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l'Ultimo numero pubblicato è del 16/11/2008
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REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 10/6/2005 N°9

Anno 4 n°41 del 16/11/2008 PRIMA PAGINA

L’attivismo di Berlusconi
Alla caccia della credibilità
Tante parole per dire che è lui il “mediatore” per i fatti internazionali
Di Giacomo Nigro

Berlusconi, con una mossa da illusionista, è riuscito ad attirare l’attenzione mediatica su di sé mentre era in visita al presidente russo Dimitry Medvedev. Pare che stia perseguendo il suo intento di continuare ad essere considerato “amico” sia dai russi che dagli americani; infatti la notizia che il presidente russo incontrerà presto il neo-eletto presidente americano Barack Obama è stata esaltata da Palazzo Chigi, sottolineando come il presidente Berlusconi, nei colloqui con i due leader, abbia insistito con forza sull'opportunità di un incontro a brevissimo termine.

Intanto, il Presidente eletto degli Stati Uniti ha telefonato al Presidente del Consiglio italiano, al termine della sua prima conferenza stampa a Chicago. Nel corso del colloquio – si è letto in una nota di Palazzo Chigi - è stato confermato lo stretto rapporto di amicizia e collaborazione fra i due Paesi, anche in vista dell'imminente Presidenza italiana del G8 (ci risiamo?!).

Il presidente brasiliano Lula, a Roma, ha dichiarato che per uscire dalla crisi finanziaria “la soluzione è più occupazione, ed evitare il panico”. “Nessuno di noi ha la soluzione per sconfiggere questa crisi e forse in una sola riunione non la troveremo”, ha continuato Lula al termine del vertice italo-brasiliano a Roma con Berlusconi, parlando delle prospettive che si apriranno dopo il G20 a Washington.

Naturalmente non è stata persa l’occasione per riaffermare che il supporto dell'Italia alla nuova Amministrazione americana “è il più totale e convinto possibile”. Lo ha sottolineato il premier Silvio Berlusconi mentre auspicava che Mosca e Washington tornino a dialogare, invocando lo spirito di Pratica di Mare. Nei confronti della Russia c'è stata una provocazione che il premier si augura si risolva nell’incontro tra i presidenti dei due Paesi. Berlusconi ha messo in guardia dai rischi derivanti dalla contrapposizione dei due arsenali nucleari, “capaci di distruggere l'intera popolazione mondiale”. Ventilare guerre fredde, per poterle abilmente disinnescare con le sue amicizie è la conseguenza auspicata in cuor suo.

Subito dopo Berlusconi è volato in Turchia dove ha dovuto ribadire di corsa che l’Italia non cambia idea: la Turchia deve entrare nell'Unione Europea. Lo scontro con la Lega sull'adesione di Ankara all'UE è avvenuto proprio nel giorno in cui Berlusconi ha incontrato il primo ministro Erdogan, un bel tempismo, non c’è dubbio! 'L'Ue senza la Turchia è impensabile e sarebbe un grave errore', ha detto il premier. Ma la Lega resta arroccata sulle sue posizioni anti-turche: “Non ci sono le condizioni”. Un’altra “bella figura internazionale” è assicurata!

Il G20 dovrà porre le basi per una nuova ''governance'' mondiale. Cosi” Berlusconi ha dichiarato ancora a Smirne.

Altro giro, altro volo, appena giunto a Washington per il summit del G20, prima di partecipare alla cena alla Casa Bianca ospitata dal presidente Usa George W. Bush, Berlusconi ha dichiarato: “Qualsiasi cambiamento delle regole in risposta alla crisi finanziaria globale non deve comprimere lo spirito del libero mercato. Perché la crisi finanziaria non si trasformi in crisi dell'economia reale, bisogna avere più trasparenza nei mercati, controlli più forti, ma senza cadere nell'eccesso di un’invasività dello Stato nell'economia, del protezionismo”, ha detto Berlusconi ai giornalisti; peccato che ciò sia un po’ diverso da quanto ha appena fatto l’amico Bush e quanto sarà costretto a fare Obama appena prenderà le redini del comando.

Pare chiaro che la stancante dinamica di gaffe, battute e spot pubblicitari, che Berlusconi va perseguendo ogni volta che viene avvicinato dai cronisti o durante appuntamenti internazionali, hanno minato la sua credibilità sul piano nazionale e discreditato il prestigio dell'Italia all'estero.

Sul fronte interno pare che, nell'ultimo mese, la fiducia in Berlusconi sia calata di 4 punti percentuali assestandosi a quota 58. Anche il suo governo è sceso di 4 punti toccando quota 50, questo è un dato abbastanza significativo se si tiene presente che il minimo storico è pari a 49 nel maggio 2008. Intanto Carla Bruni ha dichiarato che ama "la gente delle banlieue" e non quella al potere che ha sempre la stessa faccia, “uomini bianchi e piuttosto anziani”. Cosa avrà voluto dire?