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Mauro Capelli
Trasparenze e colore
27 Febbraio - 27 Marzo 2010

 
 

Città al tramonto, 2010 - tecnica mista su tela, cm 90x100 - 90x100 dittico (particolare)

Presentazione critica.

Definitivamente tramontata l’illusione che l’arte potesse sganciarsi completamente dalla realtà, nel nostro millennio la tendenza dominante appare sempre più consapevolmente incamminata verso la riconciliazione con la percezione sensoriale. Si è andato così confermando quanto scriveva il filosofo Ernst Cassirer: “L’immaginazione artistica non può, neppure la più vigorosa e possente, creare un mondo nuovo dal nulla”.

Ed è una fortuna per la storia dell’arte, dal momento che qualunque forma espressiva priva di ogni riferimento all’esistente, direttamente o indirettamente conosciuto, resterebbe muta e incomprensibile. Per tutti, forse anche per l’autore. Conoscere, in arte come in ogni altra forma di comunicazione, è infatti sostanzialmente un ri-conoscere, magari avanzando faticosamente nei meandri dell’astrazione. Decifrare simboli e segni, portare in superficie ciò che giace nell’inconscio ( quello dell’autore e quello nostro ) rimane ancor oggi l’esercizio mentale e l’esperienza estetica più stimolante.

 

Mauro Capelli, Aspettando la notte, tecnica mista su tela cm 120x60

Quale dunque il cammino da percorrere di fronte alle opere di Mauro Capelli? Innanzitutto vanno sottolineati alcuni dati oggettivi. L’artista bergamasco, presente ormai da molti anni nel panorama italiano, non ha mai cercato la rottura; egli si è sempre attenuto rigorosamente ai tre generi tradizionali: figura, paesaggio e natura morta. Non può sfuggire tuttavia come egli si caratterizzi nettamente, per tecnica e spirito interpretativo, nel contesto della produzione contemporanea.

Mauro Capelli è ben lontano dalla figurazione delle correnti di ascendenza impressionista e post-impressionista, come pure è estraneo alle tentazioni dell’iper e del neo-realismo più o meno surreale. E’ un pittore che lavora a colpi di spatola, mescolando i pigmenti colorati con gesso sabbia e cementite, ma non si tratta neppure di quella stesura fortemente materica, emersa con prepotenza a partire dalla metà del Novecento, che mirava a sottolineare la supremazia della fisicità sulla forma.

La sua gestione del colore è personalissima e sicura: dall’impasto denso e granuloso, di opaca corposità, l’artista ottiene accostamenti cromatici delicati e vivaci, quasi la luce stessa si scomponesse sulla tela per effetto di rifrazione. Nello studiato sfocamento dei diversi piani prospettici, ampie zone di abbagliante luminosità dominano la composizione: vere e proprie ‘trasparenze’ , che mentre suggeriscono un ‘oltre’ di inafferrabile trascendenza, annullano ogni riferimento spazio-temporale e danno vita ad immagini di grande suggestione e levità.

Limiti e confini si dissolvono in rappresentazioni indefinite, sottintese dal mutare delle tonalità o delimitate da un segno essenziale inciso nel coloro. Le figure femminili divengono il simbolo di una umanità complessa e confusa, che cerca di affermare se stessa e di capire il mondo: volti e corpi parlano di un’ identità sfuggente, ma anche di casta sensualità e di fusione con il tutto. Il limite tra spazio e corpo è azzerato, le campiture di colore vibrante trascolorano dalle tonalità luminose all’ombra, fino a dissolversi nel blu. E non è il blu profondo e compatto della notte o degli abissi marini, ma piuttosto quello dolce e consolante di un crepuscolo appena brumoso.

Mauro Capelli, Una vecchia Venezia, tecnica mista su tela 100x100
Nell’universo di Mauro Capelli, par di capire, all’uomo è negata la nitida visione delle cose, ma tutto rientra in un inafferrabile progetto di armonia finale. Così anche la solitudine e l’incomunicabilità, che pure si leggono nei personaggi, non si tingono mai dello strazio dell’abbandono, né la crisi di identità è vissuta come tragedia personale. C’è, se mai, una silenziosa sospensione del giudizio, un senso di perplessa attesa per ciò che sarà e che ognuno affronterà con le proprie forze, senza il timore del domani.

La stessa atmosfera troviamo nei tanti paesaggi dipinti dall’artista: distese di campi simili a un caleidoscopio di colori, scintillii diffusi che si confondono con l’orizzonte. Non luoghi definiti, ma metafore della vita. E anche quando l’autore si confronta con precise realtà urbane, dedicando particolare attenzione a quelle più ricche di storia, procede secondo il proprio inconfondibile stile. Sia che il suo sguardo ne colga da lontano il profilo architettonico, sia che si posi sul particolare di un angolo nascosto, egli smantella la struttura oggettiva per ricostruirla attorno ad un lampo sfolgorante, che subito si trasforma nel centro ottico e semantico dell’intera composizione.

 

Mauro Capelli, All'alba, tecnica mista su tela cm 89x116

Meno numerose sono le nature morte, che meritano tuttavia un’attenzione particolare per la profondità ed il vigore espressivo che le caratterizzano. Capelli predilige soggetti essenziali, che si ricollegano, ma solo tematicamente, alla trascendente severità di Moranti e di Ferroni. Si tratta per lo più di scorci di interni segnati dal tempo: pochi oggetti di arredo in posizione decentrata, una finestra che rischiara l’oscurità incombente, una gabbia vuota. Nessun abbellimento, nessun elemento ornamentale, ma la pregnanza del ricordo che satura l’atmosfera. Vi sono condensate le ore della nostra vita dedicate alla meditazione solitaria, ma vi è anche l’irresistibile richiamo del mondo esterno, mentre la gabbia vuota sembra celebrare in sordina una libertà riconquistata.

Opzione, quest’ultima, sempre possibile per l’autore, che certo non minimizza le problematiche esistenziali del mondi contemporaneo, ma neppure rinuncia al proprio ottimismo di fondo.

 
Mauro Capelli, Bergamo di notte, tecnica mista su tela cm 80x80

 

Mauro Capelli: “Trasparenze e colore”

Galleria Franca Pezzoli Arte Contemporanea,
via Mazzini,39 Clusone
Dal 27 Febbraio al 27 Marzo 2010
INAUGURAZIONE: sabato 27 Febbraio ore 18.00
Orario 10.00 - 12.30 16.00 - 19.30
Chiuso il mercoledì
Ingresso gratuito
Catalogo in galleria
Testo critico di Elisa Motta
Informazioni: +39 034624666
info@atelierdarte.191.it www.pezzoliarte.com

 
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