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 Anno II n° 17 OTTOBRE 2006    -   TERZA PAGINA


Una delle più antiche città dell'antichità
Abydos: la terra santa d'Egitto

Di Nicoletta Consumi



Abydos, situata a circa 150 km a Nord di Luxor è una delle più antiche città dell’Antico Egitto. Il nome geroglifico è Abdu.


Ab Dw Abdu


Ab Dw Abdu, che significa collina del tempio. Gli egiziani la chiamavano TA GSR, terra santa, e la tradizione vuole che vi fosse conservata la testa di Osiride.

Per assonanza i greci chiamarono la città Abydos come la sua omonima posta sull’Esponto. Il moderno nome arabo è Arabet el Madfuneh.
Le origini della città si perdono nella preistoria; sicuramente esisteva già in epoca predinastica essendo probabilmente la capitale dell'Alto Egitto, come indicano i ritrovamenti di tombe ed i primi riscontri sulla presenza del tempio di Osiride, attribuibili appunto a sovrani del periodo predinastico.
Una collina artificiale chiamata Umm el Ga’ab, la mamma dei cocci, è considerata dagli egittologi come il punto di partenza della storia, qui sono state individuate tombe da attribuire a personaggi di livello regale appartenenti alla dinastia O, alla I e II dinastia .

A Umm el Ga’ab sono stati ritrovati i primissimi geroglifici iscritti su targhette d’avorio databili al 3600 a.C. Tra le tombe funerarie più importanti ivi situate si ricordano quelle di Aha e di Djer.
La tomba funeraria di Aha è di notevole interesse grazie al ritrovamento di 7 leoni e 33 servitori sepolti assieme al sovrano. Prima testimonianza di uccisione rituale dei servitori per accudire il sovrano nell’Aldilà.
La tomba di Djer fu scavata dagli antichi egizi e utilizzata per la festività della morte e resurrezione di Osiride che sarebbe avvenuta proprio qui ad Abydos.

Nel Medio regno “I misteri di Osiride” prevedevano una processione della statua del dio dal tempio fino alla tomba di Djer che si immaginava potesse essere la tomba di Osiride.
Milioni e milioni di pellegrini nel corso dei millenni hanno reso omaggio ad Osiride lasciando i propri vasi sulla collina artificiale di Umm el Ga’ab, persino i cristiani nel venerdì santo.

A Shunet el Zebib, letteralmente il ripostiglio dello Zibibbo, sono state rinvenute diverse strutture risalenti alla II dinastia tinita.
Sono complessi rettangolari in mattoni crudi, probabilmente delle fortezze. Ppresentano similitudini con la struttura che Djoser farà erigere a Saqqara, davanti alla sua piramide a gradoni, durante la III dinastia. Kom el Sultan è il luogo dei laghi sacri, oggi quasi del tutto prosciugati, vicino ai quali emergono le rovine del tempio più antico dedicato ad Osiride.
Qui è stata scoperta l’unica statuetta alta sette centimetri e mezzo del grande sovrano Cheope, IV dinastia, costruttore dell’omonima piramide.
A Kom el Sultan sono state rinvenute moltissime stele lasciate dai pellegrini nel corso dei millenni, per non parlare di cappelle funerarie di diverse dimensioni.
A nord Ovest del sito di Abydos hanno costruito sovrani della XII dinastia come Sesostri I e Sesostri III, di quest’ultimo si ricorda il cenotafio ed il tempio NFR KA. Della XVII dinastia, il tempio di Tetisheri, e ancora, della XVIII dinastia il tempio ed il cenotafio di Ahmose.

Alcuni studiosi pensano che Abydos abbia potuto ospitare persino piramidi. Uno dei templi più importanti di Abydos è “il portale” di Ramesse II, sulle cui pareti esterne pregevoli bassorilievi raccontano la famosa battaglia di Qadesh combattuta nel 1275 a.C. contro gli Ittiti.
Il tempio si presenta come una successione di cortili aperti da piloni, 2 torrioni a base rettangolare che si stringono verso l’alto, questa forma è ispirata al segno geroglifico dell’orizzonte.
Il pilone d’accesso richiama il luogo in cui si vede sorgere il sole e viene all’esistenza la divinità. La seconda corte è circondata da pilastri Osiriaci, da una rampa centrale si raggiunge la terrazza porticata sopraelevata , qui sono stati rinvenuti rilievi bellissimi che raffigurano processioni di animali destinati al sacrificio di Osiride.
Dalla zona porticata si passa alle cappelle laterali e a due sale ipostile. Il tempio di Sethi I, è la più maestosa e meglio conservata costruzione dell’intero sito archeologico di Abydos.
E’ stato costruito su un declivio, sfruttato per l’architettura interna del tempio. Il tempio di Sethi ha rivelato una quantità notevole di strutture, quali: magazzini per la conservazione di oggetti, e persino un palazzo di piccole dimensioni.

Gli scavi hanno rivelato la presenza di due cortili esterni, una magnifica facciata a colonne, due sale ipostile e sette cappelle dedicate a Sethi I divinizzato, Ptah, Ra-Harakny, Amon-Ra, Osiride, Iside e Horus.
Dalla seconda sala ipostila si accede al corridoio lungo 25 m che riporta la famosa lista regale con il faraone Sethi I ed il piccolo Ramesse II nell’atto di porgere offerte ai 75 predecessori rappresentati dai cartigli. Da qui si accede ad un lungo corridoio che porta al cuore pulsante di Abydos: L’Osireion. L’Osireion è la tomba di Osiride.

Vuole la leggenda che Osiride sia stato ucciso da suo fratello Seth che lo tagliò a pezzi e ne disseminò i resti per tutto l’Egitto.
Templi furono eretti nei luoghi dei ritrovamenti.
La testa di Osiride venne sepolta nell’Osireion. Un Corridoio sotterraneo corre in pendenza per 120 metri, sulle pareti sono dipinti testi sacri e formule magiche, un passaggio ipogeo a forma di “L” porta al vestibolo, luogo da cui si vede oltre ma non si ha accesso.

L’Osireion è la rappresentazione architettonica della mitica isola egiziana della creazione che sorge dall’oceano primordiale.
Due scale portano ad un’isola nel mezzo ricoperta dall’acqua, ai lati due file di grossi pilastri di granito rosso. In mezzo all’isola due fosse: una conteneva il sarcofago, l’altra i vasi canopi.
Sul lato nord, si trova l’ingresso a una stanza, con soffitto a lastre a spiovente su cui sono rappresentate scene astronomiche.

Tutto il complesso è dedicato ad Osiride, ma non ci sono statue o geroglifici che lo testimoniano. Questo fa sì che il mistero ed il fascino aumenti notevolmente per questo luogo unico al mondo.



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