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 Anno VIII n° 6 GIUGNO 2012    -   RECENSIONI


Letto per voi
I soldi dei partiti Di Elio Veltri e Francesco Paola
Tutta la verità sul finanziamento alla politica in Italia
Di Giovanni Gelmini


    Le oligarchie politiche italiane si alimentano senza limiti di enormi quantità di denaro pubblico che percepiscono e gestiscono senza controlli, con effetti distruttivi per la finanza pubblica e le dinamiche democratiche: questo è oggi il finanziamento pubblico ai partiti, nelle sue varie forme.

    Di tale buco oscuro nessuno parla, è un tabù: sicuramente non quei parlamentari "nominati" con il tacito o espresso patto di non immischiarsi nella gestione dei soldi; non quei dirigenti di partito direttamente coinvolti nella privata gestione dei fondi da cui hanno tratto nomine e prebende o alla quale devono la loro stessa carriera politica; non certamente i governi, espressione diretta degli stessi partiti e che hanno anzi approvato negli scorsi anni norme impudenti che consentono la lievitazione senza limiti dei costi e il moltiplicarsi di truffe d'ogni forma e tipo.

Con queste righe inizia il libro “I soldi dei partiti” di Elio Veltri e Francesco Paola. 175 pagine, più una corposa appendice, in cui gli autori sviscerano a fondo con citazioni di fatti e precisi esempi.

Il problema del finanziamento della politica trova il suo inizio fin dal 1948, quando non fu accettata per l'articolo 49, che regola la presenza dei partiti, la posizione di Aldo Moro tesa a imporre la forma democratica ai partiti e la trasparenza; invece fu approvata l'attuale brevissima e generica dizione: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale” che non impone alcuna forma atta a garantire la rappresentatività dei vertici politici, e tanto meno la correttezza amministrativa.

Gli autori partono da un principio: “Oggi più che mai occorre capire prima di protestare, far circolare una controinformazione intelligente e seria sulle reali dinamiche che muovono il potere, le nomine, le cariche inspiegabili, le prese di posizione retoriche e stantie, i giochi delle parti.

Nel testo scopriamo così come i partiti politici, col passare dei decenni, si siano trasformati in macchine per ricevere dallo Stato una gran quantità di soldi, soldi ben superiori alle necessità della politica, soldi che sono nelle mani di pochi e che, anche se fossero spesi solo per l'attività politica, creano una diversa accessibilità al Parlamento tra chi li riceve e chi non li riceve. Così la democrazia sparisce e diventa un’oligarchia di pochi: sempre gli stessi. Il referendum del '93 è stato aggirato e i “rimborsi elettorali si sono incrementati in modo assurdo e ingiustificato, creando anche forti barriere alle nuove aggregazioni.

Secondo gli autori, come conseguenza di quest’esagerata concentrazione di denaro si è generata la personalizzazione dei partiti, cui la “porcata” di Calderoli ha permesso di trasformarsi in congregazioni di servi, pronti a dire “si” a comando, ma anche pronti a cambiare padrone se qualcuno offre di più.

Il libro svolge un'attenta indagine sulla consistenza dei fondi pubblici elettorali e su come si muovono da una parte all'altra del panorama degli affaristi della politica. Un panorama che comprende tutti i partiti in Parlamento, nessuno escluso, e anche qualcuno ora fuori dal Parlamento.

Quanto emerge dalle recenti indagini della magistratura è solo una punta del grande iceberg sommerso, vediamo solo una parte delle operazioni che si configurano come reato, ma la massa delle malefatte è solo contro l'etica di un vero movimento politico, che si proponga di governare per i cittadini e non solo per i propri interessi.

I soldi pubblici ai partiti avrebbero dovuto frenare la corruzione e invece è successo proprio il contrario; il lavoro di Veltri e Paola non ignora il fenomeno della corruzione che dilaga anziché ridursi. Non manca nemmeno un confronto su cosa succede negli altri paesi europei. Il quadro che ne esce è disastroso. Nel leggerlo mi è venuto il voltastomaco. Sapevo del disastro della politica italiana, ma non pensavo certo che fosse a questo livello. Così mi spiego come il potere politico oggi sia una cappa uniforme che impedisce qualunque ritorno ad una vera democrazia e mi spiego anche perché Prodi con l'ultimo governo, non sia stato in grado, come primo atto, di abrogare tutte le leggi ad personam e nessuno abbia avuto voglia di parlare di “conflitto di interessi”.

Credo che una parte degli elettori si sia resa conto, anche se magari in modo sommario, di come non ci si possa più fidare di questa classe politica. Ora il rischio è di cadere dalla padella nella brace. È già successo al Nord con la Lega Nord nel '92 e può succedere ancora. La lettura di questo libro può aiutare a capire se ci si può fidare o no di una nuova formazione. Mi sembra di poter trovare una regola: non fidarsi dei partiti verticistici e personali, ma cercare sempre dove c'è una discussione libera, non “precucinati” dalla dirigenza e sia una regola insormontabile la scelta di rappresentanti con metodo democratico.


I soldi dei partiti
Tutta la verità sul finanziamento alla politica in Italia
Di Elio Veltri e Francesco Paola

Prezzo di copertina 16,00€
pagine 240
ISBN: 978-88-317-1113-5
EBook 9,99€

Data uscita 31/01/2012
EditoreMarsilio
CollanaI grilli

Il finanziamento pubblico ai partiti in Italia, chiamato "rimborso delle spese elettorali" per aggirare il referendum abrogativo del 1993 e la tagliola della Corte Costituzionale, è il più elevato del mondo: 200 milioni di euro all'anno, con il minore controllo in assoluto. I soldi dei rimborsi - che per legge devono andare ai partiti - possono così essere riscossi da associazioni costituite da poche persone in nome del partito o dirottati altrove senza che nessuno abbia qualcosa da eccepire. Elio Veltri e Francesco Paola ripercorrono la storia dei finanziamenti dalla loro introduzione, nel 1974, alla progressiva degenerazione, fino ai giorni nostri. Per arrivare a delle proposte concrete: regole chiare e non modificabili a seconda delle convenienze, per dare risposte alla rabbia dei cittadini che ormai riconoscono nei partiti oligarchie e clan familiari, in cui omertà, familismo amorale e fedeltà hanno sostituito militanza, rigore morale, impegno per il bene comune



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