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 Anno VIII n° 8/9 AGOSTO / SETTEMBRE 2012    -   MISCELLANEA


Altro che “biscotto”
Quando lo sport viene taroccato
Un esempio sconcertante di pessimo sport proprio alle Olimpiadi di Londra
Di Silvano Filippini


Questa volta gli atleti del Batminton si sono comportati peggio dei calciatori, mettendo in piedi un biscotto gigantesco che ha coinvolto ben quattro squadre. Risultato: tutti ed otto gli atleti sono stati, giustamente, buttati fuori dall’olimpiade.

Ai recenti campionati europei di calcio si era temuto il biscotto della Spagna che avrebbe impedito l’accesso dell’Italia alle finali, tutto sparì d’incanto grazie alla vittoria della Spagna nell’ultimo incontro del girone eliminatorio. Cosa che non si è verificata alle olimpiadi durante la prima fase del torneo di Badminton (che sarebbe il nostro Volano due contro due) dove ben quattro formazioni (due della sud Corea, una cinese ed una indonesiana) hanno giocato a perdere per evitare di incontrare, nella seconda fase ad eliminazione, i compagni della stessa nazione, ma lo hanno fatto in modo estremamente palese tanto che un incontro, più degli altri, ha visto errori assurdi e sistematici sin dalla battuta.
A quel punto i giudici hanno sospeso gli incontri e si sono riuniti decretando l’espulsione delle quattro squadre che, oltretutto, avevano già le carte in regola per tentare di arrivare alla finalissima.

E’ vero che lo sport d’alto livello sta perdendo progressivamente i requisiti fondamentali di lealtà, ma uno scandalo di tali proporzioni, e per di più in casa di chi ha inventato lo sport moderno basato su principi inderogabili, non me lo sarei aspettato.

Tra l’altro non è impossibile evitare certi “calcoli” negli sport di quadra: è sufficiente non stabilire a priori gli accoppiamenti della seconda fase, ma estrarli a sorte a gironi eliminatori ultimati. E’ l’uovo di Colombo, ma nessuno ci ha ancora pensato!
Ma i taroccamenti olimpici non finiscono qui. Una schermitrice Sud Coreana, sconfitta in semifinale, per protesta si siede sulla pedana e impedisce alle altre di gareggiare per più di un’ora. Anche il mondo dello sport va verso una degenerazione che porta all’estrema esaltazione dell’IO per cui sempre più atleti non vogliono accettare i responsi del campo.



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