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 Anno I n° 8 del 13/10/2005    -   TERZA PAGINA


Visita archeologica
Necropoli delle PIANACCE. La tomba della quadriglia infernale, a Sarteano vicino a Siena
Una interessante tomba etrusca rinvenuta nell’ottobre 2003
Di Marcella Candido Cianchetti


La tomba è stata riportata alla luce nel 2003,è costituisce una delle scoperte più significative,negli ultimi decenni,in campo Etruscologico.
La tomba scavata nel travertino, uno scavo completato, le adiacenti altre 3 tombe, sono ancora in fase di ripristino.La tomba è situata ad una profondità di 5 metri,ed è unica nel suo genere. Si accede alla tomba attraverso un "DROMOS"(corridoio) lungo una ventina di metri, oltrepassato questo appare un ciclo pittorico unico nel suo genere, forse perché risalente al IV° secolo A.C., e quindi già fuori dall’influenza ellenica che accomuna gran parte delle tombe etrusche.
I colori degli affreschi,sono accesi ,vivacissimi, perché si stagliano sull'intonaco di fondo bianco,e risaltano perché sono conservati in maniera stupefacente, però bisogna considerare che sono di recente ritrovamento e non risentono ancora delle grandi visite di massa, infatti la sopraintendenza ha stabilito, per la visita,non più di 40 persone alla settimana ,ed in gruppo di non più di 5 persone ad accesso, ed entrando si viene pregati di scorrere sul lato destro, in modo che gli affreschi ,si vengono a porre davanti al visitatore,ma al tempo stesso ad una presunta distanza anti-inquinamento.

I temi iconografici sono unici nel loro genere,differiscono molto dai temi delle altre tombe etrusche. Appena superato il"DROMOS" si ci trova davanti ad una quadriga,trainata da due leoni e due grifoni alati, figure mitologiche, di non chiara provenienza,anche se qualcuno sostiene siano di origine medio-orientale (ed a proposito bisogna rifarsi ad una teoria di alcuni studiosi che sostengono che gli etruschi sono di origine orientale e non autoctona).
I due leoni e i due grifoni trainano la"QUADRIGA" condotta da un"DEMONE" dal volto arcigno ,dalla chioma rosso fiamma,ondulata dal vento,dal sorriso sarcastico e caratterizzato da un lungo dente sporgente. Molti studiosi ravvedono "CHARUN", copia di Caronte ,il traghettatore di anime verso l'ade, i più burloni l'hanno definito il ritratto di una suocera. Accanto si apre la configurazione di uno stipite, che nella simbologia sta per la porta d'ingresso dell’ade. segue accanto una scena da triclinio (dal nome del letto a tre zampe dove gli Etruschi erano soliti consumare i loro pasti, oppure secondo alcuni da crine che imbottiva i cuscini d'appoggio).

Distesi appaiono in forma "CONCOVIALE" due uomini ,uno decisamente più anziano ,caratterizzato da corta barba scura , e da un giovane, ambedue protesi uno verso l"altro con un gioco di mani sottili ed intrecciate,e l'anziano in gesto protettivo passa una mano sopra le spalle del giovane. Gran parte degli studiosi ha ravvisato un simposio nell’ade di due omosessuali, pratica diffusa anche tra gli etruschi , i greci ,e per acquisizione anche dai romani!
Sappiamo per certo che gli etruschi, pur ponendo la donna a loro pari,tanto da consentirle piena partecipazione ai banchetti,eccezione che non troviamo nè presso i greci(al banchetto erano ammesse solo le "ETERE"),ne nella civiltà romana, dando il diritto di successione e di trasmissione del cognome alla prole,non disdegnavano i rapporti con il medesimo sesso,anzi era la norma. Ma è la prima volta che si riscontra in una tomba ,tra quelle scoperte, che appaiano due uomini che banchettano nell’ade.

Qualche studioso è propenso a vedere un padre ed un figlio...Accanto a loro è raffigurato un servitore,la figura è in pessimo stato ma spicca in mano del servitore ben conservato e non poi tanto diverso dai colini degli anni 50,un colino. Il colino serviva per filtrare il vino,tutt’altra cosa di come lo beviamo noi, era un insieme di vino, acqua, miele, formaggio che veniva agitato e poi filtrato con il colino. Veniva servito in "KYLIKES", che era passato da persona a persona per bere(un antenato della grolla valdostana) ed una volta svuotato dava origine ad un gioco: bisognava colpirlo con dei gettoni di ceramica, fino a centrarlo(una specie del gioco delle freccette). Dei "KYLIKES" sono stati rinvenuti pochi pezzi per un molteplice motivo: la tomba fu profanata per certo in epoca longobarda e poi nell’alto medioevo, infatti sono stati rinvenuti dei testi,pietre tonde dove veniva cotta una specie di torta ed ancora oggi in Umbria ed in Toscana si cuoce la stessa torta con le medesime modalità. La tomba presenta anche croci,simboli alto-mediovali ecc.. lasciati da abitanti di passaggio,che con questi segni purificavano la"PAGANITà"del luogo. Sul muro di fondo è posto un grande sarcofago di alabastro azzurro, ricompattato dagli scopritori,la grande figura distesa del defunto è decapitata ,la testa è stata trafugata. Accanto al sarcofago, grande impatto visivo, costituito da un serpente con tre teste e con fauci spalancate mostranti una strana ed appuntita dentizione. La tomba è attribuita ad una famiglia aristocratica della zona,sicuramente proveniente dall’orvietano,ma tutta la zona delle"PIANACCE", dimostra la ricchezza delle famiglie insediate. La tomba della "quadriglia infernale" è vividissima nei colori,intonaci ben tenuti , rivelatori d'umidità funzionanti ed altre accortezze per la conservazione...... sperando che non finisca come altri monumenti....


Note:
La necropoli delle Pianacce è poco distante dal centro di Sarteano, a 70 chilometri da Siena.
La visita guidata alla necropoli delle Pianacce e alla tomba della Quadriga infernale si svolge tutti i sabati dal 4 giugno solo su prenotazione ed è abbinata a quella del Museo Civico Archeologico.
Info: tel. 0578 269261.
Prenotazioni: tel. 0578 269261 (tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10,30 alle 12,30 e dalle 16 alle 19).

www.comune.sarteano.siena.it
www.viaggimagazine.it



Argomenti correlati:
 #archeologia,        #cultura,        #etrusco,        #necropoli delle pianacce,        #siena,        #toscana,        #turismo
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