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Una ventata di ottimismo

Istat: un balzo positivo per la fiducia dei consumatori e delle imprese

A febbraio l'indice di fiducia dei consumatori aumenta in misura significativa, passando a 110,9 da 104,4. Anche l'indice di fiducia delle imprese, mostra un deciso miglioramento, salendo a 94,9 da 91,6 di gennaio 2015

Di G.G

In febbraio finalmente l’ISTAT misura una realtà di fiducia diffusa. La fiducia è la base per la possibilità di ripresa; senza di quella non ci sono investimenti nelle imprese e la gente accumula come formiche e non spende per paura di un futuro peggiore.

La fiducia però non è ancora la ripresa dell’economia. Perché questo avvenga in modo reale e non sussultorio e attorno allo zero, occorre che si verifichi quel cambiamento reale nelle malate strutture dello Stato: la burocrazia inutile e fastidiosa in primo piano, cosa che sembra ancora ben lontana dalle riforme razzo di Renzi.

Il ruolo della fiducia nella “politica” diventa essenziale e qui ancora siamo lontani: la maggior parte degli italiani pensa di non votare,

Nel valutare i risultati dell’inchiesta dell’ISTAT sulla fiducia, dobbiamo però tenere anche conto che alle risposte all’indagine non anno ancora risentito del peggioramento della situazione internazionale: Ucraina, Medio Oriente ed in particolare della Libia, oltre a possibili difficoltà d’approvvigionamento energetico per l’Italia.

Ecco cosa scrive L’ISTAT nel suo comunicato stampa:
    A febbraio l'indice composito del clima di fiducia dei consumatori, espresso in base 2005=100, aumenta in misura significativa, passando a 110,9 da 104,4. Anche l'indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane (Iesi, Istat economic sentiment indicator), in base 2005=100, mostra un deciso miglioramento, salendo a 94,9 da 91,6 di gennaio 2015.

    Per il clima di fiducia dei consumatori aumenta in misura più consistente la componente economica, che passa a 130,9 da 111,1, rispetto a quella personale, che sale solo lievemente, passando a 103,7 da 102,2. Quanto alla disaggregazione tra clima di fiducia corrente e futuro, si registra un aumento più significativo per quello futuro (a 116,6 da 107,4), rispetto a quello corrente (a 106,7 da 102,5).

    I giudizi dei consumatori migliorano sia con riferimento all'attuale situazione economica del Paese (a -73 da -101, il saldo), sia per quanto riguarda le attese (a 23 da -3, il saldo). Il saldo dei giudizi sulla dinamica dei prezzi al consumo negli ultimi 12 mesi mostra una diminuzione a -27 da -22 e quello delle attese per i prossimi 12 mesi conferma questa tendenza (a -33 da -31, il saldo). Migliorano decisamente le aspettative sulla disoccupazione (a 10 da 40, il saldo).

    Riguardo le imprese, migliora il clima di fiducia di quelle dei servizi di mercato (a 100,4 da 94,9), del commercio al dettaglio (a 105,3 da 99,4) e della manifattura (a 99,1 da 97,6), mentre scende lievemente quello delle imprese di costruzione (a 76,6 da 77,4).

    Nelle imprese manifatturiere migliorano sia i giudizi sugli ordini (a -20 da -23) sia le attese di produzione (a 5 da 3); il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino passa a 2 da 1. Nelle costruzioni peggiorano le attese sull'occupazione (a -18 da -17, il saldo), mentre i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione rimangono stabili (a -53).

    Nelle imprese dei servizi migliorano le attese sugli ordini e sull'andamento dell'economia in generale (a -1 da -3 e a -2 da -17, i rispettivi saldi) mentre resta fermo a -9 il saldo dei giudizi sul livello degli ordini. Nel commercio al dettaglio migliorano sia i giudizi sulle vendite correnti (a -5 da -16) sia le attese sulle vendite future (a 13 da 8); in decumulo sono giudicate le giacenze di magazzino (a 4 da 5, il saldo).

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Argomenti: #consumatori , #famiglia , #fiducia , #imprese , #indagine , #investimenti , #istat , #italia

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