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Elisa Motta presenta così l'artista
Ha le sue radici in un robusto realismo la nuova figurazione di Bernardo Peruta e non nel realismo, che sa di Scapigliatura e di Post-Impressionismo, ma in quello, più spiccatamente naturalista, fatto di scorci paesaggistici minuziosamente rappresentati, di atmosfere inclini al Romanticismo, di particolari assaporati e poi resi con certosina pazienza a ricostruire l’atmosfera di quel preciso tramonto, di quel gioco di luce assaporato per un attimo solo, unico e irripetibile.
Radici ottocentesche dunque, per un artista che nel frattempo porta avanti anche la sua attività di restauratore e decoratore e che ora ci appare nella piena maturità di chi sa bene di dover fare i conti con la contemporaneità, non per seguirne le mode o i dettami esteriori, ma per lasciare una testimonianza autentica del nostro e del proprio sentire.
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Dolce Venezia. 2009 olio su tela cm
70,0 x 70,0
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I La molteplicità dei filoni a cui attinge la sua formazione costituisce già di per sé un valore aggiunto di non trascurabile spessore, cioè la padronanza della tecnica pittorica che solo oggi possiamo finalmente ricominciare ad apprezzare senza remore o timidezze. Il mito dell’arte puramente istintiva, prodotta financo da una scimmia, è miserevolmente caduto, e con esso tutto ciò che sa di maldestra improvvisazione.
Realtà questa che non era certo sfuggita ad un esteta colto e raffinato come Federico Zeri, quando già negli anni ‘80 sottolineava come il prodotto artistico sia sempre stata il risultato di una grande qualità tecnica, capace di mettere in rilievo taluni e non altri valori. A buon diritto possiamo dunque permetterci di stigmatizzare gli sgorbi, gli errori di prospettiva e di anatomia, i concettualismi velleitari. Possiamo pure, senza sentirci dei dinosauri, apprezzare apertamente un’opera ben fatta, specialmente se, come nel caso della presente esposizione, promette non solo l’appagamento del gusto, ma anche una riflessione non superficiale di ciò che siamo.
E’ la figura umana infatti il fulcro del discorso che l’autore è andato sviluppando nell’arco di questi anni: non la persona in quanto entità filosofica astratta, o simbolo di un ceto sociale, come spesso si usa fare, ma semplicemente la persona come individuo, così come è andata evolvendosi nel corso della civiltà. L’artista coglie infatti con grande sensibilità ed efficacia comunicativa lo sconvolgimento della coscienza collettiva occidentale, passata in un solo momento dal senso di sicurezza alimentato da un clima di falso benessere all’incertezza di un mondo minaccioso e imprevedibile. Peruta ha scelto la donna come punto fermo della sua tematica, né questo deve stupirci: da sempre la figura femminile costituisce il nucleo di riferimento dei valori e delle attese dei popoli, a partire dai feticci delle dee-madri, simbolo di fecondità e quindi di persistenza e continuità della specie. In parte, come qualcuno afferma, perché il maggior numero di artisti è uomo, in parte per l’armoniosità insita nell’anatomia ideale del corpo femminile, ma oggi soprattutto perché è proprio la donna , ultima arrivata nella conquista dei diritti paritari, ad apparire in rapporto più problematico e dinamico con il mondo esterno.
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Imbarazzo, 2070 olio su tela cm 80x40
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I Tra il modello androgino e quello della sensualità, Bernardo Peruta scorge nettamente uno spazio di equilibrata autonomia, all’interno del quale la donna ( ma a ben vedere anche l’uomo ) medita solennemente sulla storia e sul cambiamento che la realtà esterna testimonia, cercando di porsi in sintonia con la vita senza strappi e senza fratture.
Nascono così le composizioni più belle e suggestive dell’artista: sullo sfondo un ambiente urbano assemblato con poche linee precise e molti giochi d’ombra sfumati in senso ortogonale, in primo piano un profilo di donna in trasparenza, incorporea ma tratteggiata con perizia e attenzione al particolare. Tutto in lei appare aggraziato e flessuoso, il capo si inclina quasi sottomesso, lo sguardo si nasconde, ma il mondo è là tutto intero nella sua mente, in quella città che si dispiega avvolgente a tutto campo.
Memoria?
Consapevolezza?
Progetti?
Forse tutte queste cose messe assieme, ma vissute con una forza interiore intrisa di dolcezza che non si traduce in sfogo emozionale, anzi trova supporto nella serena compostezza del proprio animo.
Come il riflesso di un vetro, le immagini di Peruta decantano ogni crudezza. Le scabrosità del supporto e del colore evocano antichi affreschi, le figure ingrandite, evanescenti e sinuose, ci parlano di un mondo forse sfuggente, ma tenace e costruttivo.
