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l'Ultimo numero pubblicato è del 16/11/2008
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REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 10/6/2005 N°9

Anno 4 n°41 del 16/11/2008 DOCUMENTI

Dal Resoconto stenografico dell'Assemblea - Seduta n. 85 di giovedì 13 novembre 2008
Siegfried Brugger (Sudtiroler Volkspartei): Dichiarazioni di voto finale
Disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per il 2009 e bilancio per il triennio 2009-2011

SIEGFRIED BRUGGER.
Signor Presidente, il disegno di legge finanziaria che il Governo ha presentato e reso praticamente immodificabile rinvia a interventi reali per l'economia che, in realtà, sono più che urgenti e dovrebbero essere immediati. Non è, infatti, pensabile che il Governo si possa fermare al principio che eventuali risorse aggiuntive nei conti pubblici debbano essere destinate (peraltro non esclusivamente) alla riduzione della pressione fiscale sulle famiglie e sui lavoratori dipendenti e pensionati. Il Governo ha annunciato e poi confermato una legge finanziaria leggera, esclusivamente tecnica, come se nulla fosse accaduto e stia accadendo, come se non vi fosse la necessità di strutturali scelte di politica economica. Una legge finanziaria leggera, trasferita nell'economia reale, diventa così una legge finanziaria impotente. Il Governo ha perso un'ottima opportunità per dimostrare efficienza e tempestività. Non è, infatti, pensabile ritenere che si possa affrontare la crisi finanziaria esclusivamente attraverso l'immissione di liquidità nel sistema bancario. Ciò a cui ci troviamo di fronte è l'unione della crisi finanziaria ad una fase di recessione che deprime la domanda pubblica e incide pesantemente sui redditi delle famiglie e sulla condizione delle imprese. È molto problematico che quanto più la crisi economica si aggravi e richieda un ruolo decisivo della politica, tanto più il Governo abbia escluso ogni opportunità di reale confronto parlamentare. Come Minoranze linguistiche abbiamo presentato emendamenti di merito su punti essenziali. Il Governo ha accolto le nostre proposte in minima parte, condividendo una più equa valutazione del Patto di stabilità sostenuta, peraltro, da regioni e province autonome. Appare incomprensibile il no alle misure da noi proposte in ordine al sostegno alle famiglie, alla crescita per le donne delle opportunità di ingresso e permanenza nel mercato del lavoro e al sostegno della competitività delle piccole e medie imprese. La crisi avanza e il Governo insegue; noi aspettiamo un Governo che incalzi. Per questa ragione, come Minoranze linguistiche esprimiamo un voto contrario sul disegno di legge finanziaria.