiche in quantità industriale, cioè tramite TV o pubblicità su giornali o altri mas-media, è sempre sicuramente un truffatore.

Infine è molto difficile comprendere se le offerte, che abbiano un’apparenza scientifica, siano più o meno valide. Questo vale specialmente nel settore farmaceutico, dove c'è sempre il dubbio che sistemi di cura poco costosi vengano boicottati dalle potenti case farmaceutiche, che controllano in modo molto stretto gli ambienti scientifici della medicina.

Se ragioniamo ritenendo che sia una necessità tenere accesa la speranza, forse un modo per sopravvivere alle disgrazie, quelle grandi e irrimediabili che a volte la vita ci pone sul nostro cammino, allora possiamo pensare che sognare non sia alla fine un male, purché questo non diventi una mania.
Un semplice esempio: se gioco ogni tanto un euro al Superenalotto (o ad altro gioco) non mi succede certo nulla di male, 10 o 20 euro all'anno non cambiano certo la vita e lasciano aperta la possibilità di vincere, ma se tutte le settimane gioco e se non gioco mi sento in colpa, forse allora c'è qualcosa che non va.



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