Recensione al libro. “Sogno di carnevale” di Rosa Tiziana Bruno Ed. Giovane Holden

di Livia De Pietro - critico letterario

Il tratto distintivo di Rosa Tiziana Bruno come autrice di questo libro, è sicuramente la grande semplicità con cui affronta la storia della festa più vecchia del mondo.

La vicenda di “Sogno di Carnevale” è un singolare impasto realistico -fiabesco intessuto di parole colorate, fantastiche e musicali.
La fantasia, del resto, è sicuramente la strategia predominante usata dalla Bruno come insegnante, per stimolare l’attenzione degli studenti e mettere in moto i meccanismi dell’apprendimento.

La professione-insegnante le fa prediligere, come tema caro e costante dei suoi scritti, quell’adolescenza che cura e ama con tutta se stessa cui rivolge storie e favole che sicuramente apprezzano in modo entusiastico”.
Insomma Rosa Tiziana Bruno non struttura le sue storie fuori dei confini della psicologia dell’età evolutiva, anzi, ha ben presenti i meccanismi che compongono la costruzione della personalità durante l’adolescenza e le sue scelte stilistiche costituiscono la prova più attendibile di questa attenzione: in primo luogo, appare evidente la capacità di sintesi e l’ottimismo ravvisabile nella speranza del cambiamento così come si ci spoglia di una maschera.

Pur se storditi dal ritmo di vita frenetico, intossicati dalle parole fatue e dalla tecnologia, nella trasposizione espositiva, diviene occasione di una contemplazione rilassata, serena cui concorrono sicuramente i valori morali, oltre che estetici, che l’autrice ha in sé.
Come sempre accade quando mi trovo a valutare un libro, ho fatto ricorso alla teoria di Young che nella tipologia dello scrittore distingue un atteggiamento introverso, da un atteggiamento estroverso da cui deriva il concetto individuale dell’esistenza. Colui che scrive è uno che pensa in modo soggettivo oppure uno che pensa in modo indirizzato.

Il primo è un soggetto che si ripiega su se stesso, il secondo è un soggetto che annulla se stesso per rivolgere il suo sguardo alla sfera esterna. Il pensiero soggettivo si distingue da quello indirizzato in quanto nel I caso il protagonista è il soggetto, nel secondo è l’oggetto.
La sensazione che si ricava dalla lettura di questo libro è il risentire un’ eco di qualcosa che ha fatto parte della sua vita, come riscontri interiori che suscitano intense emozioni che si offrono a diverse chiavi di lettura.

Molti sono gli interrogativi che suscita la lettura di “Sogno di carnevale”che affronta temi attualissimi, quali : la necessità di unire più culture, celebrare ciò che ci rende diversi, l’uso interscambiabile di maschere che si adattano a trasformazioni secondo la fantasia di chi le possiede, insomma è, fuor di dubbio, un libro proiettato nel futuro in cui larga parte ha il fascino del mito, denso di richiami a leggende e visioni della festività laica. Il libro, da considerare valido strumento ai fini didattici, sollecita numerose proposte di ricerca e spunti di riflessione.