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 Anno V n° 7 LUGLIO 2009    -   FATTI & OPINIONI


Camera dei Deputati Resoconto stenografico Seduta n. 195 di mercoledì 1 luglio 2009
Intervento di Michele Pompeo Meta (PD)
Informativa urgente del Governo sul tragico incidente ferroviario occorso presso la stazione di Viareggio



Signor Presidente, onorevoli colleghi, signor Ministro, abbiamo ascoltato con attenzione la ricostruzione della dinamica di Viareggio attraverso le parole del signor Ministro. Sulla base di tale ricostruzione intendo anch'io, a nome del gruppo del Partito Democratico, portare un contributo diretto, ma innanzitutto noi come Partito Democratico vogliamo rinnovare anche in questa sede i più sentiti sentimenti di cordoglio e di vicinanza alle famiglie delle vittime, all'intera zona di Viareggio, alla Versilia, a Viareggio città, alla Garfagnana, ai toscani, ai colleghi di quest'Aula espressione di quella regione e anche a lei signor Ministro, che so essere un conterraneo dei nostri colleghi. Vogliamo anche ringraziare per il lavoro svolto tutti i soccorritori, gli amministratori locali, la protezione civile nazionale e regionale, le Ferrovie dello Stato che si sono impegnate al massimo per garantire i primi soccorsi e la prima assistenza in uno scenario davvero raccapricciante. Si tratta di uno scenario che abbiamo avuto modo di vedere con i nostri occhi insieme ad alcuni colleghi ieri che si sono recati in missione. Voglio citare le colleghe Velo e Mariani, ma anche i colleghi di altri gruppi. L'incidente di Prato prima e la tragedia di Viareggio oggi, signor Ministro, dimostrano che sul tema della sicurezza in Italia ci sono ancora molte zone d'ombra, che necessitano di essere rimosse immediatamente. Infatti, lei ricorderà che numerosi erano stati i campanelli di allarme negli ultimi mesi, in particolar modo nel trasporto delle merci, ma non dimentichiamo neanche i problemi che abbiamo avuto nel trasporto regionale (i pendolari), laddove, anche in questo caso, il materiale rotabile ha un'età media di 20 anni.

Anche in questa sede voglio dire che le ferrovie italiane garantiscono, per merito dell'azienda e dei lavoratori, standard di sicurezza tra i più elevati in Europa. Questo lo sappiamo, basta scorrere le statistiche sul numero degli incidenti e su quelli più gravi. Grazie a Dio, in questo caso siamo nel gruppo di testa insieme alle civilissime Francia e Germania. Però l'incidente di Viareggio richiama tutti noi ad una responsabilità precisa e ad attente riflessioni che vogliamo iniziare a svolgere anche in questa sede.

La prima è che la liberalizzazione del trasporto ferroviario delle merci, cari colleghi, sta procedendo in modo parallelo al processo di allargamento dell'Unione europea ai nuovi soggetti statali. Dobbiamo coniugare meglio liberalizzazioni e sicurezza, rivisitando le norme, facendo uno screening attento, proprio come diceva ieri l'onorevole Tajani. Dobbiamo mettere a nudo le criticità e tutta l'opacità delle responsabilità nella gestione dei sistemi di trasporto diversi con standard che sono sicuramente qualitativamente molto differenti.

Il convoglio deragliato ed esploso alla stazione di Viareggio, infatti, ne è l'emblema. Si tratta, infatti, di materiale rotabile soggetto a livelli diversi ed autonomi di controllo. La locomotiva è di proprietà delle Ferrovie dello Stato, il carro merci di una società americana con sede in Austria, ma - a quanto sembra - immatricolato in Polonia e in Germania, il GPL rifornito in una raffineria italiana. Lo scenario che avremo di fronte, con la liberalizzazione dal 2011, sarà identico per il trasporto passeggeri sulle ferrovie italiane, con i rischi relativi ad una confusa normativa per via dei ritardi nell'attuazione delle direttive europee ed una frammentazione di responsabilità sui controlli e sulla manutenzione dello stesso materiale rotabile: una prospettiva da scongiurare quindi, signor Ministro.

Bisogna vigilare con la dovuta prudenza affinché non ci sia un abbassamento dell'asticella dei controlli al momento del delicato passaggio all'offerta di mercato. Noi, signor Ministro, siamo qui a sollecitare il varo operativo dell'Agenzia per la sicurezza che il Governo Prodi istituì. L'Agenzia è sulla carta ma non ha mezzi e non ha neanche strumenti. Chiediamo inoltre che nell'agenda della maggioranza e dell'Esecutivo arrivi la proposta di legge che come Partito Democratico abbiamo avanzato...

PRESIDENTE La prego di concludere.

MICHELE POMPEO META. Concludo, signor Presidente, una proposta di legge per l'istituzione dell'Authority del trasporto in generale. Chiediamo anche che sui materiali rotabili si investa di più, perché come diceva la presidente Marcegaglia, le risorse investite per la sicurezza sono risorse produttive.

Infine, e chiudo davvero signor Presidente, per quanto concerne gli impegni assunti dal Governo ieri a Viareggio, noi siamo qui per sollecitare davvero la dichiarazioni dello stato di emergenza, sapendo che non è una calamità naturale, ma sapendo che potrebbero esserci dei contenziosi ed il Governo deve vigilare perché le famiglie siano garantite (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).



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