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Visto per voi

Michelangelo Pistoletto a Bergamo, alla GAMeC

“Immagini in più, oggetti in meno, un paradiso ancora”, dal 7 OTTOBRE 2016 al 15 GENNAIO 2017

Di Giovanni Gelmini

Michelangelo Pistoletto, Alpino, 1962
Velina dipinta su acciaio inox lucidato a specchio, 170 x 100 cm
Cittadellarte - Fondazione Pistoletto, Biella- Foto: © Paolo Pellion

I “Quadri specchianti”, sono di sicuro l’invenzione principale di Michelangelo Pistoletto. Ho letto molto su di essi e mi chiedevo se veramente potessero racchiudere tutta la filosofia espressa tramite loro dal maestro.

Non li ho mai visti e, quando entro nella mostra, non nascondo una certa emozione; salgo le scale ed eccomi nella prima sala, che contiene le prime opere di Pistoletto, dove i “Quadri” sono già realizzati con l’acciaio lucidato a specchio, ma l’immagine incollata è realizzata su carta velina dipinta a mano. L’effetto è interessante, ma non è il massimo perché l’immagine dipinta non è “naturale” e non si confonde nell’insieme di quello specchiato.

Pistoletto supera questa tecnica e passa a serigrafare le immagini fotografiche direttamente sullo specchio; il risultato lo posso vedere nelle altre sale ed è straordinario!
La sala si sdoppia, quella reale e quella riflessa si integrano e la serigrafia diventa separatore, ma non vi è più differenza tra il virtuale specchiato e il reale.
Ecco così che la donna nella sala, che guarda lo specchio con il gruppo di persone serigrafate di spalle, entra nell’immagine virtuale e diviene oggetto di sguardo da parte delle persone della serigrafia.
Con i “quadri specchianti” si può giocare: suonare il pianoforte a quattro mani, prendere i soldi dall’autista, mettere qualcuno nella gabbia della tigre o dietro la rete con la targa “pericolo di morte”.


Il gioco può proseguire, ma ad un certo punto credo sia inevitabile accorgersi che esiste un significato più profondo di questo gioco: quello che Pistoletto attribuisce alle sue opere specchianti.

Michelangelo Pistoletto, Pay-Toll, 1973, Serigrafia su acciaio inox lucidato a specchio 230 x 125 cm
Cittadellarte - Fondazione Pistoletto, Biella
-Foto: © Paolo Pellion

Riporto alcune spiegazioni prese dagli scritti presenti nel sito di Pistoletto (http://www.pistoletto.it):
    I quadri specchianti non potevano vivere senza pubblico. Si creavano e ricreavano a seconda del movimento e degli interventi che riproducevano. Il passo dai quadri specchianti al teatro - tutto è teatro - mi sembra semplicemente naturale. (…)
    Non si tratta tanto di coinvolgere il pubblico, di farlo partecipare, ma di agire sulla sua libertà e sulla sua fantasia, di far scattare analoghi meccanismi di liberazione nella gente

    L'uomo ha sempre tentato lo sdoppiamento di se stesso per cercare di conoscersi. Il riconoscere la propria immagine nello stagno d'acqua come nello specchio, è forse una delle prime vere allucinazioni a cui l'uomo è andato incontro. Una parte della sua mente è rimasta appiccicata a quella riproduzione di se stesso. Lo sdoppiamento si è utilizzato nel tempo in maniera sempre più sistematica e sempre più convinta. La mente ha costruito la rappresentazione sulla base del proprio riflesso. E l'arte è diventata una delle specialità di questa rappresentazione.

    Ed ho individuato nel mezzo rappresentativo i due poli in contrasto e attrazione reciproca: la mia presenza letterale proposta dallo specchio e la mia presenza intellettuale proposta dalla mia pittura

    Ho già scritto in altre occasioni che i miei quadri specchianti sono irriproducibili. Cioè non sono trasferibili in altro mezzo che il loro stesso, infatti la riproduzione annulla la dinamica che è la loro essenza.
È vero: “sono irriproducibili”; la fotoblocca l’immagine e altera la percezione, scompare quella dinamica dell’essere doppi, di vedersi dall’altra parte, di esprimere la propria fantasia.

I “quadri specchianti”: una scoperta artistica che coinvolge direttamente lo spettatore e lo fa partecipe dell’invenzione artistica di Pistoletto. Un'opera dinamica nel tempo che, quindi, aggiunge la quarta dimensione.

