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l'opinione

Ma dove la ripresa? Forse solo nella testa di Renzi!

I dati appena pubblicati dall'ISTAT confermano, con un modestissimo +0,2% la stagnazione

Di Giovanni Gelmini

L'ultima stima dell'ISTAT sulla crescita del PIL conferma la debolezza della nostra economia. Squinzi ha ben detto: “Il dato dell'Istat conferma che non c'è una ripartenza vera"!

Il risultato stimato dall'Istituto di Statistica è leggermente superiore a quello che ci attendevamo, ma non sposta il fatto che non c'è crescita, ma solo stagnazione.
Che la situazione dell'economia sia migliore del 2014 è fuori di dubbio, ma si tratta di ben poca cosa ed è assurdo sperare in un 2016 “effervescente”, come c’illude Renzi. Le oscillazioni positive d’oggi sono solo legate all'export, e non si riflettono sul mercato interno ed solo in modo modestissimo e da confermare sugli investimenti.

Nel grafico sopra possiamo vedere come i consumi, contratti in modo pesante tra il 2011 e il 2013, non diano segno di ripartire, mentre le esportazioni sono tornate al livello pre-crisi.

È proprio la mancanza di un segnale “effervescente” sugli investimenti, che ci rende scettici su una possibile ripresa. Dal grafico elaborato dalla Banca d'Italia si vede molto bene come in quest'ultimo decennio gli investimenti siano crollati, e la piccola crescita registrata nel 1° trimestre del 1015 non cambia la realtà.

Senza investimenti, la produttività non cresce e, siccome gli altri invece investono, l'economia globale italiana perde punti, quindi il PIL non può crescere, ecco perché, al contrario dell'Italia UK e USA crescono bene.

Le esportazioni sostengono la piccola crescita che viene registrata, ma per il 2016 si manterranno?
Difficile da sostenerlo: i flussi di export sono volatili e cambiano per un nonnulla.

Qualcuno dice: “con la fine dell'embargo all'Iran le esportazioni cresceranno e il costo del petrolio diminuirà drasticamente”; si, peccato che l'embargo c'è ancora e non si sa quanto influirà ancora nel 2016, invece abbiamo le varie crisi, mediorientale, Ucraina e della Cina che pesano negativamente.

Ora che la crisi possa considerasi superata è credibile, ma che ci sia una crescita vera, che ci sia sviluppo sostenuto per riportare i consumi interni e l'occupazione ai livelli di dieci anni fa, nella situazione attuale è veramente incredibile.

Sembra che Renzi non voglia vedere la realtà, forse perché non è in grado, o non vuole intervenire, a scioglier i nodi dell'economia, ma continua a forzare il Parlamento per una dubbia riforma costituzionale, che ha come chiaro effetto di dare in mano l'Italia ad un’oligarchia sostenibile facilmente dalle lobby.

Così non si arriva a nulla.



Argomenti: #crescita , #crisi economica , #economia , #pil , #politica , #renzi , #ripresa

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