COS’E’ LA NARRAZIONE: ospitalità, invito, stupore

Siamo abituati alle immagini già pronte. Create da altri per noi, ad esempio quelle della televisione. Sono potentissime in quanto attivano tutte le funzioni psico-fisiche umane. Ma c’è enorme differenza tra le immagini che vediamo con gli occhi e quelle che invece si formano nella mente perché qualcuno ci racconta delle cose. L’immagine può essere anche un racconto e la sua narrazione nutre il senso critico. Lo sviluppo del pensiero critico parte dalla consapevolezza e dalla capacità di decentrarsi per ascoltare attivamente. Ma invece l’abitudine di raccontare si sta perdendo. Al massimo si leggono dei racconti ai bambini, più spesso si lasciano soli davanti ad un libro.

La narrazione è ospitalità
Narrare lascia un segno che modifica profondamente, sia chi narra, sia chi accoglie i racconti.
Colui che narra invita ad entrare nel suo mondo: accoglie e si fa accogliere. L’incontro con lo scrittore che narra è molto stimolante. E’ una pagina scritta che diventa persona viva. E’ il piacere di leggere ascoltando. In realtà si tratta di uno scambio: anche per lo scrittore questa attività ha un enorme pregio perché un autore non è un’isola, fa parte di una comunità, deve nutrirsi di contatti.

La narrazione è un invito alla decisione
Le conversazioni da salotto, fatte di parole vuote con cui si occupa il tempo, non sono vera comunicazione. La narrazione, invece, lo è perché incide. Lo stretto legame fra avvenimenti raccontati e fluire del tempo fa scaturire spontaneamente un invito a “stare attento”.
La storia raccontata appella all’interlocutore, con la stessa intensità con cui si sente coinvolto il narratore. Chi ascolta si sente spinto verso questa avventura, perché si sente “ospitato” nel racconto. E’ un invito: “Bada, c’entri anche tu!” che supera la tentazione dell’indifferenza.

La narrazione è stupore
La narrazione assicura coinvolgimento perché sa scatenare stupore, condizione fondamentale per accettare di mettere in discussione il proprio mondo, sconosciuto e indecifrabile. Chi accetta di sperimentare la vertigine dello stupore, sa esporsi all’ignoto. La narrazione è capace di generare stupore perché protende verso l’avventura non ancora sperimentata.
Nell’infinito susseguirsi dei tanti possibili eventi del reale, il racconto ne sceglie alcuni e li organizza in una proposta che continua a restare “racconto”. Si pone di fronte ad una realtà che viene riconosciuta più grande e solenne di quella raccontata.

Internet
Recuperare il tempo della narrazione diventa oggi sempre più difficile, per quanto necessario. I bambini sono ormai abituati a muoversi in ambito virtuale, fra videogiochi e siti internet. Ma anche nella rete è possibile trovare spazi di comunicazione validi.


Un esempio di narrazione evocativa è la rubrica “FIABA: leggere ascoltando”, curata da Rosa Tiziana Bruno e proposta da Mammenellarete su TheBlog Tv.

    Lupino, dragolupo e tutti gli altri

    La torta della verità

    Luigino pappamondo 

 

HOME

BIOGRAFIA

I MIEI LIBRI

LE VIDEO FIABE

GLI ARTICOLI

PER LA SCUOLA

RASSEGNA STAMPA

SCRIVIMI
(rosatiziana@gmail.com)

Condividi