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Franco Siddi, presidente della Federazione Nazionale della stampa, incontra a Sassari i giornalisti di domani

La comunicazione attraverso il giornalismo

Il ruolo del giornalista e i problemi del precariato nella professione

Di Sara Giostra

L’informazione è un presidio invalicabile di civiltà”. Così scriveva nel secondo dopoguerra Guido Bonella illustre personaggio che ha lottato per la libertà di stampa e d’espressione: a lui si deve la messa a punto dell’art. 21 nella nostra Costituzione e l’istituzione dell’Ordine professionale dei giornalisti. La sua è diventata un’affermazione irrinunciabile per chi svolge la professione di giornalista in Italia, un paese che, attualmente, in questo settore vive una stagione infelice.

Si è discusso proprio di questo e del ruolo cruciale dell’informazione nel seminario dal tema “Scrivere sui giornali oggi”, svoltosi nella mattinata di mercoledì 15 marzo nell’aula magna della Facoltà di Lettere e Filosofia di Sassari. L’evento si inserisce nel corso di scrittura giornalistica (laurea in Teorie e Tecniche dell’informazione) tenuto dal giornalista Paolo Sanna e ha visto l’ autorevole partecipazione di Franco Siddi, presidente della Federazione Nazionale della stampa. Franco Siddi durante il suo intervento ha dichiarato che “ogni cittadino, in quanto uomo moderno, deve avere il diritto di essere pienamente e correttamente informato. L’informazione deve avere il merito di raggiungere tutti i cittadini per informarli sullo svolgimento dei fatti, “criticare” i poteri, interpretare i messaggi dei potenti, per avviare, cioè, quei processi comunicativi e di sviluppo che coinvolgono l’intera comunità”.

L'attenzione si poi è spostata sulle nuove forme di scrittura. In particolare, agli studenti che chiedevano quale fosse attualmente il ruolo del giornalista in questo tempo dominato dalla tecnologia e che ha inevitabilmente modificato la professione, Siddi ha risposto: “per il giornalista la funzione connotativa è irrinunciabile. Egli deve, infatti, rendere notiziabili i fatti meritevoli di interesse. La comprensione della notizia passa attraverso l’interpretazione che il giornalista, in quanto professionista della comunicazione, è in grado di trasmettere al pubblico”. Comunicare eventi, notizie e valori è la principale arte del mestiere; ma la trasmissione dei messaggi deve avvenire con delicatezza, o, come si diceva un tempo, “in punta di penna”, anche se oggi questa espressione è quasi superata dalla tecnologia immediata e veloce, che mette in soffitta macchine da scrivere, carta e penna, e invece usa diversi e nuovi strumenti come radio, tv, ipertestuale (on-line).

Altro elemento fondamentale per chi vuole intraprendere il mestiere di giornalista è indubbiamente la capacità di essere trasparenti e credibili. Aggiunge Siddi: “Non dimentichiamo l’importanza della trasparenza e nitidezza della notizia. E’ un criterio base fornire a chi legge o ascolta una conoscenza chiara e comprensibile nel significato essenziale nell’esposizione. Il pubblico che apprende è vasto ed eterogeneo (media, alta o bassa istruzione), perciò il giornalista deve essere un testimone autorevole, credibile, trasparente se pur militante. Non servile né accomodante, ma pungente, curioso e critico. Deve cioè osservare gli obblighi deontologici che costituiscono un valore etico oltre che professionale”.

Siddi infine si è soffermato sul difficile rapporto tra offerta e domanda della professione sul mercato del lavoro. “La precarietà caratterizza notevolmente la nostra professione. Si contano 150 giornalisti stabili, mentre ben 300 vivono nella condizione di precari”.
Nonostante aumenti la platea dei giovani laureati e specializzati nelle scuole di giornalismo, questo investimento nel futuro rischia di essere controproducente perché è sempre più complicato accogliere numerosi professionisti.

Argomenti:   #comunicazione ,        #giornalismo ,        #mass media ,        #stampa



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