ATTENZIONE  CARICAMENTO LENTO



Estratto dalla Nota Mensile sull’Economia Italiana dell’ISTAT – marzo 2017



Il quadro internazionale

Il rallentamento dell’economia USA nell’ultima parte del 2016 rimane confermato dalla recente revisione del Pil del quarto trimestre, che evidenzia un aumento del 2,1% su base congiunturale annualizzata (+3,5% in T3, Figura 1). Gli indicatori anticipatori del ciclo economico evidenziano prospettive favorevoli per l’economia statunitense.

Nell’area euro i livelli produttivi si mantengono vivaci (+0,9% la crescita congiunturale della produzione industriale a gennaio) e prosegue il miglioramento sul mercato del lavoro, con un incremento degli occupati e una diminuzione della disoccupazione (9,5% il tasso di disoccupazione a febbraio).

Secondo i dati del Central Plan Bureau la crescita del commercio mondiale a gennaio è rimasta invariata rispetto a dicembre, come risultato di un andamento negativo degli scambi in volume dal lato delle esportazioni dell’area euro e del Giappone (-1,1% in entrambi i Paesi).

La congiuntura italiana

Imprese

A gennaio, l’indice della produzione industriale ha registrato una contrazione (-2,3% rispetto a dicembre, Figura 3), ha mantenuto tuttavia una variazione positiva nella media del trimestre novembre-gennaio (+0,5% rispetto al trimestre prece.).
Nello stesso trimestre, il comparto dell’energia è risultato in crescita (+6,8%), mentre i beni strumentali hanno subito una diminuzione (-2,0%) e i beni di consumo durevoli (+0,7%) e i beni intermedi (+0,4%) hanno evidenziato una crescita contenuta.

A gennaio i segnali di flessione congiunturale hanno riguardato anche fatturato (-3,5%) e ordinativi (-2,9%) dell’industria.
Tutti i comparti dell’industria, in particolare i beni intermedi (+2,1%) e l’energia (12,3%), hanno mostrato una dinamica trimestrale positiva. Nel trimestre novembre-gennaio sono aumentati anche gli ordinativi (+0,8%), trainati da quelli sul mercato estero (+1,3%).

Nello stesso trimestre, gli scambi con l’estero sono risultati particolarmente intensi (+3,8% per l'export e +4,3% per l'import) soprattutto con i paesi extra-Ue (Figura 4).
Le vendite di tutti i principali raggruppamenti industriali sono in espansione. In gennaio, Russia, Cina, Stati Uniti e Giappone risultano gli sbocchi più dinamici per le esportazioni del nostro Paese. Segnali di flessione mensile si registrano a febbraio per i flussi da e verso i paesi i paesi extra-Ue, che mantengono comunque tassi di crescita trimestrali notevolmente elevati (+4,9% per l’export e +10,4% per l’import) .

Il settore delle costruzioni ha registrato a gennaio un forte calo anche a seguito delle avverse condizioni climatiche: rispetto al mese precedente, l'indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni si è ridotto del 3,8%.

Complessivamente, la ripresa dei livelli di attività economica è associata ad un recupero di profittabilità delle imprese: nel quarto trimestre del 2016 la quota di profitto delle società non finanziarie è aumentata nei confronti sia del periodo precedente (+0,3 punti percentuali) sia del corrispondente trimestre del 2015 (+1,1 punti). Contestualmente aumenta anche il tasso di investimento.

Famiglie e mercato del lavoro

Nel quarto trimestre 2016, i consumi delle famiglie italiane sono aumentati dello 0,5% rispetto al trimestre precedente, in presenza di una diminuzione del reddito disponibile (-0,6%) e del potere di acquisto delle famiglie consumatrici (-0,9%, Figura 5). La crescita dei consumi è stata quindi sostenuta da una netta flessione della propensione al risparmio (un punto percentuale in meno rispetto sul trimestre precedente).

A gennaio il volume delle vendite al dettaglio ha registrato un incremento dell’1,1%, determinato da una dinamica positiva sia per i beni alimentari (+1,9%) sia per i beni non alimentari (+0,8%). Tuttavia nella media del trimestre novembre-gennaio il volume è risultato in diminuzione.

L’andamento dell’occupazione è la sintesi tra la crescita dei dipendenti a carattere temporaneo (+0,9%), la diminuzione di quelli a tempo indeterminato (-0,1%) e la stazionarietà degli occupati indipendenti (Figura 6). Il tasso di disoccupazione si è contratto (tre decimi di punto), attestandosi all’11,5%. La diminuzione del numero di persone in cerca di occupazione (- 2,7%), sottostante la diminuzione del tasso di disoccupazione, si è associata ad una crescita degli inattivi (+0,4%).

Le prospettive per l’occupazione rimangono positive. A marzo le aspettative degli imprenditori sulle tendenze dell’occupazione per i successivi tre mesi mostrano un complessivo miglioramento in tutti i settori ad eccezione delle costruzioni.

Prosegue la fase di moderazione salariale. A febbraio gli incrementi delle retribuzioni contrattuali pro capite sono risultati limitati (+0,4% rispetto a febbraio 2016).

Prezzi

A marzo la dinamica dei prezzi al consumo è risultata in rallentamento, dopo i rialzi dei primi due mesi dell’anno. In base alle stime preliminari, la crescita tendenziale dell’indice dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) si è attestata all’1,4%, due decimi di punto in meno rispetto a febbraio. L’indice armonizzato (IPCA) ha registrato un ritmo leggermente inferiore (+1,3%), mantenendosi al di sotto del tasso medio dell’area euro (+1,5% nella stima di marzo) e ancora distante dal valore indicato dalla Banca centrale europea come obiettivo per la stabilità dei prezzi (inferiore, ma vicino al 2%).

L’inflazione ha continuato a essere determinata essenzialmente dai movimenti dei prezzi energetici e alimentari che, dopo i forti aumenti dei mesi precedenti, hanno mostrato un rallentamento dei ritmi di crescita.

In presenza di sviluppi modesti delle determinanti interne dei costi, l’aumento della core inflation può essere generato da spinte esterne al sistema. In particolare gli aumenti dei prezzi delle materie prime, unitamente al deprezzamento dell’euro rispetto al dollaro, hanno portato a una ripresa dei prezzi all’importazione dei beni di consumo (stazionaria la variazione tendenziale a gennaio dal minimo di -1,7% di aprile 2016, Figura 7) .
Analogamente si è rafforzata la crescita dei prezzi alla produzione sul mercato interno per i beni destinati al consumo (+0,9% in febbraio dal minimo di -0,8% di marzo 2016).

Le aspettative per il breve termine, sebbene orientate al rialzo, manifestano ancora cautela.

Prospettive di breve termine

A marzo, l’indice del clima di fiducia dei consumatori è aumentato a seguito del miglioramento del clima economico e di quello futuro.
L'indice composito del clima di fiducia delle imprese ha segnalato un ulteriore miglioramento che ricomprende tutti i settori economici ad eccezione delle costruzioni (Figura 8).

L’orientamento positivo dei livelli di attività economica per i prossimi mesi è confermato dall’indicatore anticipatore, che registra un’ ulteriore variazione positiva, sebbene di intensità più contenuta rispetto al mese precedente (Figura 9).


Vedi Testo integrale e nota metodologica



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