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Alfonso Rocchi Donne nel tempo

A Clusone,Franca Pezzoli Arte Contemporanea, Dal 21 luglio al 21 agosto 2012


Alfonso Rocchi, Bramosia d'amore, olio su favola cm 62,8x62,8
Ci sono artisti che convivono con un’ossessione. E fanno di questa il centro del loro percorso creativo. Alfonso Rocchi è uno di loro. Da anni la sua fantasia è occupata da modelle immaginarie che gli arrivano dalla tradizione pittorica italiana (i pittori senesi del Quattrocento, Pollaiolo, Leonardo) fiamminga (Hugo Van der Goes) e più in generale nordica (Lucas Cranach). Si tratta di figure eleganti, spesso bionde, dall’ovale perfetto, i lineamenti delicati, il collo lungo come quelle fanciulle di Modigliani nate da suggestioni toscane del Quattrocento, in particolare da Botticelli.

Sono belle queste donne assorte e silenziose. Ed è la prima cosa che colpisce. Ma a guardarle con attenzione – quella con la bottiglia di coca cola e l’altra con la pettinatura che si impenna bizzarra sulla testa; e poi ancora colei che ha un piercing al lobo dell’orecchio in cui ha infilato una spilla da balia e quella che ha appena accartocciato un pacchetto di sigarette e lo ha lasciato vicino a sé – ci si accorge che, in realtà, tutte loro sono una.
Alfonso Rocchi, Fanciulla con con elleboro, olio su tavola cm 33x42
Sempre la stessa che, ogni volta, mette in scena la sua diversa rappresentazione, un serissimo gioco a cui siamo chiamati a partecipare. Anche la posizione in cui Rocchi le vede non cambia quasi mai: corpo di tre quarti, viso di fronte, una spalla bene in primo piano a creare una curva sinuosa, l’altra sempre nascosta per rendere visibile la leggera torsione appena avvenuta. Tutt’intorno un fondo nero da cui lei, la nostra eroina fragile e potente, emerge investita di luce, come si affacciasse alla finestra, esuberante e impassibile a un tempo.

E poi c’è questa faccenda dello sguardo. Che abbia in mano un ventaglio o al collo un filo di perle, che indossi un abito di fattura antica o una leggera tunica, che abbia un fiore rosso di montagna posato lì accanto, oppure stia accarezzando un gatto, la modella ideale di Rocchi guarda sempre davanti a sé, lontano, anche aldilà del pittore stesso che la ritrae o dello spettatore del quadro, di cui pure reclama e cattura l’attenzione. Inoltre, in tutta questa idealizzazione dell’eterno femminino, c’è un particolare fondamentale: il colore degli occhi diverso che crea un piccolo strabismo, una leggera imperfezione.
 
Alfonso Rocchi, Fanciulla con vestito blu e coca cola, olio su tavola cm 47x54
Come se l’artista sapesse che è proprio lì, nell’elemento che crea lo scarto, l’inaspettato, che si acquatta e va stanata la bellezza. Ho chiesto a Rocchi come mai le sue fanciulle avessero un occhio azzurro, quasi sempre quello a destra, e l’altro marrone e la sua risposta è stata molto semplicemente: “Mi vengono così”. E poi ha aggiunto: “Ci sono i pastori bergamaschi da queste parti che li hanno in questo modo”.

Affermazioni che danno conto di due grandi verità: la prima è che spesso a chi dipinge le cose arrivano da chissà dove, si fanno vive, gli si palesano davanti, e a lui non resta che dargli un aspetto reale in modo da riuscire a mostrarle anche agli altri. La seconda è che tutto quello che circonda un pittore nella vita di ogni giorno, che lui è abituato a vedere quotidianamente, può venire trasfigurato in una dimensione diversa, lontana, unica e anche magica che è quella dell’opera.

Alfonso Rocchi, Dama con marlboro, olio su favola cm 32x39,5
I dipinti di Rocchi non sono mai di dimensioni troppo grandi. Perché la sua è una pittura intima, rivela un coinvolgimento a due. All’inizio il dialogo è tra il pittore e la sua modella. Ma quando il quadro esce dallo studio, sei tu che guardi a essere chiamato a intraprendere un muto colloquio con il soggetto misterioso che hai davanti. E, seguendo il cammino indicato dall’artista, cerchi di carpirne i segreti, ma tutto resta in un’atmosfera sospesa che crea una sempre maggiore suggestione. Sei certo di riconoscere una fonte pittorica in un’opera antica per quel gesto della mano o per quel modo di tenere l’acconciatura, ma, nonostante questa sicurezza, lo sguardo dagli occhi diversi ti ha trascinato nel territorio dell’ignoto.
E i particolari, le tracce, gli indizi di cui Rocchi dissemina il quadro non fanno che aumentarne il lato indecifrabile. È evidente come la volontà dell’artista sia quella di esaltare il carattere antico di queste figure, la loro estraneità al mondo, come se loro compito fosse quello di rappresentare la fuga in una realtà diversa, idealizzata, dominata da un’idea di bellezza senza tempo.
 
Alfonso Rocchi, Madonna con bambino e coca cola, olio su tavola cm 38x53,5
Ma non si limita a questo. Crea sempre, palesemente, un effetto dissacrante che ha le sue profonde radici nell’ironia, nel carattere ludico con cui affronta la pittura, e magari anche la vita. La bottiglia di coca-cola, il piercing, il pacchetto di Marlboro sono simboli precisi di una modernità, oggetti che circondano Rocchi tutti i giorni e che lui non può lasciar fuori dal quadro.

C’è un carattere pop evidente nella sua pittura: la ripetizione, l’ossessione, l’oggetto come espressione fredda di chi siamo e dove. Le donne di Rocchi hanno origini molto lontane, ma hanno attraversato il tempo. Per arrivare davanti a noi. Inafferrabili, forse sfuggenti, sicuramente enigmatiche. Sono una, nessuna e centomila. Lungo, fatto di pazienti velature, è stato il lavoro dell’artista per ritrovarle e portarle ‘qui e ora’. Sicure, caparbie e spavalde. Fiere di restare inafferrabili.



Alfonso Rocchi Donne nel tempo
Franca Pezzoli Arte Contemporanea, Via Mazzini, 39 Clusone
Dal 21 luglio al 21 agosto 2012
Inaugurazione: sabato 21 luglio 2012 ore 18.00

Orari galleria:
tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.30
chiuso il Mercoledì
Ingresso libero

Catalogo in galleria
Testo critico di Lea Mattarella
 

Informazioni:
Tel. e Fax 0346.24.66
info@pezzoliarte.com
www.pezzoliarte.com


Argomenti: #arte , #arte contemporanea , #clusone , #mostra , #pittura , #rocchi
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