REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI AREZZO IL 9/6/2005 N 8
Articoli letti  11401064
   RSS feed RSS
Vedi tutti gli articoli di Nicoletta Consumi
stampa

 Anno I n° 10 del 10/11/2005    -   TERZA PAGINA


Saggezze dell'antico Egitto
Il pessimismo nell'Antico Egitto.
Una citazione tratta da ‘L'insegnamento per Merikara’, una poesia che un uomo disperato intrattiene con la sua anima
Di Nicoletta Consumi


" Quando l'uomo ha raggiunto la riva della morte, le sue azioni sono poste in un mucchio davanti a lui, per l'eternita! ".
Un passo tratto dalla Bibbia o dal Vangelo? Potrà sembrare incredibile, ma queste parole cariche di significato sono state tratte da "L'insegnamento per Merikara" scritto dal sovrano della città di Herakleopolis, Khety III (X dinastia) per suo figlio, intorno al 2130 a.c. Khety, allude alla ricompensa che le buone azioni del sovrano avrebbero avuto dopo la morte. Una preoccupazione per l'Aldilà che, come allora, ancora oggi accompagna l'uomo. Questa frase venne scritta nel cosiddetto "Primo Periodo Intermedio" della storia dell'Antico Egitto, un tempo di disordini dovuti al crollo dei valori della società a causa della carenza del potere regale e alle lotte che imperversavano intorno al trono. Lo stato, come oggi, non era una struttura solida e rassicurante. Gli individui erano in balia della violenza e della legge del più forte. L'angoscia egiziana si espresse in alcune opere letterarie a noi oggi pervenute, opere contrassegnate dallo stesso pessimismo.

La poesia che segue è il dialogo che un uomo disperato intrattiene con il suo BA, la sua anima. E' un "unicum" in tutta la letteratura egiziana giunto a noi da un papiro della XII dinastia. Sono le constatazioni di un uomo oramai disilluso di fronte ad una vita dove regna la violenza dei malvagi, per cui attualissima.

A chi parlare oggi?
I fratelli sono cattivi.
E gli amici di oggi non sanno voler bene!
A chi parlare oggi?
I cuori sono avidi
E ognuno cerca di impadronirsi dei beni del suo vicino!
L'uomo pacifico langue
E il forte schiaccia tutti!
A chi parlare oggi?
E' il trionfo del male
E il bene è dovunque gettato a terra!


Il protagonista si sente disarmato e invoca la morte come una liberazione...

La morte è davanti ai miei occhi oggi
Come la guarigione per il malato,
Come l'uscita dalla sofferenza.
La morte è davanti ai miei occhi oggi
Come il profumo della mirra,
Come sedersi sotto un baldacchino in un giorno di vento. La morte è davanti ai miei occhi oggi Come il profumo del loto,
Come sedersi sulla riva del paese dell'ebbrezza.
La morte è davanti ai miei occhi oggi
Come il percorso della pioggia,
Come il ritorno del soldato a casa.
La morte è davanti ai miei occhi oggi
Come una schiarita nel cielo,
Come la comprensione di un enigma.
La morte è davanti ai miei occhi oggi
Come il desiderio di un uomo di rivedere la sua casa
Dopo lunghi anni di prigionia
.



Argomenti correlati:
 #cultura,        #egitto,        #poesia,        #storia,        #storia antica
Tutto il materiale pubblicato è coperto da ©CopyRight vietata riproduzione anche parziale

RSS feed RSS

Vedi tutti gli articoli di Nicoletta Consumi
Condividi  
Twitter
stampa

Il sito utilizza cockies solo a fini statistici, non per profilazione. Parti terze potrebero usare cockeis di profilazione