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 Anno III n° 5 MAGGIO 2007    -   IL MONDO - cronaca dei nostri tempi


Crisi di coscienza
Ma che ce stammo a fa'?

Di Chiara Di Martino


Continuo a chiedermi il perché della vita, vi giuro, sono serissima… cosa ci fanno sei miliardi di esseri cerebralmente limitati (perché lo siamo un po’ tutti) su un pianeta che offre vitto (luce, gas e acqua inclusi) e alloggio e si incazza raramente nonostante tutte le stro…mbolate che facciamo (mi ci metto dentro anche io, toh). Io mi domando e dico: quale è il nostro compito qui?!

Una volta qualcuno, adesso non mi ricordo bene chi, ma doveva essere un tizio famoso, disse: “CRESCETE E MOLTIPLICATEVI”… figo!
Non mi costa nemmeno tanta fatica, in fondo se lo traduciamo in parole povere e comprensibili dalla piccola lenticchia che l’uomo ha al posto del cervello significa “MANGIATE E SCOPATE”… ripeto… figo!

Ma sempre il suddetto tizio (o suo padre…) fece scrivere: “... creò l’uomo a sua immagine e somiglianza...”, ehm ehm, fisicamente ci siamo ma… intellettualmente?!
Certo, per carità, se pensiamo a uomini del calibro di Ghandi o Martin Luther King ci stiamo dentro alla grande ma se prendiamo come esempio la coppia B&B, che non sta per Bed and Breakfast, ma Bush e Berlusconi?! Siamo nella merda!

Per cui torniamo alla domanda principale: “che ci stiamo a fare sulla terra?”, ma soprattutto “che fine le faremo fare?!”
Se il nostro compito era quello di depredare, saccheggiare e distruggere tutto ciò che madre natura ci ha offerto allora possiamo dire di esserci riusciti alla grande… ma forse il tizio di cui parlavo prima ci ha messo qui, posizionandoci al vertice della catena alimentare, donandoci il pollice opponibile senza il quale, pensate, potevamo dire addio al joy-pad, per un motivo un po’ più alto…

Vi giuro che se lo sapessi lo direi ma purtroppo non sono una dei tre pastorelli (né francamente avrei voluto esserlo) e mi scervello ogni giorno per capire; non sono una cristiana modello, non mi ricordo quando è stata l’ultima volta che ho messo il mio piedino da peccatrice in chiesa, ma credo sia assurdo ridurre tutta la nostra vita ad un ammasso di cellule e atomi che per pura botta di culo si sono assemblati nella maniera giusta facendo delle sonore pernacchie all’inventore di tetris, e ora vanno in giro per le strade mossi solo da impulsi mandati dalla famosa lenticchia che abbiamo in testa.

Siamo veramente soltanto carne e fiato o c’è qualcosa in più, quel po’ di zucchero che fa andar giù la pillola, quel quid quell’ente astratto (non ho mai capito il senso di sta frase ma il mio prof. di matematica la ripeteva sempre e a quanto pare fa mooolto figo) che ci sfugge e che non ci è dato capire?!

Non è dato sapere, forse però bisognerebbe stare attenti a ciò che accade intorno a noi: stiamo sguazzando con mera indifferenza all’interno di un'era particolarmente buia... cambiare rotta è possibile?



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