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l'Ultimo numero pubblicato è del 16/11/2008
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REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 10/6/2005 N°9

Anno 4 n°41 del 16/11/2008 DOCUMENTI

Dal resoconto stenografico dell'Assemblea - Seduta n. 83 di martedì 11 novembre 2008
Intervento di Fabrizio Cicchitto (PDL) sulle dichiarazioni di Giulio Tremonti
Seguito della discussione del disegno di legge: Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2009)

FABRIZIO CICCHITTO.
Signor Presidente, vorrei ringraziare innanzitutto il Ministro Giulio Tremonti per averci esposto un quadro organico della politica economica del Governo, ma anche l'onorevole Ventura per essersi misurato con la proposta del Governo in termini dialettici e, insieme, aperti ad un confronto positivo. Quest'ultimo non può non partire da un dato, vale a dire che le due formule di politica economica, che gli amici della sinistra hanno avanzato nella precedente legislatura e che avanzano oggi, non funzionano. Quella avanzata nella precedente legislatura si fondava sulla formula «più fisco più spesa pubblica» e abbiamo osservato che quest'endiadi ha portato quel Governo al fallimento.

Ma nella situazione internazionale nella quale ci troviamo e nella situazione specifica del debito pubblico italiano, non funziona neppure la formula che voi avete avanzato nel dibattito su questo bilancio e su questa legge finanziaria, nella quale avete assunto comunque un termine dialettico e costruttivo. Tuttavia nemmeno l'ipotesi «meno fisco e più spesa pubblica» funziona. Infatti, ciò implicherebbe una operazione in deficit che l'economista Stiglitz suggerisce a Obama ma la situazione americana - se mi consentite - è leggermente diversa da quella italiana per la ragione di fondo che veniva ricordata dal Ministro dell'economia e delle finanze. Purtroppo, come diceva Marx, i fatti hanno la testa dura e i fatti sono rappresentati dalla questione del nostro debito: mentre il debito di altri Paesi europei è al 60-70 per cento del PIL, noi abbiamo un debito superiore al 100 per cento del PIL e vediamo già sin d'ora che i nostri BOT, CCT e BTP perdono colpi rispetto ai titoli tedeschi. Siamo in una situazione nella quale il peggioramento rispetto ai titoli tedeschi è ritornato ad essere quello del 1997.

Pertanto - voglio ricordare - non si poteva non compiere la manovra complessiva che questo Governo ha fatto, vale a dire un intervento shock sul taglio della spesa pubblica ed una semplificazione del meccanismo della legge finanziaria che apre un altro ragionamento anche di carattere istituzionale.

Ma voi immaginate, colleghi, se avessimo fatto - mi rivolgo in primo luogo all'onorevole Ventura che ha una grande esperienza in materia di leggi finanziarie - la stessa legge finanziaria e lo stesso meccanismo di legge finanziaria degli anni passati? L'ultimo treno per Yuma che passava ogni anno, al quale si dovevano agganciare sia gli interessi di forze sociali consistenti sia tutte le lobby di questo Paese: vi immaginate se questa operazione 'avessimo dovuta fare tra luglio, settembre, ottobre, novembre e in presenza di questa crisi internazionale?

Se avessimo fatto un'operazione di questo tipo, ci saremmo trovati in una situazione difficilissima ed il merito del Governo è stato quello di aver fatto un'operazione shock, in cui ha interrotto ciò (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà). Il merito del Governo è di aver fatto ciò sulla base di un'analisi preoccupata: il collega Ventura ricordava Padoa Schioppa, ma ricordo anche la campagna elettorale che ha fatto il Presidente Berlusconi e gli interventi, il libro La paura e la speranza e poi la riflessione fatta dal Ministro Tremonti, che concentrava l'attenzione sul fatto che percepivamo una situazione di crisi. La percepivamo magari in termini non così precisi come poi si è verificata, ma l'abbiamo percepita e per questo abbiamo giocato in anticipo con questo taglio della spesa pubblica. Poi, sappiamo tutti che quando si opera sulla spesa pubblica vi sono elementi di difficoltà, ma la demagogia sui tagli che state facendo è contraddittoria con la stessa analisi che fate sulla gravità della situazione economica (Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).