Michelangelo Pistoletto, Casa a misura d’uomo, 1965-1966, Legno e smalto, 200 x 100 x 120 cm
Cittadellarte - Fondazione Pistoletto, Biella- Foto: © Paolo Pellion

Nelle sale della mostra non ci sono solo i “quadri specchianti”, ma anche “Oggetti in meno”. Questi riempiono la sala e contribuiscono a rendere l’immagine specchiata complessa e interessante.

Ma cosa sono?

Sono opere uniche, nate come reazione di Pistoletto alle pressioni dei mercanti d’arte, che pretendono dall’artista uno stile ben riconoscibile, per rendere più facile la vendita delle opere, e pretendono anche una produzione in quantità tale da soddisfare la domanda.
Pistoletto non accetta queste imposizioni, perché in questo modo l’artista, che riproduce se stesso in continuazione, diventa artigiano e così non è più artista. Quanto ha ragione Pistoletto!

La definizione migliore di “Oggetti in meno” la troviamo sul sito dell’artista: “Sono opere create attraverso un processo di lavoro legato alla spontaneità e alla contingenza. Con questi lavori, ognuno diverso dall'altro, come se si trattasse di una mostra collettiva, è infranto quel dogma per cui ogni opera di un artista deve essere stilisticamente riconoscibile, come un marchio commerciale standardizzato.”

Michelangelo Pistoletto, Ti amo, 1965-1966, Acrilico su tela, 60 x 70 cm
Cittadellarte - Fondazione Pistoletto, Biella
-Foto: © Paolo Pellion

Queste opere sono più difficili da capire, ma restano piacevoli ed interessanti. Vanno approfondite una per una e non è certo questo il luogo dove farlo.

Pistoletto è certamente un grande, crede nell’arte come mezzo per migliorare l’umanità. Lo si evince, oltre che dai suoi scritti, anche dal fatto di aver creato la “Cittadelladellarte” con finalità di “ispirare e produrre un cambiamento responsabile nella società attraverso idee e progetti creativi”.

La sintesi della sua idea di cambiamento è nel simbolo del “Terzo Paradiso”, che è presente nella mostra sulla vetrata che guarda sul cortile interno della GAMeC.
Il simbolo è una riconfigurazione del segno di infinito ed è così composto: “Tra i due cerchi contigui, assunti a significato dei due poli opposti di natura e artificio, è inserito un terzo cerchio centrale, a rappresentare il grembo generativo di una nuova umanità, ideale superamento del conflitto distruttivo in cui natura e artificio si ritrovano nell’attuale società”.

Michelangelo Pistoletto, Terzo Paradiso, 2016
GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
Foto: © Roberto Marossi

Malgrado Pistoletto presenti sempre le grandi problematiche del nostro tempo, la sua opera non è mai tragica o raccapricciante, come tanti altri artisti fanno; questo credo sia da imputare alla sua convinzione di poter migliorare l’umanità con la sua opera.
Quindi è fondamentalmente un ottimista e questo si riflette necessariamente nella sua opera.

La mostra “Michelangelo Pistoletto immagini in più, Oggetti in meno, un paradiso ancora”, presentata alla GAMeC, è certamente un'ottima occasione per conoscere questo grande del ‘900 ed è accompagnata da un ottimo catalogo che certamente aiuta a ben comprendere l’opera del maestro.


Per approfondire:

Visto per voi
Rochelle Goldberg alla GAMeC di Bergamo con “NO WHERE, NOW HERE”
di Giovanni Gelmini


Presentazioni:

GAMeC 2016: mostre di inizio inverno
Un anno ricco di iniziative per la GAMeC, ben 20 mostre realizzate, che nello scorcio di fine anno ci offre una serie di mostre veramente interessanti
di G. G.

Fabio Mauri “Arte per legittima difesa”

Alberto Burri - Indagini conoscitive sull’opera della collezione della GAMeC

Umberto Mastroianni - Arte per la libertà di pensiero





MICHELANGELO PISTOLETTO
IMMAGINI IN PIU, OGGETTI IN MENO, UN PARADISO ANCORA
GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, Via San Tomaso, 53 – Bergamo

Dal 7 OTTOBRE 2016 al 15 GENNAIO 2017

Orari d’apertura: Lunedì - domenica ore 10:00-19:00
giovedì: ore 10:00-22:00
martedì chiuso
La biglietteria chiude un’ora prima.

Biglietto d’ingresso (valido per tutte le mostre in corso)
Intero: € 6,00
Ridotto: € 4,00
Scuole: gratuito
Biglietto famiglia 1+1: € 7,50
Biglietto famiglia 2+1: € 12,00
Biglietto famiglia 2+2: € 15,00

Tel. + 39 035 270272
www.gamec.it



Argomenti: #arte , #arte contemporanea , #bergamo , #GAMeC , #mostra , #recensione

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