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GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo Collezione Permanente

Alberto Burri - Indagini conoscitive sull’opera della collezione della GAMeC

A cura di Cristina Rodeschini con Francesca Salari


Nel 2016 la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ha promosso un progetto di ricerca dedicato ad Alberto Burri grazie alla collaborazione con l’Accademia di Belle Arti Galli di Como, individuato nello studio e nell’approfondimento della tecnica dell’opera Catrame, firmata dall’artista e datata 1950, donata dai collezionisti Gianfranco e Marta Stucchi nel 2004.

Alberto Burri, Catrame, 1950

Il progetto di tesi sviluppato da Francesca Salari ha avuto come finalità lo studio del dipinto, indirizzato alla caratterizzazione dei materiali, utili alla corretta lettura del suo aspetto estetico e materiale e con lo scopo di fornire elementi per affrontare un corretto intervento conservativo. A tal proposito, nel primo semestre del 2016, è stato allestito, presso lo Spazio Caleidoscopio della Galleria, un piccolo laboratorio dotato delle più innovative attrezzature e strumentazioni scientifiche portatili, che hanno permesso lo studio dell’opera nella sala espositiva in cui il dipinto è conservato.

CONOSCERE PER PREVENIRE

La serie dei “Catrami”, a cui appartiene l’opera, è caratterizzata da composizioni astratte in cui si delinea una riduzione del colore verso una monocromia giocata sull’alternanza di neri opachi e lucidi e da una struttura geometrica in cui cresce l’interesse per una matericità non tradizionale, che diventa la vera protagonista.

In generale, l’opera di Burri e ̀di particolare interesse per la ricerca continua su tecniche e materiali, normalmente non impiegate in pittura. L’utilizzo congiunto di tecniche di diagnostica per immagini e spettrometriche ha reso possibile la ricostruzione stratigrafica dell’opera, il riconoscimento dei materiali costitutivi e ha permesso di operare nel massimo rispetto del dipinto. I risultati della microstratigrafia di un campione, unitamente alle analisi in fluorescenza X (XRF), hanno permesso di delineare la natura chimico-fisica della tecnica utilizzata dall’artista. È stato inoltre possibile ricostruirne la complessa stratigrafia degli strati pittorici: sovrapposizioni cromatiche differenti, dall’azzurro-grigiastro al giallo-bruno, per giungere agli strati più superficiali in cui il rosso e il nero “catrame” risultano prevalenti.

Grazie alle indagini chimiche, il catrame è risultato essere composto da pigmento nerofumo e gommalacca. Le analisi consentono di ipotizzare la presenza di un dipinto sottostante e quindi il riutilizzo di una tela già parzialmente dipinta. Infine, le analisi d’immagine hanno esteso i risultati puntuali delle indagini spettrometriche a tutta l’opera, oltre ad evidenziare caratteristiche fluorescenze per le colature nere lucide.

LE CONDIZIONI DELL’OPERA

A seguito dell’analisi diretta il dipinto presenta un discreto stato di conservazione. Un lieve strato di polvere e di depositi incoerenti conferiva un generale appiattimento della complessa texture materica.

Le problematiche che coinvolgono l’opera sono di origine fisica e meccanica e sono imputabili alla perdita di elasticità del supporto tessile, appesantito dalla sovrapposizione di più materiali eterogenei tra loro. La tela mostra lievi deformazioni in corrispondenza dei punti di maggior tensione superficiale, date dalla rigidità dell’impasto di pietra pomice, che tende invece a crettarsi. Differenti tempi di asciugatura e di polimerizzazione degli strati pittorici sono la causa della presenza di differenti tipologie di craquelure: da essiccamento, da scorrimento e corrugamenti superficiali, conseguenza di un’eccessiva quantità di legante o dovuti a fenomeni naturali d’invecchiamento degli stessi pigmenti (cobalto e piombo). Una lacuna di piccole dimensioni in basso a destra, interrompe la fluidità del colore nero, colato sulla campitura rossa e lascia a vista gli strati pittorici sottostanti. Lungo i margini sono state individuate piccole lacune con tela a vista, cadute di colore, e in corrispondenza degli spigoli, abrasioni e alcuni slittamenti del colore soprastante, generati dall’attrito di una cornice diversa dall’attuale.

