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 Anno VIII n° 6 GIUGNO 2012    -   IL MONDO - cronaca dei nostri tempi


Marzo 2012: statistiche del “Commercio Estero”
Istat - Commercio estero: esportazioni in leggera crescita e importazioni in contrazione


L’Istat ha pubblicato nelle Statistiche Flash la rilevazione relativa al Commercio estero di Marzo. Evidenzia i seguenti punti:

  • A marzo le esportazioni aumentano dell’1,7%, rispetto al mese precedente, spinte dalle vendite verso i mercati extra Ue (+4,1%). Le importazioni scendono dell’1,9%, con riduzioni degli acquisti dai mercati sia · Ue (-2,2%) sia extra Ue (-1,6%).
  • La crescita congiunturale dell’export è più sostenuta per i prodotti energetici (+15,0%) e per i beni strumentali (+1,8%). Dal lato dell’import si rileva una diminuzione per tutti i raggruppamenti, più marcata per i beni di consumo durevoli (-4,5%) e per i beni strumentali (-4,4%).
  • Nel primo trimestre 2012 le esportazioni registrano una crescita congiunturale dello 0,8%, determinata dal forte incremento dei prodotti energetici (+33,5%). Per gli acquisti si osserva una flessione dell’1,6%, più accentuata per i mercati Ue (-3,7%) e per i beni di consumo non durevoli (-5,5%).
  • A marzo la crescita tendenziale delle esportazioni, pari al 4,9%, è trainata dai mercati extra Ue (+12,4%). · La diminuzione del 10,9% delle importazioni è dovuta alla riduzione degli acquisti sia dai Paesi Ue (-11,4%)sia da quelli extra Ue (-10,3%).
  • I volumi esportati sono aumentati dello 0,6% rispetto a marzo 2011, mentre quelli importati sono diminuiti del 15,3%. La dinamica tendenziale dei valori medi unitari è positiva tanto per l’export (+4,3%) quanto per l’import (+5,2%).
  • A marzo, il saldo commerciale risulta in attivo e pari a 2,1 miliardi di euro (valore più elevato da luglio 2009), derivante da attivi di 1,6 miliardi per i paesi Ue e di 0,5 miliardi per quelli extra Ue. Al netto dei prodotti energetici, il saldo è di +7,6 miliardi di euro.
  • Nel primo trimestre 2012 il deficit è pari a -3,4 miliardi di euro, in forte miglioramento rispetto ai –13 miliardi dell’anno precedente. In tale periodo, il saldo non energetico è pari a +14,0 miliardi, in aumento di quasi 12 miliardi rispetto all’anno precedente.
  • Rispetto a marzo 2011, i raggruppamenti principali di industrie più dinamici all’export sono i prodotti energetici (+20,7%) e i beni di consumo non durevoli (+6,4%). In forte riduzione risultano le importazioni di beni strumentali (-20,7%), di beni di consumo durevoli (-17,0%) e di prodotti intermedi (-16,3%).
  • A marzo la crescita tendenziale delle esportazioni è sostenuta dalle vendite di metalli di base e prodotti in metallo verso la Svizzera e gli Stati Uniti, di prodotti petroliferi raffinati verso i paesi OPEC e la Turchia e di macchinari e apparecchi verso gli Stati Uniti.

È evidente che il calo delle importazioni nel primo trimestre è legato alla forte riduzione della domanda interna

La crescita tendenziale delle esportazioni è trainata dalle vendite di metalli di base e prodotti in metallo verso la Svizzera e gli Stati Uniti, di prodotti petroliferi raffinati verso i paesi OPEC e la Turchia e di macchinari e apparecchi verso gli Stati Uniti.

Forniscono, invece, un contributo negativo all’espansione delle esportazioni la riduzione delle vendite di macchinari e apparecchi verso la Cina, di prodotti petroliferi raffinati verso la Spagna, di sostanze e prodotti chimici verso la Francia, di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altro verso la Svizzera e di autoveicoli verso la Francia.

È interessante però notare che alcuni settori, malgrado la crisi economica mondiale, riescano a competere sul mercato internazionale. Nel mese di marzo l’aumento tendenziale delle esportazioni ha riguardato principalmente prodotti petroliferi raffinati (+22,3%), metalli di base e prodotti in metallo (+12,0%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+11,2%), articoli in pelle escluso abbigliamento (+9,5%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+7,8%). Risultano in calo le vendite all’estero di apparecchi elettrici (-4,5%), di computer e apparecchi elettronici (-3,3%), di prodotti tessili (-1,8%), di articoli in gomma e materie plastiche (-1,1%) e di carta e prodotti in carta(-0,8%) (Figura 2).



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