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Dopo la sentenza

Quei politici incostituzionali come potranno essere mandati a casa?

Domanda più che logica visto che si sono dimostrati assolutamente incapaci di svolgere il loro ruolo nel rispetto delle leggi e della costituzione, ma occupano il potere con la forza della bugia

Di Giovanni Gelmini

La Corte Costituzionale ha emesso una sentenza storica: la legge elettorale vigente (che continuo a chiamare col suo nome vero: “porcata”) è incostituzionale in due suoi punti: il premio di maggioranza e la mancanza delle preferenze, cioè due punti fondamentali del sistema inventato da Calderoli per far piacere a tutti i suoi colleghi.

Possiamo affermare che ancora una volta la Giustizia, che per fortuna i nostri costituenti hanno voluto indipendente dalla politica, è dovuta intervenire per correggere l'incapacità della politica di svolgere il proprio compito e questa volta ha colpito al cuore del sistema che da quasi vent'anni cerca di imporre agli elettori un potere assoluto e contrario in toto ai dettami della Costituzione.

Ci sono riusciti in parte, con alcune leggi ad personam, hanno tentato con la riforma costituzionale di introdurre il “premierato”, ma sono stati bocciati dal referendum; inutilmente Berlusconi ha chiesto a gran voce il presidenzialismo; la legge elettorale del 2006 ha riempito il Parlamento di lacchè, fedeli alle porcate del sistema politico in modo tale che non potesse essere fatta alcuna riforma che intaccasse i flussi di denaro e potere. La corruzione sembra inarrestabile e gli sprechi non si riescono a fermare, così il debito pubblico e le tasse continuano a salire.

Nel giro di qualche mese la Giustizia ha sferrato alcuni colpi a questo sistema: la condanna definitiva di Berlusconi e la cancellazione della legge elettorale; si appresta ad un altro colpo mortale a questo sistema: la dichiarazione d’illegittimità dei contributi pubblici ai partiti. La cosa strana è che da tempo la politica sa di questi problemi e li discute senza però approdare a nulla.

Con Berlusconi si è dovuti arrivare alla dichiarazione di decadenza, quando, secondo etica, avrebbe dovuto dimettersi mutu proprio fin dal rinvio a processo, invece l'unico mutu proprio a cui lui pensa è la “grazia” da Napolitano: indecente richiesta.

Ora tutta questa schiera di servi del potere è stata dichiarata illegittima di fatto, anche se la Corte Costituzionale ha dovuto riconoscere legittimità al Parlamento altrimenti si sarebbe creato un vuoto incolmabile. Pensate otto anni di leggi diventate improvvisamente nulla e perfino Napolitano non potrebbe più sciogliere le Camere in quanto la sua nomina a Presidente della Repubblica sarebbe nulla: un disastro quindi, ma il fatto che il Parlamento possa proseguire il suo lavoro non toglie la realtà, già da anni urlata da molti: i politici non ci rappresentano.

Malgrado tutto questo, ancora non sembrano in grado di cambiare la legge elettorale, pensare che sarebbe sufficiente abrogarla e rimettere in pista il vecchio mattarellum, poi si potrebbe procedere con calma ad una revisione di quell'impianto che andava bene ed aveva solo qualche pecca, cioè toglieva il potere alle segreterie dei partiti. Questo potrebbe essere una via per uscire dall’impossibilità a trovare una sufficiente concordia.

Ora più che mai, occorre che si torni al rigore dei comportamenti e che quelli che sono stati causa (o i complici) siano costretti a ritirarsi a vita privata. Purtroppo non sono ottimista; il rischio è che arrivi un altro “Grillo” a raccogliere i malumori, per poi utilizzarli ancora per non fare nulla.

Argomenti: #corte costituzionale , #costituzione , #crisi politica , #legge , #legge elettorale , #politica

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