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 Anno VIII n° 3 MARZO 2012    -   FATTI & OPINIONI


Pensieri sulla storia recente
Mani pulite 20 anni fa! Adesso sono ancora sporche
Il cambiamento della corruzione dagli anni '50 agli anni '80 in una storiella
Di Giovanni Gelmini


Eccomi qui davanti alla tastiera: devo scrivere sui venti anni da “Mani pulite”. Il pensiero va a quando tutto iniziò; mi passano nella mente tutti i passaggi, in nomi, i fatti, ma non so da dove incominciare a scrivere... difficile:Tutti parlano di tutto, ma non tutti dicono le cose come le conosco io.

La prima cosa: non è vero che nessuno sapeva del 5% dovuto come tangente “obbligatoria” ai partiti: lo sapevano tutti, ma nessuno parlava perché alla fine andava bene così per chi pagava. Così era da decenni, ma nel tempo le cose erano cambiate. “Tira la corda che poi si rompe” e così è successo.

Le tangenti sono sempre esistite. Ne esistono due tipi: quelle di piccolo cabotaggio, tipo quella che avviene quando il vigile che entra nel negozio ed esce con la borsa della spesa senza aver pagato nulla o dell'impiegato che va “unto” perché faccia quello che deve fare, e quelle importanti che riguardano grandi cose.

Dicevo che le tangenti ci sono sempre state, ma dagli anni '70 hanno avuto un’evoluzione in dimensioni e quel che è peggio in qualità. Per capire cosa intendo con “qualità” vi racconto questa storiella che girava proprio all'inizio degli anni '90 quando scoppiò mani pulite.

    Un notabile di un partito di governo riceve un giovane aspirante politico. Lo porta in giro per la sua circoscrizione e mostra alcune cose:

    - Vedi questo ospedale?
    - Bella opera, utile alla gente!
    - Si, io ci ho guadagnato il 3%...
    - Vedi questa nuova stazione ferroviaria?
    - Bella e funzionale...
    - ...e ci ho guadagnato il 4%! Vedi questo molo nuovo del porto?
    - Interessante, utile per le grandi navi!
    - ...e ci ho guadagnato il 2%.

    Passano gli anni e il giovane diventa un politico importante. Un giorno riceve il vecchio notabile che gli aveva insegnato qualcosa quando era giovane.
    Lo porta su una torre della sua magnifica villa e incomincia a mostrare quello che si vede nei dintorni:

    - Vedi quell'aeroporto?
    - No! Dove è?
    - Non Importa, vedi quell'autostrada?
    - No! Neanche quella!
    - Aspetta... vedi quel nuovo quartiere la infondo?
    - No! Ma cosa è questo uno scherzo?
    - No! Sono tanti progetti, nessuno realizzato, ma io ci ho guadagnato lo stesso il 5%!

Il cambiamento è stato deleterio.
Se prima il politico o il partito faceva la cresta su un'opera utile alla comunità e costruita a regola d'arte; poi si fa l'opera in funzione della tangente, non interessa più l'utilità per la società, la qualità e nemmeno se viene realizzata. Nascono così tante cose inutili, le cattedrali nel deserto e tante che non arrivano a conclusione, avendo distrutto in ogni caso il territorio. Inutile ricordare che la corruzione fa coppia con l'infiltrazione della criminalità organizzata nella politica.

“Mani pulite” scoperchia per caso questa rete abitudinaria di malaffare. Ma i giudici possono fare poco contro il potere legislativo.
Dopo il terremoto, conseguente ai processi, i vecchi partiti si dissolvono, ma i politici restano e si riorganizzano. La corruzione invece di ridursi si amplia e a gestirla non sono più i partiti, ma singoli politici e gli “amici” vicini ai partiti, le indagini lo dimostrano. I partiti si limitano a cercare di fare leggi per evitare che la corruzione si possa scoprire ed essere punita. Il culmine di questa azione legislativa di protezione si trova nei progetti che periodicamente vengono riesumati per ridurre la prescrizione e vietare le intercettazioni.

Sappiamo, sempre dagli atti giudiziari, che la corruzione è presente in tutti i partiti, ma con alcune differenze notevoli. Ci sono partiti politici piccoli, ma con tanti personaggi che vengono coinvolti in nei processi di corruzione; ci sono partiti politici che fanno dimettere i propri iscritti quando vengono coinvolti in irregolarità, ci sono infine partiti politici che chiedono le dimissioni dei giudici quando un loro iscritto viene coinvolto.

La corruzione è diventata un mostro insopportabile in un’economia stagnante o in recessione come la nostra, ma la politica prosegue imperterrita come se tutto fosse regolare, non si preoccupano neanche quando qualcuno di loro sembra aver rubato i loro soldi. Oggi le mani sono più sporche di ieri e le speranze nate nel '92 sono state disattese. Ma la politica sembra non accorgersi dello sconcerto esistente nella popolazione, quella che paga le tasse e a cui si rivolge per chiedere sacrifici.

Per quanto potranno durare così le cose?



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