INTERVENTO CONSERVATIVO

A seguito dell’approfondito monitoraggio condotto sull’opera, l’intervento conservativo si è focalizzato sulla messa in sicurezza dei punti critici, in primis sono stati rimossi i depositi superficiali incoerenti con microaspiratore e pennellesse con setole morbide; successivamente, è stata effettuata una pulitura a secco - Dry Cleaning tramite l’utilizzo di particolari sponges da make-up.

Infine, come azioni preventive, per garantire una corretta conservazione dell’opera si è optato per un monitoraggio microclimatico, con la collocazione di un termo-igrometro per la valutazione delle condizioni ambientali della sala in cui è esposta l’opera, ed il montaggio sul verso del dipinto di un tamponamento in carton plume acid-free, per isolare il dipinto dalle sollecitazioni esterne, favorendo uno scambio controllato tra opera e ambiente.

SCANSIONE 3D

Nell’era digitale, il campo del restauro si sta avvicinando sempre di più alle nuove tecnologie per la conservazione del patrimonio artistico e culturale. Alla base di tale pensiero c’è la convinzione che una documentazione digitale in alta risoluzione costituisca, una parte essenziale per la tutela dell’opera d’arte. Insieme al dovere di custodire e far conoscere le opere è doveroso documentarne le caratteristiche tecniche e materiche, per conservarne la memoria. Si è pertanto provveduto a scansionare in 3D la superficie dell’opera, per mezzo dello Scanner laser Lucida, che ha permesso una registrazione uniforme di altissima qualità su tutta la superficie dell’opera, indipendentemente dal colore, dalla lucidità o dal tipo di finitura. Il processo di scansione avviene per mezzo di un laser a bassa intensità proiettato sull’oggetto, che viene costantemente monitorato per mezzo di videocamere in bianco e nero. Ciascuna cornice di dati viene poi riprocessata, dando vita così alla documentazione tridimensionale in alta risoluzione.

Le informazioni ottenute dal modello 3D, oltre a permettere il monitoraggio nel tempo delle condizioni conservative del dipinto e diventare strumento base interattivo all’interno di un condition report, ha consentito la sua riproduzione fisica. Nello studio di Factum Arte a Madrid, ad opera di frese CNC a tre assi, è stata realizzata una replica in scala 1:1 dell’opera, in resina poliuretanica ad alta densità, che consentirà uno studio più approfondito delle sue caratteristiche e permetterà una lettura tattile del tutto nuova.

La conservazione di riproduzioni conservative sta diventando oggi un aspetto importante del turismo culturale sostenibile.

a cura di Francesca Salari

Metodologie d’intervento concordate con Marina Gargiulo della Soprintendenza per i beni storici artistici ed etnoantropologici e con M. Cristina Rodeschini, Responsabile GAMeC, Direttore


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Bergamo, dal 25 novembre 2016 al 15 gennaio 2017, alla GAMeC


GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, Via San Tomaso, 53 – Bergamo


Dal 25 novembre 2016 al 15 gennaio 2017


Orari d’apertura: Lunedì - domenica ore 10:00-19:00
giovedì: ore 10:00-22:00
martedì chiuso
La biglietteria chiude un’ora prima.

Biglietto d’ingresso (valido per tutte le mostre in corso)
Intero: € 6,00
Ridotto: € 4,00
Scuole: gratuito
Biglietto famiglia 1+1: € 7,50
Biglietto famiglia 2+1: € 12,00
Biglietto famiglia 2+2: € 15,00

Tel. + 39 035 270272
www.gamec.it

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