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Da una nota del Quirinale

È palesemente infondato parlare di “ingerenza” nella campagna elettorale

L’unico commento che possiamo fare è “incredibile”. Per qualcuno il Presidente della Repubblica non è più in grado di fare rilievi storici precisi e documentati, se questi contrastano con i suoi interessi

Di G.G.

È palesemente infondato e del tutto gratuito parlare - a proposito della visita del Presidente della Repubblica a Washington - di "ingerenza" nella campagna elettorale. L'incontro con il presidente Obama si è aperto con brevi dichiarazioni dinanzi a stampa e tv: il presidente degli USA ha ribadito il suo ben noto apprezzamento per i progressi compiuti dall'Italia, e al presidente Napolitano è sembrato giusto sottolineare che essi erano stati possibili grazie al sostegno parlamentare di diverse e opposte forze politiche. Più tardi, in conferenza stampa con i giornalisti italiani, il Capo dello Stato ha rilevato come da qualche parte si sia passati dal sostegno ai provvedimenti del governo a giudizi liquidatori. Rispetto alle forze in campo nella competizione elettorale in Italia, il presidente Obama si è astenuto da qualsiasi apprezzamento nei confronti di chiunque. Non solo in pubblico, ma anche nel colloquio a porte chiuse, si sono tenuti comportamenti assolutamente impeccabili.

Roma, 16 febbraio 2013

È incredibile come alcuni politici usino di tutto per abbindolare gli elettori. Quello che sono realtà storiche sono sempre scomode, mentre a loro piacciono solo le fantasie illustrate.

Argomenti: #elezioni , #napolitano , #obama , #politica , #quirinale

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