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l'Ultimo numero pubblicato è del 16/11/2008
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REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 10/6/2005 N°9

Anno 4 n°41 del 16/11/2008 DOCUMENTI

Dal Resoconto stenografico dell'Assemblea - Seduta n. 85 di giovedì 13 novembre 2008
Roberto Mario Sergio Commercio (Movimento Per L'autonomia): Dichiarazioni di voto finale
Disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per il 2009 e bilancio per il triennio 2009-2011

ROBERTO MARIO SERGIO COMMERCIO.
Signor Presidente, colleghi, la nostra posizione non è solo quella che può apparire una sterile contrapposizione tra nord e sud del Paese, essendo innegabile che incentivare politiche per lo sviluppo del Mezzogiorno rappresenta, come in più d'una occasione abbiamo evidenziato, una concreta opportunità di progresso economico per l'intero Paese. Ciò non solo perché il Mezzogiorno possiede maggiore opportunità di crescita produttiva, ma perché ha le potenzialità per far crescere complessivamente il livello di competitività.

In questi giorni, si fa un gran parlare delle statistiche elaborate dall'ISTAT, in particolare sull'indice di povertà e sulle difficoltà delle famiglie. Il fenomeno monitorato al 2007 risulta grave, ma possiamo affermare, senza paura di essere smentiti, che i dati al 2008 saranno molto, molto più pesanti. Si conferma - e questo è un dato preoccupante - un'incidenza del fenomeno nel Mezzogiorno quattro volte maggiore rispetto a quella riscontrato nel resto del Paese. Nel sud è povero il 22,5 per cento delle famiglie, con una percentuale del 65 per cento sul totale, a fronte del 35 per cento sul totale delle famiglie residenti al nord.

Dall'indagine emerge anche una riacutizzazione della questione salariale, soprattutto nel Mezzogiorno: al sud, oltre la metà delle famiglie monoreddito (il 51,6 per cento) risulta esposta al rischio povertà, rispetto al 28,6 per cento del centro-nord. Altri indici presenti nel Rapporto Svimez 2008 sull'economia del Mezzogiorno dimostrano quanto si stia allargando il divario tra il nord e il sud del Paese. Infatti, i dati relativi al 2007 confermano che nel mercato del lavoro si va sempre più divaricando il livello occupazionale fra il centro-nord (ove l'occupazione aumenta) e il centro-sud (ove la crescita risulta pari a zero). In tema di infrastrutture e di mobilità, nel Mezzogiorno il divario risulta ulteriormente accentuato, con il 49,4 per cento, contro il 115,7 per cento del centro-nord.

Sono alcuni dei tanti dati, che confermano il grave gap economico e strutturale esistente tra il nord e il sud, ed è proprio per questo che non siamo più disponibili ad accettare scelte politiche che danneggiano il Mezzogiorno. Non vogliamo più accettare provvedimenti nei quali - un esempio su tutti è rappresentato dal decreto-legge riguardante l'ICI - si sottraggono, per scelte politiche che interessano l'intero Paese, risorse finanziarie destinate al Mezzogiorno, prime fra tutte, quelle destinate alla viabilità in Calabria e in Sicilia. Nel programma del Governo, sottoscritto da tutte le forze di maggioranza, al punto 5, è previsto quanto segue: noi vogliamo un piano decennale straordinario, concordato con le regioni, per il potenziamento, il completamento e la realizzazione di infrastrutture (porti, reti stradali ed autostradali, alta capacità ferroviaria, ponte sullo Stretto), in modo da formare un sistema logistico integrato.

Tutto ciò è ribadito, peraltro, da un ordine del giorno, accolto dal Governo, che lo impegna, entro il 31 dicembre 2008, a ripristinare le risorse destinate al Mezzogiorno. Al 31 dicembre mancano 45 giorni, onorevole Ministro Tremonti: vorrà il Governo onorare questo impegno assunto? Finora i patti non sono stati rispettati. È ora di finirla con gli impegni che non vengono rispettati a spese dei cittadini del sud, è ora di finirla con questa favola del Mezzogiorno che campa sulle spalle del nord del Paese.

Ad oggi, signor Presidente, onorevoli colleghi, i fondi FAS sono dirottati, in buona misura, allo scopo di rafforzare le opere da realizzare nel nord del Paese, mentre con i FAS si finanziano spese di gestione correnti anziché politiche addizionali per lo sviluppo. L'origine stessa per cui erano nati quei fondi è stata stravolta, con il risultato che al Mezzogiorno vengono sottratte risorse indispensabili allo sviluppo. Ad oggi, ma la cifra è in continuo aumento, sulle dotazioni dei fondi FAS 2008-2011 sono stati sottratti oltre 13 miliardi di euro. Non stiamo parlando di qualche spicciolo ma di fondi importanti, che avrebbero dovuto sostenere lo sviluppo del Mezzogiorno. Né sono accettabili le osservazioni strumentali di coloro che affermano che una parte dei fondi stornati è a beneficio delle regioni meridionali (si tratta, peraltro, di una piccolissima parte). Sappiamo bene che questa pratica politica è sempre stata presente e che i fondi FAS sono stati saccheggiati anche dai precedenti Governi, i cui sostenitori, peraltro, solo adesso riscoprono improvvisamente l'esistenza di un problema Mezzogiorno. Ciò non giustifica il fatto gravissimo che si continui a operare in questo modo da parte di un Governo e di una maggioranza che si sono impegnati solennemente a sostenere lo sviluppo del sud.

Consideriamo un piccolo passo avanti l'accoglimento dell'emendamento con il quale ci si impegna a trasmettere alle competenti Commissioni parlamentari una relazione annuale, nella quale si indica l'ammontare delle risorse disponibili nel fondo da destinarsi alle aree sottosviluppate, confermando che una quota pari all'85 per cento dovrà essere utilizzata per il Mezzogiorno. Si tratta di una scelta importante, che premia la costanza e la fermezza con le quali il Movimento per l'Autonomia ha condotto la battaglia per difendere le ragioni del Mezzogiorno.

PRESIDENTE. La prego di concludere.

ROBERTO MARIO SERGIO COMMERCIO. Sto per concludere, signor Presidente. Voteremo favorevolmente, perché intendiamo mantenere gli impegni che abbiamo sottoscritto.

PRESIDENTE. La prego di concludere.

ROBERTO MARIO SERGIO COMMERCIO. Tuttavia, ancora una volta - lo ribadiamo - ricordiamo a questo Governo di onorare gli impegni sottoscritti. Abbiamo un solo vincolo: è quello con il popolo del Mezzogiorno. Signor Presidente, chiedo che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale della mia dichiarazione di voto.