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l'Ultimo numero pubblicato è del 16/11/2008
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REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 10/6/2005 N°9

Anno 4 n°41 del 16/11/2008 DOCUMENTI

Dal Resoconto stenografico dell'Assemblea - Seduta n. 85 di giovedì 13 novembre 2008
Daniela Melchiorre (Liberal Democratici-Repubblicani): Dichiarazioni di voto finale
Disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per il 2009 e bilancio per il triennio 2009-2011

DANIELA MELCHIORRE.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella giornata di lunedì abbiamo ascoltato finalmente l'intervento del Ministro Tremonti su questo disegno di legge finanziaria. In primis il Ministro ha meritoriamente riconosciuto la gravità della situazione che sta attraversando il nostro Paese, ma ha incredibilmente rimandato a data da destinarsi le misure atte a contenere detta crisi. Questo è davvero incredibile. Infatti, non è bastato a questo Governo aver varato il corpo fondamentale della propria manovra finanziaria prima dell'estate, con una congiuntura internazionale completamente diversa da quella che stiamo vivendo nel corso di queste settimane, segnata dal ripetuto crollo delle borse d'affari internazionali; come se non bastasse, nemmeno ora ha provveduto ad un'inversione di rotta adottando i provvedimenti anticrisi necessari.

Noi Liberal Democratici abbiamo sostenuto più volte la necessità di un forte intervento sulla domanda pubblica del nostro Paese. Si tratta, infatti, di interventi a sostegno dei redditi e delle pensioni medio-basse al fine di una ripresa dei consumi, gli unici in grado di salvare le imprese da una crisi che sta già manifestando i suoi effetti nefasti sull'occupazione. Per questo, abbiamo urgenza di ammortizzatori sociali in grado di coprire dal rischio di disoccupazione tanti settori e tante categorie di lavoratori che nei prossimi mesi potranno essere colpiti duramente dalla crisi. Il rischio del passaggio da una crisi finanziaria ad una crisi reale si è ormai concretizzato e i segnali sono evidenti: la riduzione dei risparmi accumulati, la crescita dell'indebitamento da parte delle famiglie, l'inflazione più alta rispetto agli altri Paesi europei e l'inesorabile aumento di prezzi e tariffe.

A questo si aggiunga la irrisolta crisi dei mutui, che esercita una pressione insopportabile sulle famiglie italiane. Si è più volte sottolineato che lo scollamento tra tasso di policy, cioè tasso di interesse ufficiale, ed Euribor rivela, di fatto, un grave problema per chi ha contratto un mutuo: i tagli al costo del denaro operati dalla BCE, infatti, risultano annacquati, non incidendo in modo sostanziale sul costo del mutuo per le famiglie. Inoltre, noi Liberal Democratici abbiamo esposto in quest'Aula, con grande preoccupazione, il problema relativo all'esposizione eccessiva delle casse previdenziali dei professionisti nell'acquisto di fondi hedge (cioè, prodotti ad alto rischio), garantiti da Lehman ed emessi da società improbabili con sede nelle isole Cayman. Ebbene, il Governo ha fatto finta di nulla e ci ha risposto dicendo che i fondi hedge sono sicurissimi, che tutto rientra nell'autonomia finanziaria degli enti in questione ed ha taciuto riguardo alle isole Cayman, parlando genericamente di Paese terzo a basso carico fiscale.

Credo che preoccuparsi di problemi come questi significhi avere a cuore l'economia reale (e non solo tagliando l'ICI o con il decreto-legge «salva-Alitalia», provvedimenti che tanto hanno pesato sulle tasche degli italiani). Con questa legge finanziaria abbiamo visto solo tagli alla scuola, alla ricerca, all'ambiente, così come alla giustizia.

Onorevoli colleghi, è stato fatto troppo poco. Gli annunci non bastano né a noi né a tutti gli italiani. Per tali motivi, esprimo il voto contrario dei Liberal Democratici. I Repubblicani voteranno a favore di questa legge finanziaria (Applausi dei deputati dei gruppi Misto-Liberal Democratici-Repubblicani e Misto-Movimento per l'Autonomia)