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 Anno VIII n° 4 APRILE 2012    -   IL MONDO - cronaca dei nostri tempi


Una ricerca del Censis dà nuova speranza
Cavalieri del Lavoro: nonostante le difficoltà, l’Italia riuscirà a venirne fuori
Qualità, brand e presenza all’estero sono i fattori di successo. Ma ora servono misure strutturali e organiche per rilanciare l’economia nazionale


Roma, 4 aprile 2012

L’impatto della crisi. L’indagine del Censis su un campione di imprese guidate dai Cavalieri del Lavoro mostra, pur in una fase difficile, una situazione soddisfacente. Nel primo semestre del 2011, il 56% delle aziende ha incrementato il proprio volume d’affari, c’è stata una tenuta dell’occupazione (il 53,4% non ha subito variazioni degli organici) e una ripresa degli investimenti, come segnalato dal 53,4% delle aziende.

Qualità e brand, irrinunciabili fattori di successo. Il 76,8% dei Cavalieri del Lavoro interpellati segnala al primo posto, tra i maggiori fattori di competitività della propria impresa, l’elevata qualità del prodotto-servizio e la sua unicità. Segue, con il 63,4% delle opinioni raccolte, la forza del brand aziendale.

Il valore dell’innovazione per competere. Per la maggioranza delle imprese, l’innovazione è imprescindibile per essere competitivi. Il 91,4% giudica positivo il livello di innovazione raggiunto dall’azienda. Il 71,4% è del tutto autonomo nel promuovere innovazioni in grado di soddisfare le esigenze del mercato, mentre il 20% tende a farlo attraverso collaborazioni con soggetti esterni, come università e centri di ricerca.

La presenza all’estero. Ciò che maggiormente contraddistingue le imprese dei Cavalieri del Lavoro è la forte proiezione sui mercati internazionali. Il 90,9% delle imprese è presente, con modalità diverse, nei mercati internazionali. Se si guarda alla sola componente manifatturiera, le percentuali arrivano a toccare il 100% tra le imprese della meccanica allargata e il 92,9% nel made in Italy. Complessivamente, il 52% del fatturato dipende dai mercati stranieri. La percentuale oscilla tra il 69% per le imprese della meccanica allargata e il 44,2% nel made in Italy. Le modalità di internazionalizzazione delle imprese guidate dai Cavalieri del Lavoro sono articolate. Oltre ad essere attive sul fronte dell’export (il 75,5%), una quota importante di aziende ha avviato processi di internazionalizzazione più organizzati, strutturando in modo stabile la propria presenza all’estero: il 41,8% dispone all’estero di punti vendita o altre strutture distributive gestite direttamente, il 37,3% possiede stabilimenti produttivi oltre confine.

Il valore della responsabilità sociale. Più della metà delle aziende (il 52,9%) prevede, all’interno dei contratti aziendali, strumenti di integrazione del welfare per i dipendenti, come i fondi pensioni e le polizze sanitarie. Il 42,3% adotta politiche di conciliazione finalizzate a venire incontro alle esigenze delle donne: flessibilità oraria, voucher per l’assistenza, asili nido aziendali.

Le strategie per la crescita: più servizi, più estero. Le imprese dei Cavalieri del Lavoro hanno individuato priorità chiare. Il 45,3% fa leva su strategie espansive, nel tentativo di allargare il proprio mercato. Il 36,8% si orienta su strategie selettive, finalizzate a insediarsi in nicchie ad elevato valore aggiunto. Il restante 15,1% ha adottato strategie di difesa dalla concorrenza, per mantenere la clientela di riferimento. In particolare, tra le imprese il cui fatturato dipende per oltre la metà dai mercati esteri, l’83,6% sta potenziando la propria presenza oltre confine e il 74,5% sta cercando sbocchi nuovi.

Le priorità dei Cavalieri del Lavoro per il sistema-Italia. La ricerca ha poi raccolto le valutazioni dei Cavalieri del Lavoro sugli interventi giudicati prioritari per rilanciare la competitività del sistema-Paese.
Chiamati a indicare i principali problemi che affliggono il Paese e ne frenano la crescita, i Cavalieri del Lavoro mettono al primo posto l’evasione fiscale (62,5%) e il debito pubblico (53,9%). Seguono l’eccesso di burocrazia (41,4%), la bassa qualità della classe politica (37,5%), l’alto livello di corruzione e di clientelismo (25,7%), le difficoltà congiunturali globali (19,7%), la presenza di vaste aree di lavoro improduttivo (15,8%).
Ci si attende un cambio di passo da realizzare innanzitutto in ambito legislativo e amministrativo: riforme del fisco, del mercato del lavoro, snellimento burocratico, riduzione del debito, lotta all’evasione.
Tra i Cavalieri del Lavoro prevale comunque una visione positiva del futuro. Il 76% pensa che, sebbene l’Italia stia attraversando una fase difficile, riuscirà a venirne fuori. Per il 91,9% il Paese sarà ancora, nel 2020, parte integrante della moneta unica europea. Il 61,9% crede che l’Italia sarà ancora una delle dieci maggiori economie del mondo. Ma solo il 43,4% ritiene che la condizione economica degli italiani sarà migliore di quella attuale.
La ricetta fornita dai Cavalieri del Lavoro per rilanciare la competitività del sistema-Italia è chiara: più semplificazione e meno burocrazia (lo afferma l’82,9%), più infrastrutture (70,4%) e maggiore flessibilità del lavoro (67,1%).

«I temi trattati dalla ricerca sono rilevanti e i risultati emersi ci sembrano di grande interesse – ha detto Benito Benedini, Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro –. Dall’indagine emerge un netto orientamento positivo dei Cavalieri del Lavoro verso lo sviluppo e il presidio dei mercati internazionali, con punte di eccellenza per il made in Italy e i settori della meccanica allargata.
Le imprese dei Cavalieri del Lavoro raccolgono i loro successi grazie all’innovazione e al fatto che puntano sul brand, garanzia di qualità e affidabilità del prodotto. Auspichiamo
– ha concluso Benedini – misure strutturali e organiche finalizzate a rilanciare l’economia nazionale, di cui dovrebbe farsi carico una politica ormai completamente sfiduciata».

Questi sono i principali risultati della ricerca «Idee e proposte per la competitività del sistema-Italia» realizzata dal Censis per la Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, presentata oggi a Roma da Giuseppe Roma, Direttore Generale del Censis, e commentata da Benito Benedini, Presidente della Federazione Nazionale dei Cavalieri del Lavoro, Salvatore Rossi, Vice Direttore Generale della Banca d'Italia, Laura Biagiotti, Presidente di Biagiotti Group, Giuseppe Donato, Presidente di Skf Industrie, Marco Rosi, Presidente di Parmacotto, e Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo Economico.



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