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Ancora morti!

28 Aprile 2006: la giornata inizia con la notizia...

Di Giovanni Gelmini


28 Aprile 2006: la giornata inizia con la notizia di due militari italiani morti in un attentato. È difficile non scrivere cose retoriche di fronte a fatti del genere, mi sembra inutile usare parole ovvie come cordoglio, sdegno, lutto.
Ho ancora nella mente quello che ho scritto sulla “Liberazione” e il parallelo tra allora e oggi mi viene spontaneo. Da anni ci siamo abituati a attentati continui, allo stillicidio di morti innocenti. Troppo spesso forse non ci sentiamo coinvolti perché toccano arabi, israeliani, palestinesi, afgani; ecco però che se ci sono di mezzo due italiani, diventa un lutto gravissimo, come se gli altri morti non fossero stati esseri umani.

Dobbiamo invece non accettare questa abitudine ai morti ammazzati da bombe o folli kamikaze. Si ma come?

Ecco la risposta non è facile, dietro questi attentati c’è una lurida lotta per il potere, che si camuffa da lotta ideologica e religiosa.
Sono convinto che, per cercare di reagire non si deve fare l’errore, già fatto più volte dagli USA, di seguire il terrorismo sulla sua stessa strada. Non si possono usare i bazooka e i carrarmati contro i kamikaze. Oltre ad usare i mezzi di intelligence, si devono usare i mezzi della politica, i mezzi della convinzione. Si deve togliere il terreno su cui viene fatto crescere l’odio, fermare il rancore, fermare i disagio delle popolazioni del mondo mussulmano.

Dobbiamo chiederci perché questi criminali riescono a convincere le persone a farsi esplodere, dove è l’errore del mondo occidentale? Se non ammettiamo che c’è anche un grave errore nostro, difficilmente potremo vincere la guerra al terrorismo.
Invece i militari del Pentagono stanno pensando a allargare la guerra. Già, non ci sarà mai la pace fino a quando daremo ascolto ai militari.

Argomenti:   #attentati ,        #guerra ,        #guerriglia ,        #morte ,        #opinione ,        #politica



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