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Evanescenza, 2009 olio su tela cm 72x73
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L’animo della donna contemporanea (e anche dell’uomo) trova qui una sintesi né edulcorata né angosciante e lo sguardo dello spettatore può trascorrere con piacere da questo a quel particolare, da questo a quel piano di rappresentazione. Velature sapientemente stratificate animano la scena, ci aprono squarci di poesia, assemblando simbolo e dato reale in una dimensione che si fa psicologica ed universale. Lo sguardo si sofferma incantato su un antico palazzo o un grattacielo svettante, indugia sullo scorcio veneziano o indaga il mistero di un’oscurità indefinita e ostile. Ma poi è la sagoma muliebre in sovrimpressione ad attrarre l’attenzione. Cesure di colore tagliano lievemente il profilo: riflessi forse, che rendono inafferrabile una presenza sia pure certa e quasi tangibile nella sua impalpabile delicatezza. E inafferrabili rimangono anche i nudi di giovani donne che l’artista ama rappresentare in ambienti indefiniti, così che su di loro soltanto si concentri l’attenzione.
Rappresentate di spalle, o nella torsione del busto e del capo in linee purissime sottolineate da un abile sfumato, eseguito magistralmente, esse ci appaiono come teche di uno spirito che mai completamente si manifesta. Volti celati, palpebre che nascondono lo sguardo. Creature tuttavia vive nel cui animo la forza spirituale più tenace non entra mai in conflitto con la femminilità più garbata e accogliente.
BERNARDO PERUTA "LA FORZA DELLA FEMMINILITÁ"
Presentazione critica a cura di Elisa Motta Catalogo in galleria
FRANCA PEZZOLI arte contemporanea Via Mazzini, 39. Clusone (Bg)
Dal 19 Febbraio 2011 al 19 Marzo 2011
Inaugurazione Sabato 19 Febbraio 2011 dalle ore 18:00
ORARI GALLERIA: tutti i giorni dalle 10.00 alle 12.30
dalle 16.00 alle 19.30
chiuso il Mercoledì
Tel. e Fax 0346.24666 info@pezzoliarte.com
Note biografiche
BERNARDO PERUTA
Nasce a Ponte San Pietro -Bergamo- il 24/07/1973. Dal 1992 al 1996 frequenta la Scuola d' arti plastiche Castellini di Como.
Lavora come decoratore collaborando al restauro di varie chiese.
Nel 1997 frequenta lo studio di un noto ritrattista approfondendo la tecnica della pittura ad olio.
Dal 2004 al 2006 si trasferisce a Nizza (Francia) dove apre un Atelier.
Le sue opere sono molto aprezzate dal pubblico e dalla critica, esposte e conosciute non solo in Italia ma anche in Francia e in Belgio.
La sua ricerca si basa sull'innovazione tecnica, nella continuita' della tradizione figurativa.
MOSTRE PERSONALI
2006 - "Itars Atelier" -Nizza- Francia.
2007 - "Torretta civica" - Sarnico - Bergamo.
2009 - "New Artemisia Gallery"- Bergamo.
2010 - "Torre Civica" - Mapello - Bergamo.
2011 -"Franca Pezzoli "Arte Contemporanea - Clusone - Bergamo.
PRINCIPALI MOSTRE COLLETTIVE
2004
"Palazzo Berlendis" -Bolgare- Bergamo.
2005
Gallerie "Le Prado " - Liege- Belgio.
2006
"Arte Fiera" -Nizza - Francia.
Galerie "Itars" -Nizza- Francia.
2007
"Art Museum " -Sasbach -Germania.
"Cagnes sur mer" -Nizza- Francia.
Centro "Arte Contemporanea" - Briancon- Francia.
2008
Galerie "La Potele" -Rochefant- Belgio.
2009
"Palazzo Montecitorio"-Roma.
Museum “Tony Merz” -Brianchon- Francia.
"Palais d'Iena " - Parigi - Francia.
2010
"Basilica S.Martino " -Alzano Lombardo- Bergamo.
HANNO SCRITTO DI LUI
Claudio Rizzi – Dott.- critico d’arte
Elisa Motta – Dott.ssa critico d’arte
Gianni Barachetti – Prof. critico d’arte
Don Lino Lazzari – critico d’arte
Enrica Pasqua Dott.ssa – storico e critico d’arte
RECENSIONI
L’Eco di Bergamo
Giornale di Merate
Le Arti a Bergamo
Su diversi portali d’arte in Internet
BERNARDO PERUTA
Born in Ponte S. Pietro (Bergamo), the 24/07/1973. From 1992 to 1996 he attended the School of Plastic Arts Castellini in Como.
He worked as a decorator collaborating in the restoration of various churches.
In 1997 he attended the studio of a famous portrait painter studying the technique of oil painting.
From 2004 to 2006 he moved to Nizza (France) where opened an Atelier.
His works are highly appreciated by audiences and critics, exposed and known not only in Italy, but also in France and Belgium.
His research is based on technical innovation in the continuity of tradition.
He lives and works in Mapello (Bergamo)
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Il cuore della città, 2011 olio su tela cm 80x80
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