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Abstract del saggio, dal catalogo della mostra (Fondazione Mu.Ve./ Antiga edizioni) per la mostra "Tiziano, un autoritratto. Problemi di autografia nella grafica tizianesca"

Disegnando sé stesso: funzione e contesto dell’Autoritratto a gessetto di Tiziano

Abstract del saggio, dal catalogo della mostra (Fondazione Mu.Ve./ Antiga edizioni)

Di Jodi Cranston

 
TIZIANO VECELLIO (Pieve di Cadore, 1495 ca. - Venezia 1576) Autoritratto, 1570 ca. Gessetto nero su carta avorio, 120 x 99 mm. Collezione privata, U.S.A.
Tiziano sperimentò la rappresentazione di sé stesso in una varietà di materiali.
A partire dalla metà del Cinquecento, il pittore diventò parte di un gruppo di artisti italiani relativamente piccolo che usavano se stessi come soggetti dei loro dipinti.

L’autoritratto sarebbe diventato uno dei generi più importanti di successive generazioni di artisti. Nel momento in cui ritrasse per la prima volta se stesso, Tiziano stava contribuendo alla formazione del genere come lo conosciamo oggi. Pochissimi artisti veneziani avevano dipinto autoritratti indipendenti prima del 1550. Gli artisti italiani che, al di fuori di Venezia, realizzarono autoritratti dipinti a malapena superarono in numero le loro controparti lagunari. Tiziano non contribuì soltanto alla manipolazione creativa delle aspettative formali del genere, ma anche a creare la percezione che non esistesse nulla di eguale ad un singolo, autorevole autoritratto. Durante gli ultimi trent’anni di vita l’artista dipinse numerosi autoritratti indipendenti (alcuni tuttora esistenti, alcuni perduti) e realizzò questo spettacolare piccolo disegno proveniente da una collezione privata ed esposto per la prima volta al Museo Correr.

Sembra che Tiziano abbia utilizzato la propria immagine per medaglie, stampe e per alcune delle sue composizioni di più figure. Tutte opere che riflettono la novità del suo interesse, confermata ancor più dalla persistente attenzione che a queste hanno rivolto gli artisti che lo hanno succeduto e che hanno collezionato e riprodotto i suoi autoritratti fino al diciottesimo secolo.

Ma il disegno si differenzia ancor di più sia per la rarità, durante il Rinascimento italiano, di disegni di sé sopravvissuti al tempo, sia per la scarsità di disegni sicuramente attribuibili al pittore veneziano.

In assenza di una nota provenienza per il nostro disegno, non ci può essere nessun parere definitivo sulla sua data esatta, sulla sua specifica funzione e sulla sua precisa relazione con gli altri autoritratti di Tiziano.

Tuttavia il disegno merita di unirsi agli altri autoritratti autografi di Tiziano e certamente di ampliare l’elenco di disegni di sé stessi eseguiti nel Cinquecento. Tra tutti gli autoritratti associati a Tiziano, nessuno mostra il pittore nella posa frontale tradizionale prevista per questo tipo di immagine. Egli rappresentava sé stesso come se fosse stato qualcun altro, come se i suoi autoritratti fossero stati ritratti di sé eseguiti da un’altra mano.
Per questa caratteristica specifica il nostro disegno sembra rientrare perfettamente in questa famiglia.

Vedi la presentazione della mostra

Tiziano, un autoritratto -Problemi di autografia nella grafica tizianesca
Museo Correr, Venezia, 29 marzo – 15 giugno 2014
L’esposizione al Museo Correr di un affascinante Autoritratto a disegno recentemente ritrovato e riconosciuto a Tiziano Vecellio da autorevoli studiosi internazionali, tra cui David Rosand e Luba Freedman, già rivelato al pubblico per la prima volta nella Mostra Tiziano ultimo atto (Belluno, 2007, a cura di Lionello Puppi), costituisce una delle iniziative più interessanti tra le offerte espositive della prossima primavera veneziana............


JODI CRANSTON è docente alla facoltà di Storia dell’arte e Architettura presso l’Università di Boston. È autrice di due libri, The Poetics of Portraiture in the Renaissance (Cambridge University Press, 2000) e The Muddied Mirror: Materiality and Facture in Titian’s Later Paintings (Penn State University Press, 2010).
Ha collaborato come autrice a Venetian Painting Matters, 1450-1750 (Brepols, 2014) di cui è anche curatrice; ha inoltre scritto numerosi saggi per pubblicazioni interdisciplinari sul Rinascimento.
Attualmente sta lavorando a un libro intitolato Green Worlds in Renaissance Venice e a un progetto di mappatura digitale finalizzato a registrare la collezione e lo spostamento dei dipinti di Tiziano.



Argomenti: #arte , #jodi cranston , #mostra , #tiziano vecelio , #venezia

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