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 Anno II nー 5 del 16/03/2006    -   PRIMA PAGINA


Lo sbuffo
Non c定 pace tra gli ulivi

Di Giovanni Gelmini


No, non ho intenzione di parlare dell置livo di Prodi, ma dell置livo del Getsemani, dell置livo della pace, quello che tra poco distribuiranno nelle nostre chiese.

La settimana si aperta con grandi segni di pace. Ma proviamo a capire cosa vuol dire pace, altrimenti saremo sempre nell弾quivoco. Pace vuol dire amore. Vuol dire non semplicemente sopportare il vicino, ma capirlo, aiutarlo, e cercarlo per vedere se ha bisogno. Quel vangelo che ci hanno insegnato da piccoli ricco di questo.

Ecco che nel clima convulso di magliette esternate in diretta di dichiarazioni di superiorit dalla civilt cattolica, fatte poi da cattolici poco credibili, magari divorziati, magari con un passato da dimenticare, da persone dedite alla violenza di piazza o privata, o da integerrimi personaggi ingessati in un ruolo istituzionale che forse non hanno mai ben compreso, troviamo inaspettatamente segnali della vera pace. Segnali che provengono da persone qualificate e credibili. Il primo la dichiarazione, veramente piena di significato cristiano, del Cardinale Martino, poi un avvenimento per i pi quasi incredibile: un Rabbino in visita ad una Moschea.

I fatti che ci vengono continuamente propinati dai mass-media sembrerebbero dire che c定 una distanza incolmabile tra Ebrei e Mussulmani. Quale emerita fesseria.
Tutti noi sappiamo, ma dimentichiamo continuamente, che le religioni cristiane sono la prosecuzione logica degli insegnamenti della religione ebraica. La loro bibbia fa parte dei nostri libri sacri. Per forse pochi sanno che anche l棚slam ha la stessa discendenza, anzi riconosce l段nsegnamento di Cristo e lo considera il pi grande profeta prima di Maometto.

Ma allora perch si devono avere questi pregiudizi religiosi?
La differenza molto marcata nelle abitudini e nelle tradizioni, non nel significato profondo dell誕more verso il prossimo. Quindi non deve meravigliare se Abdullah Redouane, segretario del Centro Culturale Islamico di Roma, e il Rabbino di Roma Riccardo Di Segni si sono incontrati ufficialmente alla moschea di Monte Antenne, la pi grande d'Europa, si sono salutati con un caloroso Salam aleikum e si sono scambiati l段mpegno di ritrovarsi nella Sinagoga.

Per le differenze ci sono, specialmente nel modo di vivere; differenze superabilissime se... se non ci fosse chi ha interesse a dividere. E a dividere ci sono solo gli interessi terreni di pochi.

Noi, ed io stesso, abbiamo un concetto dei popoli del Nord Africa e del Medio Oriente, che spesso non dovuto alla loro religione, ma al fatto che li consideriamo non affidabili; eppure, se ci pensiamo bene, i loro comportamenti non sono molto diversi da quelli dei nostri vicini, che non mantengono le promesse, che cercano di venderci cose fasulle, che non hanno voglia di lavorare, che... aggiungete pure la lista dei nostri difetti che lunghissima e cos la completerete tranquillamente. Nessuno di noi un esempio della nostra religione, perch allora invece noi volgiamo estendere i difetti delle persone alla loro religione?

La verit che il diverso stimola automaticamente la reazione di difesa. Ecco cheora, dopo le speranze date dai vertici religiosi, ci risvegliamo con un ennesima smentita alla possibilit di avviare un percorso di pace: Israele attacca Gerico, per appropriarsi di alcuni prigionieri palestinesi. Fatto che sicuramente sar origine di ritorsioni e manterr la fortissima tensione esistente. Per favore smettiamola per di identificare gli interessi di gruppi precisi con le religioni che assolutamente nei loro insegnamento non danno spazio alla violenza, e di usare la religione per giustificare i propri affari, magari per niente altruistici.



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