Devo dire, onestamente, che quando il Ministro Tremonti è venuto in quest'aula per impostare la manovra finanziaria del luglio scorso, abbiamo sentito il dileggio fatto da uno dei più grandi economisti del secolo passato e di quello attuale, secondo soltanto a Keynes: è evidente che mi riferisco al professor Bersani, che oggi ci dà molte lezioni, ma che tenne per sé la sua scienza infusa quando era al Governo precedente, che ebbe invece quell'esito disastroso; se avesse dato quei consigli a quel Governo, forse le cose nel Governo Prodi sarebbero andate in modo un po' diverso (Commenti dei deputati del gruppo Partito Democratico - Applausi dei deputati del gruppo Popolo della Libertà).

Ma detto ciò, abbiamo comunque accompagnato - questo è presente nella relazione dell'onorevole Giudice e nella relazione dell'onorevole Moroni - quella operazione dura sul taglio della spesa pubblica, l'abbiamo accompagnata con i collegati che riguardano l'internazionalizzazione delle imprese, l'energia nucleare, il lavoro ed abbiamo affrontato quello che potevamo affrontare anche in questa discussione sul bilancio e sulla legge finanziaria. Siamo arrivati a punti di approdo anche in un confronto positivo con alcune vostre proposte ragionevoli, che riguardano sia il nodo dell'eventuale utilizzazione di risorse che derivassero da un surplus di finanza pubblica, sia la ridefinizione del Patto di stabilità, sia la sistemazione del nodo del FAS, che interessa in modo così profondo e giustificato specialmente i nostri colleghi del Mezzogiorno, sia la sistemazione del comma 35, sia la specificità delle forze dell'ordine, che ottengono anche una loro valorizzazione economica. Ebbene, questi ed altri punti hanno dimostrato un confronto parlamentare reale sui temi della legge finanziaria ed una nostra disponibilità anche a cogliere elementi interessanti presenti nella linea che l'opposizione più ragionevole ha presentato in questo confronto.

Ma ecco che l'elemento di novità oggi emerso in questo dibattito è il ragionamento conclusivo che ha fatto il Ministro dell'economia e delle finanze, quando ha detto che noi, la maggioranza ed il Governo, proprio perché abbiamo fatto questa operazione di taglio della spesa pubblica e quindi non facendo l'operazione in deficit, ci misuriamo con i nodi dell'economia reale con provvedimenti specifici ed anche con questa riflessione che è stata fatta sulle banche, di cui non capisco la contestazione fatta dall'amico Giorgio La Malfa. Infatti, non vi è dubbio che dobbiamo garantire al sistema bancario le «spalle coperte», ma nello stesso tempo mi sembra assolutamente giustificato e rigoroso quello che ha detto il Ministro, cioè di chiedere alle banche, una volta che si coprono loro le spalle, anche di dare il loro contributo all'economia reale del Paese.

Quindi, mi sembra che il ragionamento che la maggioranza e il Governo presentano in quest'Aula sia un ragionamento che si completa per quanto riguarda l'operazione di chi si misura sia con i nodi della difficoltà del quadro economico internazionale (che hanno richiesto il citato intervento sulla spesa pubblica), sia con il nodo che riguarda un intervento in positivo sull'economia reale.

PRESIDENTE. La invito a concludere.

FABRIZIO CICCHITTO. Vorrei concludere sottoponendo alla nostra riflessione un dato. Si parla, giustamente, di riforme costituzionali, che attengono ai nodi relativi al maggior potere del Premier, alla riduzione dei parlamentari, al superamento del bicameralismo. A mio avviso, è organica a questo ragionamento anche una riforma dei Regolamenti parlamentari, in cui si dia più velocità al Governo e più efficienza all'opposizione. A coronamento di questo ragionamento, volto a dare più efficienza al sistema, dovremmo inserire, finalmente, una riforma della legge n. 468 del 1978. Abbiamo realizzato, di fatto, questa riforma, ed è necessario farlo realmente, perché si tratta di un ricordo del passato che dobbiamo superare, rispetto alla gravità dei problemi e alla velocità richiesta dalle decisioni parlamentari.

Concludo dicendo che è possibile sviluppare questo dibattito nei termini sereni di un confronto fra ipotesi diverse di politica economica fra maggioranza e opposizione, con una maggioranza che si è dimostrata non chiusa a proposte interessanti dell'opposizione e ad un confronto parlamentare positivo, che tenga conto della gravità straordinaria della situazione che stiamo vivendo in questo mondo attraversato da una crisi così profonda e da un'imprevedibilità, addirittura quotidiana, di avvenimenti, che attengono sia all'economia, sia alla storia culturale, sia a quella politica (Applausi dei deputati dei gruppi Popolo della Libertà e Lega Nord Padania).