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l'Ultimo numero pubblicato è del 16/11/2008
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REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 10/6/2005 N°9

Anno 4 n°41 del 16/11/2008 DOCUMENTI

Dal resoconto stenografico dell'Assemblea - Seduta n. 83 di martedì 11 novembre 2008
Intervento di Antonio Borghesi (IDV) sulle dichiarazioni di Giulio Tremonti
Seguito della discussione del disegno di legge: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2009)

ANTONIO BORGHESI
Signor Presidente, signor Ministro, ho trovato il suo intervento reticente ed evasivo. Ciò dimostra come, in realtà, il Governo sia in ritardo nell'affrontare questo problema e lo stia facendo con idee non chiare, forse perché ancora non concordate all'interno di questa maggioranza, e senza il coraggio necessario ad affrontare la situazione attuale.

Lei dice, e ha continuato a dire, come risulterà dal resoconto del suo intervento: «stiamo studiando», «stiamo facendo», «faremo tutto il possibile nel modo giusto», e troverà che lei ha quasi sempre parlato al futuro. Questo non è il tempo di parlare al futuro, è il tempo di parlare al passato: «abbiamo fatto », o al massimo al presente: «facciamo», perché la realtà che dobbiamo affrontare è qui, non è dietro l'angolo, non è futura, e già in essere ed è difficilissima e pesantissima. Lei afferma che nessun altro Paese ha fatto qualcosa, ma tutti hanno annunciato delle misure precise e destinate ad affrontare la crisi; le ho citate ieri nel mio intervento nel corso dell'esame del bilancio.

Prendiamo, ad esempio, la Francia: ha già deciso lo stanziamento alle piccole e medie imprese di 22 miliardi di euro; l'abolizione della taxe professionelle sulle attività produttive (una specie di IRAP o qualcosa di simile) perlomeno per i nuovi investimenti; 400 milioni di euro per favorire l'industria; 5 miliardi di euro agli enti locali; 175 miliardi di investimenti in tre anni nelle infrastrutture; 330 mila nuovi contratti di lavoro sovvenzionati per il 2009, per attenuare la disoccupazione.

Guardiamo cosa ha fatto la Spagna: 40 miliardi di euro e 100 miliardi di euro per la liquidità del sistema creditizio; una moratoria di due anni sul 50 per cento delle ipoteche sulla casa per i disoccupati con famiglia; deduzioni per l'acquisto della casa per chi ha un reddito fino a 33 mila euro; allargamento da quattro a sei anni delle deduzioni per l'acquisto di una casa con il conto risparmio; deduzione di contributi fino a 1.500 euro all'anno per chi assume a tempo indeterminato disoccupati con famiglia; nessun versamento di contributi per chi assume nei settori hi-tech; aumento della capitalizzazione del sussidio di disoccupazione per chi vuole svolgere un'attività in proprio; nuovi investimenti nella formazione.

Anche la Germania è intervenuta fortemente: crediti a tassi di interesse agevolati per le imprese con investimenti di 15 miliardi di euro; regole più favorevoli per il calcolo degli ammortamenti; sussidi fiscali per chi ristruttura abitazioni in senso ecologico; deduzione per il lavoro casalingo da 600 a 1.200 euro all'anno; crediti federali ai comuni per 3 miliardi per nuovi investimenti in infrastrutture. Stiamo parlando di tre partner europei, che sono anche tre competitor nostri, che forse non le hanno ancora realizzate, ma hanno annunciato queste misure precise. Questo era il momento, non mi si dica che ci sono altri momenti perché questo era il momento, quello della discussione sul disegno di legge finanziaria che, così come la stiamo esaminando, è una specie di oggetto inesistente perché basata su dati macroeconomici irreali che sono completamente cambiati e sui quali il Governo e il Ministro non hanno sentito il bisogno di intervenire.

Ma torniamo al fatto che questo Governo parla al futuro. Mi risulta che in Commissione finanze oggi il Governo abbia annunciato che non ci saranno emendamenti del Governo ai due disegni di legge che rimarranno così come sono stati presentati: ma allora di cosa discutiamo, considerando che in quei provvedimenti si affronta solo il tema della ricapitalizzazione delle banche e non si parla minimamente, invece, degli interventi a difesa dei risparmiatori, delle imprese e del credito alle piccole e medie imprese?

Signor Ministro, noi dell'Italia dei Valori abbiamo depositato oggi un progetto di legge che illustreremo in conferenza stampa, in cui prevediamo interventi specifici per i risparmiatori che sono i più colpiti da questa crisi, soprattutto di fronte a banche che non hanno fatto il loro dovere e rispetto alle quali voi non vi sentite neppure di fare ciò che hanno fatto negli Stati Uniti, condizionando gli aiuti alla riduzione degli emolumenti dei consiglieri di amministrazione e dei manager e ad una moratoria sulle stock option che sono una delle concause di questa crisi. Eppure non vi è nulla di tutto questo. In Commissione finanze avete preannunciato che non presenterete emendamenti rispetto a quegli interventi. Noi, invece, nel nostro disegno di legge, abbiamo presentato, non solo questi vincoli, ma una moratoria sulle stock option, un'anticipazione della class action, che potrebbe permettere di colpire comportamenti anomali da parte delle banche, un intervento sui conti «patti chiari», che dovevano essere la soluzione di molti problemi per i risparmiatori e che, invece, in molti casi, si sono rivelati una trappola con la quale hanno perso il loro investimento, una moratoria e un'ammissione alla portabilità anche per chi non ha pagato qualche rata di mutuo (ci sono tante famiglie che non ce l'hanno fatta, perché voi non siete intervenuti minimamente neanche sul loro potere d'acquisto).

Anche con riferimento a questo disegno di legge finanziaria, abbiamo presentato delle proposte non solo con una norma di indirizzo per il futuro, che forse sarà accolta oggi dal Governo, ma anche per la restituzione del fiscal drag, prevista in una norma di legge che state disattendendo.

Allora, signor Ministro, il nostro giudizio sul suo intervento non può che essere negativo, perché - lo ribadisco - stiamo ancora aspettando. Probabilmente lei sta facendo un future o un derivato sugli interventi del Governo, ma vorremmo saperlo ora. Siamo pronti a fare il nostro dovere per dire agli italiani quello che va fatto per affrontare realmente la crisi dell'economia reale (Applausi dei deputati del gruppo Italia dei Valori).