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Cricio è vivo: gli amori impossibili

Amore e poponi


Di Cricio

È da una settimana che cerco di convincere Mario che, dopo sei mesi che lavoriamo, potremmo anche permetterci un week-end al mare. Finiti gli studi, un po’ di soldi in tasca, la mia Mariuccia è a Cesenatico da una settimana a fare l’assistente in colonia. Si mi scrive, qualche volta ci sentiamo al telefono, ma ho voglia di stare con lei, mi manca.

Mario è il mio migliore amico e per di più ha la patente e una “ricca” cinquecento giardinetta; io non ho né una né l’altra. Mario è un amico vero e mi capisce, ad un certo punto decide: sabato si parte, ho già fissato una stanza alla Pensione Elisa! Bene lui è sempre organizzatissimo.

Il sabato mattina prestissimo partenza! Un solo pezzo di autostrada, da Bergamo a Brescia, ci permette un viaggio velocissimo a quasi 100 km/ora, poi lì l’autostrada finisce e ci immettiamo sulla statale verso Mantova. Il tempo scorre, i miei occhi guardano la pianura verde che scorre a fianco, ogni tanto si attraversa un paesotto con le case gialle, a due piani. Ma io penso a Mariuccia, chissà cosa dirà quando mi sentirà al telefono. Non sa che sto arrivando.

La strada si affianca al corso del Po, è tutta a curve. Passata Ostiglia, ecco davanti a noi un camion, quasi un residuato bellico, che arranca carico di poponi (o angurie a secondo delle regioni). Avanza pensoso e truculento sul nastro di asfalto, Mario si sposta a sinistra per cercare di superare, non c’è sufficiente visibilità. Poi nell’altro senso arriva un altro camion con dietro alcune auto che anche loro non riescono a superare. Io strempio, sono agitato, arriveremo in tempo a Cesenatico? Ancora tentativi di sorpasso, poi Mario decide: inutile cercare di sorpassare su questa strada tutte curve, mettiamoci il cuore tranquillo.... facciamoci una cantata ... e... davanti sempre questa montagna di poponi su quattro ruote. Così fino a Ferrara, quando finalmente le nostre strade si dividono.

Un poco accartocciati dalle ore passate nella cinquecento, ci fermiamo in un grande piazzale alberato di Ferrara; sul margine vediamo una baracchetta e...... ci prendiamo la rivincita: una bella fetta di popone fresca! Che soddisfazione.

Ed eccoci finalmente a Cesenatico. In tempo! Lascio a Mario il compito di sistemare tutto alla pensione e cerco un telefono. Il gettone l’ho già pronto. Il telefono squilla, ecco risponde:

    - Colonia Paradiso - Sono Cricio, mi scusi, potrei parlare con ... Mariuccia?
    - Attenda un attimo che vedo se è possibile
    ..... passano alcuni minuti...poi un rumore della cornetta ripresa in mano...
    - Ciaooo, ma cosa c’è da chiamarmi al telefono a quast’ora?
    - Sono qui, puoi uscire?
    - Qui? Qui dove?
    - A Cesenatico!
    - Ma che belloo.... aspetta che chiedo... ....si, ma ho poco tempo dalle due e mezza alle tre e mezza, ma tu sei matto... che bello!
    - Bene ti vengo prende alla colonia, a dopo allora, ti voglio bene.
    - Anche io.



Ecco veleggio ora verso la reception, Mario ha già sistemato tutto e saliamo in camera a sistemare le nostre cose. Poi a pranzo, ma io non ho testa, penso solo a quel momento in cui potrò riabbracciare Mariuccia.

Ore 14:30 Mario mi ha portato fino alla colonia e poi pudicamente mi lascia solo. Dopo qualche minuto dalla porta esce Mariuccia.

Un momento poi un abbraccio lungo; siamo imbarazzati, non abbiamo l’abitudine ad effusioni in pubblico. Mano nella mano ci avviamo sul lungo mare, in silenzio, le nostre mani parlano per noi e si accarezzano con leggeri movimenti invisibili a chi ci guarda, ma per noi sono un lunghissimo discorso d’amore.

Lungo un molo c’è un locale entriamo e ci sediamo in un angolo, il più tranquillo, il meno in vista. Nel locale non c’è nessuno. Ecco appare una cameriera che ci sorride, ordiniamo qualche cosa, si allontana.
Nel locale improvvisamente irrompe la musica inizia “Una rotonda sul mare”. Ecco la cameriera ci porta le ordinazioni e poi sempre sorridendo scompare. Soli prendiamo un po’ di coraggio, carezze , baci, sussurri. Ora la musica è “Amore scusami”, sembra interpretare il mio sentimento.

Il tempo è finito è ora di rientrare. Sempre mano nella mano la riaccompagno e nelle orecchie ho ancora “Amore scusami...se sto piangendo...amore scusami...”

Quella musica mi resta nella testa legata al ricordo di qui momenti. A cena con Mario, patatine e pesce fritto, trebbiano e “Amore scusami...”

Alla sera nella stanza arrivano le note dei un orchestra vicina che suona “Sei diventata nera”, ma nella mia testa resta “Amore scusami ... se sto piangendo... amore scusami”

Argomenti:   #adolescenza ,        #amore ,        #racconto



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