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Renzi: non dire quattro se non l'hai nel sacco

Che ne facciamo del tesoretto? Ma c'è? Le previsioni di sviluppo del DEF sono un’illusione, la ripresa non si vede e non ci sarà fino a quando lo Stato sprecerà proprie risorse e le risorse dei privati con la sua inefficienza

Di Giovanni Gelmini

Da quando sono stati resi pubblici i documenti del DEF, tutta la discussione si è concentrata su cosa fare del tesoretto, invece di verificare una per una le affermazioni del documento. Non siamo certo noi in grado di fare una critica circostanziata ai documenti del DEF, ma certamente siamo in grado di dire che le previsioni di sviluppo economico sono assai ottimistiche e difficilmente, specialmente quella del 2015, si realizzeranno. Questo farà sparire il tesoretto.

ANDAMENTO DEL PIL (variazione su anno precedente)

 

2015

2016

2017

2018

Stime aprile 2015 +0,7% +1,4% +1,5% +1,4%
Stime autunno 2014 +0,6% +1,0% +1,3% +1,4%


Parliamo di quello che abbiamo sotto mano: il primo trimestre del 2015 non ha dato alcun segnale positivo.
La produzione industriale cala rispetto al 2014; le Banche non concedono più prestiti del passato ad industrie e famiglie; i consumi non si discostano dall'anno scorso.
La disoccupazione aumenta e i provvedimenti del pomposo job act hanno creato solo 13 posti di lavoro in più; hanno solo trasformato contratti a tempo determinato in contratti a tutele crescenti, fatto certamente apprezzabile, ma che non crea sviluppo.

Nulla lascia sperare che le previsioni dell'ISTAT, formulate in gennaio, di un modestissimo +0,1 si possano realizzare; d'altra parte il range della previsione era -0,1 +0,3 e andrà bene se a consuntivo uscirà un tondo zero.

Questo avviene perché non sono ancora state affrontate le riforme vere, quelle in grado di rilanciare l'economia: burocrazia e spesa pubblica e, in seconda battuta, corruzione, evasione e giustizia.

Sebbene i tassi d’interesse siano caduti quasi a zero, il debito pubblico continua ad aumentare e in febbraio ha toccato 2.169.212 miliardi di euro (+ 3.347 miliardi, il doppio del tesoretto), in linea con gli anni precedenti, quindi non è prevedibile che nel 2015 i risparmi di cui Padoan parla, possano liberare risorse reali e la crescita del debito pubblico proseguirà indisturbata per almeno altri due trimestri. Questa è la misura che la burocrazia perniciosa, non è nemmeno stata scalfita dai provvedimenti fino ad ora presi dal Governo Renzi.

Tutta l'Europa ha difficoltà ad intercettare la ripresa, che in altre parti del mondo invece è presente e l'Italia, come già avvenuto negli anni passati, non ne vedrà nemmeno un boccone perchè qui la produttività è minore che altrove.

Draghi ha lanciato alcune settimane fa l'allerta di non pensare che i provvedimenti della BCE possano avere un riflesso di lungo periodo, sono solo una boccata di ossigeno alla finanza, con effetti meramente congiunturali.
Aveva anche raccomandato vere riforme strutturali per avere la ripresa, ma queste per ora sono solo nelle parole. Con i tempi lunghi tra ipotizzare le leggi, realizzarle e renderle efficaci, difficilmente potremo vedere la ripresa reale, non qualche sussulto congiunturale, prima del 2017.

E allora che fare del tesoretto?

Nulla per ora, prima che sia verificata la possibile realizzazione della crescita prevista e quindi della reale disponibilità di quel 1,6 miliardi di Euro. Applicare cioè la massima “Non dire quattro se non l'hai nel sacco”

Argomenti: #def , #economia , #finanza , #governo , #pil , #politica , #politica economica

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