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l'Ultimo numero pubblicato è del 16/11/2008
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REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 10/6/2005 N°9

Anno 4 n°41 del 16/11/2008 DOCUMENTI

Dal Resoconto stenografico dell'Assemblea - Seduta n. 85 di giovedì 13 novembre 2008
Massimo Bitonci (Lega Nord Padania): Dichiarazioni di voto finale
Disegno di legge: Bilancio di previsione dello Stato per il 2009 e bilancio per il triennio 2009-2011

MASSIMO BITONCI.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio, innanzitutto, sottolineare il lavoro e l'impegno dei colleghi della Commissione bilancio, la competenza dei relatori e del sottosegretario Vegas - che ringrazio -, e il fondamentale ruolo svolto dal presidente Giorgetti che con decisione e autorevolezza ha fatto sì che il Governo non imponesse la fiducia sul provvedimento(Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania), lasciando il dovuto spazio democratico alla trattazione della legge di bilancio e della legge finanziaria in Aula.

Trattazione che ha visto l'accoglimento di alcune richieste, già esaminate in Commissione, sui temi degli ammortizzatori sociali e l'aumento del Fondo per la cassa integrazione straordinaria da 450 a 600 milioni di euro.

Sono previsti ammortizzatori sociali anche per i lavoratori aeroportuali (si tratta di 20 milioni per il 2009), maggiori contributi per la specificità delle forze armate, l'aumento dello stanziamento per i servizi d'informazione e la sicurezza, e inoltre il Patto di stabilità, nettamente migliorato, è a favore degli oltre 8 mila comuni d'Italia (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania). Le novità introdotte in tema di patto di stabilità riguardano l'esclusione di alcune entrate e spese dai vincoli del suddetto patto come, ad esempio, le maggiori spese per i rinnovi contrattuali, nel caso delle spese sostenute in seguito a dichiarazione dello stato di emergenza per le calamità naturali, o nel caso di cessione di azioni, quote, o distribuzione di dividendi di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali. Anche le risorse relative alla vendita del patrimonio immobiliare non sono conteggiate nella base assunta nel 2007, se destinate alla realizzazione di investimenti o alla riduzione del debito. Il mancato rispetto del Patto di stabilità, contrariamente a quanto accadeva in passato, viene sanzionato in maniera proporzionale all'eventuale sfondamento del patto stesso.

Infine, i comuni che hanno rispettato il patto per il triennio 2005-2007 e hanno impegnato le spese per il 2008 per un ammontare non superiore a quello medio corrispondente del triennio, in caso di mancato rispetto del patto, non verranno penalizzati. Signor Presidente, signor sottosegretario, Ministro, il rispetto del Patto di stabilità europeo non può diventare un freno per l'economia reale e per la crescita (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania); non può rappresentare il blocco dei comuni. I sindaci devono poter pagare gli impegni già assunti.
Ricordo che gli 8 mila comuni d'Italia sono gli unici enti che producono un avanzo positivo, hanno spese limitate e controllate, risorse insufficienti, svolgono un ruolo fondamentale di supplenza nei confronti dello Stato, fanno già una politica keynesiana di sostegno all'economia, realizzano opere pubbliche, scuole, impianti sportivi, caserme, e - ripeto - la maggior parte di questi sono enti virtuosi. Se dobbiamo colpire qualcuno, facciamo rispettare rigidamente il patto a quelle regioni del sud (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania) come la regione siciliana che ha 20 mila dipendenti a carico; facciamolo rispettare a chi assorbe tutte le risorse ed i risparmi dei nostri cittadini. Bisogna ricordare che questo anno affrontiamo la legge finanziaria e di bilancio in modo completamente innovativo rispetto al passato. Nel nostro caso il DPEF 2009-2013 è stato approvato dal Consiglio dei ministri contestualmente al decreto-legge n. 112 del 2008, volto a dare attuazione, assieme ad altri provvedimenti, allo stesso DPEF, che, in particolare, fissa all'articolo 1 il livello di indebitamento netto e il rapporto tra debito pubblico e PIL da conseguire nel triennio. La manovra di bilancio si completa con i suddetti disegni di legge, già approvati alla Camera ed ora all'esame del Senato: il disegno di legge A.C. 1441-bis, che reca disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria; il disegno di legge A.C. 1441-ter, che reca disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia nucleare; il disegno di legge A.C. 1441-quater, concernente la delega al Governo in materia di lavori usuranti e di riorganizzazione di enti, misure contro il lavoro sommerso e norme in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro.

La manovra economica per la prima volta è stata approvata prima dell'estate. Si tratta di una strategia finalizzata al raggiungimento di quattro obiettivi principali: riduzione del costo della macchina statale (una riduzione quindi del carico complessivo dello Stato e senza prevedere un aumento della tassazione); l'efficientamento della pubblica amministrazione, con un vero e proprio piano di sviluppo industriale, con uno Stato più vicino alla gente che non spreca risorse nel garantire i servizi; ridurre la burocrazia, tagliando leggi e norme non essenziali e migliorando la semplificazione; reindirizzare l'economia verso lo sviluppo economico, con il sostegno alle nostre imprese e su questo ambito l'azione si svilupperà dal nucleare allo sviluppo delle reti informatiche e infrastrutturali nonché tramite un piano casa per le famiglie e una migliore allocazione dei fondi per lo sviluppo al sud del Paese. Per la prima volta, il contenuto della legge finanziaria è stato ridotto al minimo essenziale, escludendo dal contenuto le disposizioni finalizzate direttamente al sostegno o al rilancio dell'economia, oltre a quelle di carattere microsettoriale e localistico, eliminando quindi norme estranee al contenuto proprio della legge finanziaria, norme che in passato moltiplicavano in modo esponenziale il numero degli articoli.

