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Il FMI sbugiarda Renzi e Padoan

l PIL non crescerà nel 2015 dello 0,7% perché non è possibile. Ecco perché!

Di Giovanni Gelmini

In queste ultime settimane siamo stati inondati dai mass media di affermazioni rassicuranti: “Viene confermato che il PIL crescerà dello 0,7% nel 2015”, ma questa è un’emerita palla.

Se i giornalisti la smettessero di copiare le notizie, aggiungendo qualche bella frase e, invece, cercassero di capire la realtà da spiegare alla gente, queste falsità non uscirebbero. La realtà è che i vari enti usano le previsione del Governo senza confermarle, perché non possono smentirle.

Il PIL non crescerà nel 2015 dello 0,7% perché non è possibile.

Ieri il FMI ha chiarito finalmente che l'Italia non va bene. Nel suo documento si legge chiaramente che il PIL dell'Area euro crescerà quest'anno al 1,5% e accelererà ulteriormente al 1,7% nel 2016, ma sappiamo che l'Italia non riesce ad agganciare la ripresa . Vedremo poi quali soni i dati veri che l'ISTAT ha elaborato fino ad oggi.

Soffermiamoci ancora un momento sulle affermazioni del FMI; la frase che indica le estreme difficoltà dell'Italia è questa: “Senza un’accelerazione significativa della crescita ci vorranno quasi 10 anni in Spagna e quasi 20 anni in Portogallo e Italia per ridurre il tasso di disoccupazione ai livelli pre-crisi”. Ma se ci vogliono venti anni per tornare ai livelli di occupazione pre-crisi, vuol dire che la ripresa è ben lontana.

Vediamo allora cosa ha detto l'ISTAT nella realtà fino ad oggi e quali siano le conseguenze per i prossimi mesi.

La sbandierata crescita del PIL dello 0,1%, già molto poco se fosse così, è in realtà minore di parecchio: è solo dello 0,077%, ma l'arrotondamento per eccesso rende il dato più confortante. Sempre l'ISTAT ha già segnalato che la “ripresa” ha rallentato nel secondo trimestre; ma allora è andata quasi a zero?

Proviamo a fare quattro conti sui dati veri: secondo l'Istituto di Statistica il PIL nel 2014 è stato di 1.537.846,951 milioni di euro, per avere una crescita dello 0,7% occorre che si incrementi di 10.764 milioni di euro.

Nel primo trimestre è cresciuto appena di 297 milioni. Ci hanno segnalato che la crescita nel secondo trimestre non è così buona, ma non con ci crediamo completamente e ipotizziamo che si possa avere qualcosa di più, quasi il doppio, siamo ottimisti facciamo 460 milioni (circa lo 0,12%); per raggiungere l'obiettivo nel secondo semestre ci dovrebbe essere un'esplosione economica per un importo di oltre 10.000 milioni di euro!

Facendo questi calcoli si vede come, ad essere gran ottimisti, nel secondo semestre si può sperare che la congiunture economica mondiale migliore possa far incrementare il PIL di 2.500 milioni di euro, quasi dieci volte l'incremento del primo trimestre, raggiungendo così un modestissimo +0,22%, che mette in crisi il bilancio del 2015 e non lascia sperare ad un 2016 in linea con l'Europa.

Non vi sono le condizioni perché tale esplosione si verifichi, perché non sono state ancora affrontate le vere riforme, quelle che servono all'economia. Quel che da sempre chiede sia il FMI sia l’UE: migliorare l’efficienza della Pubblica Amministrazione e quella della giustizia civile. Nulla è ancora stato fatto per questo; quel poco che il Governo ha fatto sembra aver messo nel caos la Pubblica Amministrazione riducendone l'efficienza, senza diminuire i costi, vedi la finta cancellazione delle Provincie.

Ora Renzi e Padoan continuano imperterriti nella loro pantomima per far credere che tutto vada bene; promettono di ridurre le tasse, ma invece di andare a toccare l'IRPEF, come si dovrebbe, fanno il solito gioco di “cancellare la tassa sulla prima casa”, che non riguarda lo Stato, ma gli Enti Locali, così poi tale tassa sarà sostituita con un'altra più gravosa, come fino ad ora è sempre successo.

Ma li salverà la Spending Review?

Impossibile! Per prima cosa perché all'inizio, se fatta bene con la riorganizzazione della burocrazie e degli Enti, produce più costi e non meno. Impossibile da farsi se si vogliono ridurre subito le tasse, quindi i nostri statisti, invece di ridurre gli sprechi, vanno a toccare i servizi resi ai cittadini, il che vuol dire che i cittadini dovranno pagare di tasca loro quei servizi, ma l'inefficienza, la corruzione resteranno imperanti e la ripresa la vedremo fra venti anni, come ammonisce il FMI.

Argomenti: #FMI , #istat , #italia , #opinione , #pil , #riforme , #ripresa

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