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La ripresa che non c'è e non ci sarà

Evviva con un +0,01 l'economia italiana è salva!

Siamo passati dall'economia dello zerovirgola a quella dello zerovirgolazero

Di Giovanni Gelmini

L'anno scorso la maggior parte dei giornalisti, seguendo la falsariga delle dichiarazioni di Renzi, cercava nei comunicati dell'ISTAT indicazioni di quella ripresa che non c'era. Oggi hanno smesso e allora non enfatizzano più gli scarni comunicati stampa del nostro istituto di statistica, anzi non ne parlano quasi.

Quando Padoan, qualche giorno prima che l'Istat comunicasse i dati definitivi del PIL del secondo trimestre, ha affermato che le cose andavano meglio del previsto, avevo pensato che invece della crescita zero, ci fosse un +qualcosina, invece l'ottimismo era dovuto al fatto che la previsione a fine anno era passata dallo 0,7 allo 0,8: uno stiracchiamento dei conti incerti della previsione, che, ad esempio, passando dallo 0,74 allo 0,75 potevano essere arrotondati allo 0,8! Evviva con un +0,01 l'economia italiana è salva!

La realtà è che Renzi non ha mai fatto una politica economica seria e coerente per la crescita. I suoi provvedimenti sono sempre stati di facciata, per far finta di far qualcosa e raccogliere il consenso e nello stesso tempo introdurre cambiamenti verso un’economia capitalistica.
Gli ottanta euro sono risultati invisibili all'economia, anche perché hanno lasciato fuori le fasce più deboli, quelli che avevano un reddito così basso da non pagare tasse.
Lo sbandierato job acts (che brutta mania quello di usare termini non italiani) si è mostrato per quello che era, un provvedimento molto provvisorio, definitivo solo per l'abolizione dell'articolo 18 che all'economia interessava ben poco. Però il jobs act ha presentato un costo sproporzionato ai risultati; come avevano detto gli economisti: per creare lavoro si devono spingere gli investimenti per aumentare la produttività, ma questo non è stato fatto.

Se siamo usciti dalla recessione dobbiamo ringraziare Draghi, che ha abbassato la quotazione dell'Euro, rendendo così più competitive le nostre esportazioni. Questo ha permesso il galleggiamento attorno allo zerovirgola.

Sono completamente mancate le riforme di base (burocrazia e giustizia), il debito pubblico continua a crescere, malgrado gli interessi pagati siano scesi di molto, perché nessuno vuole toccare la gallina d'oro, cioè gli sprechi della Pubblica Amministrazione e la libera corruzione. Solo ora s’incomincia ad accennare alla necessità di investimenti per la produttività, ma non si capisce di cosa parlino perché soldi per gli investimenti non ci sono, la pressione fiscale è alle stelle e l'unico modo per trovarli è tagliare gli sprechi, cosa che non hanno mai voluto fare.

Ora faranno ancora promesse, perché la paura di un flop al referendum costituzionale è grande; promesse che poi non manterranno, perché non sono in grado di farlo, se vogliono sempre solo seguire le assurde richiese dei neoliberisti sfegatati di cui Renzi sembra essere succube.



Argomenti: #economia , #governo , #italia , #padoan , #pil , #politica , #politica economica , #renzi

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