La Nota di aggiornamento al DPEF rivede al ribasso di 0,4 per cento le stime di crescita del PIL 2008, portandola allo 0,1 per cento rispetto allo 0,5 fissato nel DPEF di giugno. Anche per l'anno 2009 il presunto tasso di crescita dello 0,9 per cento è rivisto allo 0,5 per cento.

Nonostante l'ulteriore deterioramento della congiuntura internazionale causato dall'acuirsi della crisi dei mercati finanziari internazionali, il Governo conferma l'obiettivo di indebitamento netto al 2,5 per cento per il 2008. Per gli anni successivi, si prevede un leggero ritocco che non dovrebbe comunque compromettere il pareggio di bilancio entro il 2011. Il bilancio prevede entrate finali per 464 mila milioni di euro. Le spese finali ammontano a 517 mila milioni. Il saldo netto da finanziare corrisponde alla differenza tra entrate finali e spese finali ed è pari a 33.496 milioni di euro. Per quanto riguarda le spese finali, la riduzione è quasi interamente imputabile al forte decremento delle spese in conto capitale, per 15 mila milioni di euro, e al contenimento della spesa corrente per 477 milioni.

Quindi, l'anticipazione della manovra triennale, con il decreto-legge 25 giugno 2008 n. 112, l'indicazione delle risorse rese disponibili per il triennio 2009-2011 e i tagli della spesa corrente programmati hanno consentito a tutta la pubblica amministrazione di attenersi ad una politica di rigore che si è dimostrata da subito tempestiva, alla luce delle peggiorate condizioni delle previsioni macroeconomiche di cui il Governo ha dovuto prendere atto con la Nota di aggiornamento al DPEF del 23 settembre 2008. La rigorosità di questa finanziaria non deve far dimenticare che i conti pubblici devono rimanere sotto controllo: ricordo che la prima volta la manovra triennale contenuta nel decreto-legge n. 112 del 2008 consentirà nel triennio di reperire risorse per 36 miliardi di euro, di cui ben 30 con un serio e rigoroso contenimento della spesa. Lo strumento alternativo all'aumento della pressione fiscale diventa la riduzione della spesa primaria e comporterà che l'incidenza della spesa sul PIL passerà dal 40 per cento del 2008 al 38 per cento nel 2013, allineandosi in questo modo ai valori degli altri Paesi dell'Unione europea.

Come tutti ben sappiamo, la legge finanziaria risente della crisi economica internazionale: la crisi dei mercati in atto, la diminuzione dei corsi azionari, la minaccia della stagnazione sono la conseguenza di una profonda crisi del sistema capitalistico occidentale. Il sistema bancario, dal canto suo, non deve far mancare il credito alle aziende. È un aspetto fondamentale: le banche non possono non erogare sufficiente supporto. La stretta creditizia è un pericoloso segnale e le scelte si fanno sulle aspettative (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania). Il tonfo delle Borse deriva dalla crisi dei mutui americani: non solo, il mondo finanziario ha messo a nudo tutte le sue debolezze. Una crisi economica determinata da una crisi del capitalismo e del sistema occidentale: risulta necessario creare un sistema di controllo del mercato finanziario ed evitare che sia il mondo finanziario a controllare il mondo intero. La forte anomalia è evidente.

PRESIDENTE. La invito a concludere, onorevole Bitonci.

MASSIMO BITONCI. Il tasso Euribor rimane sopra il 4 per cento, quando la BCE ha tagliato di mezzo punto il tasso di interesse sino alla 3,25 per cento: vuol dire che le banche non si fidano del denaro e allora la BCE deve osare di più, deve spingere di più sulla politica monetaria, deve tagliare ulteriormente i tassi di interesse, come ha fatto la Federal Reserve. Su tale aspetto e sulla politica economica monetaria europea, in risposta alla crisi, ci deve far riflettere sul ruolo e sugli obiettivi della Banca centrale.

Se parliamo di crisi delle nostre aziende più evidente ancora è la mancanza di una gestione europea efficace nella tutela di alcuni comparti produttivi che si sono rivelati particolarmente fragili a causa dell'esposizione alla concorrenza internazionale (Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania). L'Europa deve farsi portavoce delle esigenze di liberalizzare il commercio solo laddove vi siano garanzie di tutela della proprietà intellettuale.

PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Bitonci.

MASSIMO BITONCI. In conclusione, la manovra di bilancio e le azioni messe in atto rappresentano una manovra seria e rigorosa in attesa di importanti provvedimenti del Governo a sostegno dell'economia reale, a favore delle imprese: dal versamento dell'IVA per le aziende all'atto del pagamento, ad un piano di investimenti per una politica dell'offerta e della domanda e per il sostegno alle fasce più deboli della popolazione...

PRESIDENTE. La prego di concludere, onorevole Bitonci.

MASSIMO BITONCI. ...in attesa di quell'importante riforma che sarà la chiave di svolta del sistema Italia, per un fisco più equo e favorevole, per una maggiore trasparenza della spesa e un maggiore controllo da parte dei cittadini, in attesa del federalismo(Applausi dei deputati del gruppo Lega Nord Padania – Congratulazioni).
Signor Presidente, chiedo, infine, che la Presidenza autorizzi la pubblicazione in calce al resoconto della seduta odierna del testo integrale della mia dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Onorevole Bitonci, la Presidenza lo consente, sulla base dei criteri costantemente seguiti. Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto l'onorevole Sereni. Ne ha facoltà.