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 Anno VIII n° 7 LUGLIO 2012    -   FATTI & OPINIONI



La nuova politica dei venditori di “Beni Comuni”
Fallita l'era dei partiti....è l'ora dei cittadini comuni, ma sono davvero comuni?
Di Angela Ciaccafava


Questo è uno dei luoghi comuni che si possono trovare ultimamente girovagando per il web.

Anche nel Comune in cui abito, la nuova moda ha preso piede. “Progetto Montemarciano”, questo il titolo di un evento creato da alcuni “semplici cittadini” che non ne possono più della solita politica e si ripropongono di “costituire un movimento politico-culturale fatto di cittadini per i cittadini.

Volontari civici del buon governo, uomini e donne che intendono riappropriarsi della politica fuori dagli schemi della partitocrazia e liberati dalla faziosità politica. In nome del cambiamento, del rinnovamento e dell’innovazione vogliamo impegnarci per far emergere la creatività, la progettualità e il senso civico e civile che, permettano di far recuperare credibilità e dignità alle nostre Istituzioni locali. Vogliamo dimostrare che liberi da pregiudizi e da posizioni preconcette, è possibile impegnarsi insieme per un obiettivo politico, civile e culturale unico: dare finalmente un’identità al nostro territorio.”

Bene. Il pensiero ricorda un po' quello del Movimento 5 stelle. Fuori dalle palle tutti coloro che provengono dai partiti e via libera solo ai comuni cittadini. Come se le due cose fossero scindibili. Ma così non è, perché, ad esempio nel mio Comune, il “Progetto Montemarciano vede alla propria guida esponenti che fino a ieri si sperticavano nel difendere il proprio partito politico. E allora come la mettiamo? Queste persone si dovrebbero essere fatte un lavaggio del cervello completo, altrimenti inquinerebbero le idee del nuovo “movimento” (non trovo un altro termine per definire questo nuovo soggetto), distruggendo il sogno già dal livello embrionale.

Altra considerazione, stavolta rivolta ai cosiddetti “grillini”. Hanno avuto ampia risonanza, hanno smascherato molte azioni spregevoli della politica. E per questo hanno incamerato un sacco di voti. Ora però, nei luoghi in cui sono stati eletti e hanno la responsabilità diretta di amministrare, cominciano ad uscire le prime magagne. Si è già dimesso un assessore a Parma; un altro esponente viene fortemente criticato in Emilia..... Beh, si dirà, è vero che non erano poi così puliti come volevano far credere.... ma si sono dimessi! Vero, però fino all'altro ieri si sosteneva che le persone appartenenti a quel tipo di movimento erano praticamente perfette.

E invece così non è. Perché?

Perché non c'è una formula magica che garantisca la perfetta onestà di nessuno. Né se appartenente a un partito, né se appartenente a un “movimento nuovo”. Perché di nuovo c'è solo il populismo esasperato che serve ad intercettare voti in un momento di criticità assoluta per il nostro Paese. Quindi questa verginità urlata ai quattro venti non esiste. Per nessuno. Ma occhio a dire che il marcio sta solo dalla parte dei partiti. Perché sapete benissimo che così non è. Io lo chiamerei ... “riciclaggio culturale”. Che comprende di tutto un po'.

Credo che il fine ultimo di questi nuovi movimenti sia quello di spiazzare le attuali amministrazioni per prenderne il posto. Non essendoci riusciti per vie partitiche ora si rifanno il look appellandosi alla “partecipazione democratica”.

Ma questo non è fare politica? Quindi cosa cambierebbe?

Il nome. Già... il nome. Bastasse quello...
Faccio un’ipotesi: se si dovesse decidere su un provvedimento, e la discussione portasse a due ipotesi contrapposte (in un movimento così ampio e trasversale potrebbe succedere), chi “vincerebbe”?
Chi è arrivato prima?
Chi personalmente ha ottenuto più voti?
E la “parte sconfitta” si adatterebbe a varare provvedimenti che non condivide?
Mah... io parlo come iscritta ad un partito. Non sempre sono d'accordo, ma, perlomeno si parte da un sentire comune. Credo quindi che questa nuova forma di politica (perché tanto quello è, indipendentemente da come si voglia chiamare) non avrà un grande futuro.



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