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La sorpresa di Napolitano

Una novità nella prassi costituzionale, che potrebbe dare qualche risultato, ma non a tutti piace, anzi a troppo pochi. L’assenza dei grillini sembra rendere il tutto di poca utilità

Di Giacomo Nigro

Il Presidente Napolitano non si è dimesso come ventilato, ma ha tirato dal suo cilindro di politico navigato un coniglio di Pasqua di cui voglio parlare qui per qualche riga. Si poteva fare di meglio, ma tant’è ci troviamo ora a che fare con due gruppi di persone dette saggi. La loro saggezza, in realtà, potrebbe non essere riconosciuta da tutti; intanto dalla lista mancano donne sagge e ragazzi saggi in fieri, in compenso fra loro non mancano cariatidi saggissime perché in politica da 40 anni e dinosauri ancor più saggi della burocrazia più pletorica del mondo, quella italiana.

I partiti, a cui i saggi dovrebbero indicare la via per Damasco, prendono le distanze dalla pensata del Presidente della Repubblica e scatenano i loro malumori. Il Pdl sottolinea che di tratta della proroga di fatto del governo Monti attaccando i saggi che, secondo Fabrizio Cicchitto, devono concludere la loro istruttoria in 7-10 giorni al massimo, dando posto a un esecutivo politico. Il Pd, da parte sua, sottolinea che tali task force non possono fornire un contributo risolutivo, infatti Dario Franceschini osserva che: “Il lavoro dei saggi servirà per vedere se ci sono dei punti su cui le forze politiche si possono avvicinare, ma non é che da questa formula nasca un governo, non é sostitutivo dei partiti, ma aiuta per vedere se é possibile avvicinare i partiti”. Ma dando la solita sensazione di monolitismo, con qualche esponente come Francesco Boccia, il Pd frena e assicura che il sostegno di Bersani a Napolitano è di tutto il partito. Il Grillo dice che la decisione di Napolitano è la migliore di quelle possibili, ma attacca i saggi: il Paese, osserva, non ha bisogno di "badanti della democrazia".

Per i saggi, il primo "giorno di scuola" è oggi al Quirinale. In settimana potrebbero già avere i primi incontri con i presidenti di commissione. Forse essi incontreranno Monti, su cui il presidente dei deputati del Pdl, Renato Brunetta ha osservato: “il governo in carica per il disbrigo degli affari correnti non ha mai ricevuto la fiducia, in questa legislatura. Si cerca - con i saggi - di dare vita a un governo zombi”.

La sensazione che ne ricavo è che, ora, non potremo limitarci ad accusare i partiti che non sono in grado di accordarsi dopo le elezioni, ma se il gioco del coniglio di Pasqua non riesce sarà con Giorgio Napolitano che i malumori si scateneranno. La pratica dilatoria adottata fallirà miseramente se Grillo non modifica la sua posizione, perché de la modificasse Bersani sarebbe la fine certa del centrosinistra, la strada insomma è strettissima, la mia opinione è che andava data a quest’ultima coalizione la possibilità di contare i voti in Parlamento come gli elettori, complice la pessima e immutata legge elettorale, hanno scelto di fare andando alle urne.

Argomenti: #brunetta , #cicchitto , #elezioni , #franceschini , #governo , #grillo , #napolitano , #quirinale , #saggi

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