REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 9/6/2005 N 8
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 Anno I n° 5 del 01/09/2005    -   PRIMA PAGINA



Lettera al Premier

Di Walter Dall'Olio


Caro Presidente,
è con immensa tristezza che ieri ho visto il suo volto, e vi ho letto la stanchezza e la sofferenza che solo chi sta per compiere una scelta difficile può conoscere. Mentre le Sue labbra si muovevano ho ripercorso in un breve attimo tutta la Sua vita, e ho capito che ciò che stava per dire avrebbe significato per lei l’ennesima svolta della Sua ineguagliabile storia.

Il Suo sguardo, la serietà e la profondità che vi si potevano leggere, mi ha ricordato il 1993, quando Lei, dopo mesi di sofferenze e atroci patimenti spirituali, decise di scendere in campo e di liberare l’Italia da quella cappa di arretratezza economico-culturale che la stava soffocando a causa dei precedenti governi filo democristian-socialisti.

E mi ricordo anche quale grosso compromesso abbia dovuto accettare quando ha accolto nelle file del Suo governo proprio coloro che provenivano da quei governi che l’avevano preceduta e che avevano fatto toccare al nostro bel paese uno dei punti più bassi della sua storia. Poco importava se la redenzione riguardava solo la parte buona di essi, e se i cattivi erano andati ad aumentare la schiera dei comunisti, perché la scelta di accoglierli fra le Sue braccia comunque è stata il frutto di un processo meditativo che l’ha spinta ad agire per il bene del paese, accantonando quelle che erano le Sue scelte e le Sue simpatie politiche.

Un ulteriore sforzo, prossimo all’insostenibile, poi ce lo ha concesso quando si è accollato l’interim di una serie di cariche che nessuno in quei momenti poteva ricoprire altrettanto degnamente, e vederla parlare contemporaneamente come Capo del Governo e Ministro degli Esteri prima, e Capo del Governo e Ministro dell’Economia dopo, è una scena che nessun italiano può ricordare senza piangere lacrime di commozione.
Ma quando ieri, confermando ciò che in quel breve attimo avevo temuto stesse per dire, Lei ha comunicato ai giornalisti che nonostante sia un enorme sacrificio personale, ha deciso di ricandidarsi perché non c’è nessuno che possegga i Suoi requisiti, beh… il mio cuore non ha retto, e ho manifestato i miei sentimenti nella maniera più consona. Piangendo


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